Gestione, guida, sicurezza. L’auto sarà “guidata” dalle App

di Luciano Bononi

Grazie a sensoristica evoluta e analisi dei dati sarà più facile valutare le condizioni del veicolo e lo stato del conducente per predisporre azioni e reazioni immediate.

Il mondo delle applicazioni mobili (App) sta modificando la vita di noi utenti in tutti i contesti delle nostre attività quotidiane, grazie a fattori abilitanti quali la pervasività di potenti dispositivi portabili con interfacce sempre più avanzate (come gli smartphone), la possibilità di comunicazione ad elevate prestazioni verso Internet e le svariate piattaforme di servizi digitali.

PER I VEICOLI PRONTE OLTRE 100 APPLICAZIONI

Il veicolo e la flotta non sono esenti da questa tendenza e oggi possono essere elencate oltre un centinaio di App specificatamente progettate per risolvere problematiche di gestione delle flotte e dei veicoli di tutti i tipi, sia privati che aziendali. Gli ambiti di riferimento per tali applicazioni sono legati a svariati aspetti della mobilità.

All’inizio le applicazioni concepite per le flotte erano principalmente legate a funzioni pre-confezionate di geolocalizzazione, navigazione, assistenza e controllo remoto del veicolo e del guidatore, stato di manutenzione del veicolo e degli spostamenti, servizi antifrode assicurativi e sicurezza del veicolo, antifurto, mappe e indicazioni stradali per citare alcuni dei potenziali più utilizzati. Con il trascorrere del tempo il veicolo stesso ha integrato molte delle piattaforme fisiche di sensoristica, calcolo, dialogo e servizi originariamente fornite da dispositivi esterni (navigatore, GPS, smartphone, eccetera).

SEMPRE PIÙ DATI SOTTO ESAME

È prevedibile un’evoluzione delle app per le flotte che sfrutti al meglio il potenziale tecnologico emergente del veicolo e l’evoluzione delle piattaforme Ict di comunicazione e analisi dei dati. Lo stato attuale vede realizzati servizi e App native nel veicolo (i tipici servizi MyCar, Connect, Remote Assistance, eCall per citarne alcuni), oppure App e servizi realizzati da fornitori trasversali e terze parti. Tali App saranno sempre più spesso legate a un’infrastruttura allargata di sensori e attuatori per la determinazione del contesto di guida e dello stato di veicolo e conducente. Oggi l’elaborazione è molto spesso finalizzata a identificare azioni e reazioni immediate. In futuro la produzione di grandi quantità di dati (big data) condivisi tra veicoli e infrastrutture del territorio (smart roads, smart cities), trasmessi attraverso reti di comunicazione avanzate (fino al 5G) e analizzati in remoto (analytics) arricchirà le piattaforme di fornitura di servizi.

Le piattaforme di servizio tendono oggi a integrarsi tra loro, favorendo la produzione di valore aggiunto senza duplicazione di costi e risorse. In questo senso, le App cavalcano il progresso determinato dalla piena digitalizzazione dei dati e dei servizi. Alcuni player del mercato già oggi offrono servizi che integrano funzioni originariamente verticali, di monitoraggio (della guida, delle funzioni del veicolo, della posizione, degli abusi, dei consumi, eccetera), sicurezza (usura del veicolo, rischi della guida, condizioni stradali, del veicolo e del traffico), assistenza (suggerimenti, modifiche ai percorsi, emergenza, scheduling o condivisione tratte, attività, individuazione e prenotazione di risorse, ottimizzazione), pagamento di pedaggi, fatturazione, contabilizzazione di uso privato e di servizio, parcheggio (reperimento, prenotazione, pagamento), contratti digitali di uso e manutenzione, blocco e controllo remoto del veicolo.

L’IMPATTO SULLE FLOTTE

La tendenza e gli sviluppi attesi sul fronte delle App e dei servizi per le flotte include una serie di “parole chiave” che sono trasversali rispetto al singolo contesto di servizio: inclusività, personalizzazione, accessibilità, monitoraggio avanzato, affidabilità, autonomia e autodeterminazione. Il concetto di inclusività delle App è legato alla possibilità di fornire servizi e funzioni a prescindere dal tipo di veicolo, di conducente, di contesto di guida e dal tipo di servizio di trasporto implementato. Idealmente, tutti i veicoli e le categorie di utenti dovrebbero potere fruire del massimo potenziale di servizio attraverso strumenti semplici e interoperabili, opportunamente auto-adattati.

Il concetto di personalizzazione richiede che ogni App e ogni servizio ad essa legato possano avere un grado massimo di configurabilità ed elasticità, determinato per utenti, veicoli e servizi di trasporto, ed applicato in modo automatico riconoscendo il contesto di utilizzo del veicolo, il conducente e le sue preferenze o esigenze, i requisiti del servizio da realizzare, senza dovere inutilmente ripetere operazioni di immissione dati e configurazione delle proprie preferenze ogni volta che cambiano gli attori, i dispositivi e il contesto della mobilità. I veicoli riconosceranno i loro conducenti o passeggeri e assumeranno in modo automatico configurazioni, requisiti e preferenze per offrire il migliore servizio.

GUIDATORI SEMPRE PIÙ ANALIZZATI

Idealmente, i comandi potranno essere vocali o gestuali e i feedback non dovranno causare distrazione, stanchezza o stress. Il monitoraggio avanzato delle App del futuro in certi casi potrebbe permettere livelli di analisi del guidatore così avanzati tali da generare problematiche etiche e legate alla sfera della privacy.

Sono allo studio sistemi integrati ad App che permetteranno di valutare stato di salute, attenzione, stress, affaticamento, emozioni e lucidità mentale del guidatore attraverso l’analisi multifattoriale di sensori (anche biometrici), microfoni, telecamere a bordo. Allo stesso modo saranno monitorati i veicoli, componente per componente, e le infrastrutture di trasporto (in un costante dialogo tra veicolo e strade o città intelligenti).