Ghinolfi (SIFÀ): “Servono lucidità e confronto per oltrepassare la crisi”

A un 2021 positivo è seguito un 2022 che al momento risulta ricco di incognite. I fattori di rischio sono ancora tanti (guerra, crisi dei microchip, inflazione e poi anche la situazione fiscale)

Archiviato il 2021 positivamente, “compatibilmente con la situazione generale”, SIFÀ sta affrontando con proattività e resilienza un 2022 ancora all’insegna delle difficoltà, tra vecchie (crisi dei microchip) e nuove incognite (guerra in Ucraina e inflazione). Ne parliamo con Paolo Ghinolfi, amministratore delegato di SIFÀ, Società Italiana Flotte Aziendali, Azienda di Noleggio a Lungo Termine del Gruppo BPER Banca.

Dott. Ghinolfi, che anno c’è da aspettarsi per SIFÀ?

“Vogliamo affrontare il 2022 un po’ come abbiamo affrontato l’ultima parte del 2021: facendo il massimo per ottenere del prodotto da immatricolare. Cerchiamo autovetture su tutti i mercati, italiani ed europei, di tutti i marchi. Facciamo il possibile per rispondere alle esigenze dei nostri clienti. Ma in questo momento riusciamo a consegnare, mediamente, appena un terzo di quanto era stato previsto prima della pandemia”.

L’anno è iniziato tra molte difficoltà e c’è anche la crisi dei microchip, di cui ancora non si intravede la fine….

“Alle porte ci sono nuove minacce, in particolare l’aumento dell’inflazione, di cui dovremo discutere con i nostri clienti. Alle persone vogliamo raccontare le cose esattamente come stanno per costruire insieme un percorso virtuoso, come sempre basato su fiducia e trasparenza. È evidente che ciò che sta succedendo in Ucraina ha rimesso in discussione completamente qualunque piano di ritorno alla normalità riguardo ai microchip. Con le case costruttrici si è creato un ritardo ormai diventato cronico. C’è una sensibilissima riduzione della produzione di autovetture”.

Quali sono le conseguenze di questa situazione?

“Si sono aggiunte problematiche ancora molto più impegnative. Mi riferisco ad esempio all’interruzione, in Ucraina, della produzione dei ‘fascio cavi’, ossia di una delle componenti fondamentali delle autovetture moderne, in modo particolare elettriche, ma anche di quelle endotermiche”.

Cosa pensa della questione della detraibilità dell’Iva e della situazione fiscale legata alle auto aziendali?

“Me ne occupo da anni, da quando ero ancora presidente di Aniasa. Ho sempre invocato l’allineamento del trattamento fiscale al resto d’Europa. Anche per l’attuale presidente Viano il tema è all’ordine del giorno. Tuttavia, viviamo una situazione di emergenza generale, il bilancio dello Stato è notoriamente in sofferenza: bisogna rinunciare alle accise, bisogna trovare fondi per sostenere i profughi ucraini. È molto difficile, in questo contesto, ottenere dei risultati. Ma auguriamoci che questo tema, prima o poi, venga affrontato. Una disparità fiscale come esiste in Italia è difficile da trovare in altri paesi”.

Che consigli sente di dire ai fleet manager per affrontare queste difficoltà?

“Servono tanta lucidità, tanta capacità di confronto, di ascolto e di lavoro insieme per individuare soluzioni. L’auspicio è uscirne con meno danni possibile. Servono nervi saldi per far passare questo periodo critico. Speriamo che il 2023 sia davvero un anno di rinascita”.