Gennaio-Agosto: risparmiati 4,5 miliardi nell’acquisto di carburanti auto

 Nonostante la ripresa economica in atto e nonostante il calo dei prezzi alla pompa, i consumi di carburanti per autotrazione nei primi otto mesi del 2016 sono calati dello 0,7%. La prima conseguenza di questa situazione è stato ovviamente un calo della spesa delle aziende e delle famiglie italiane per lʼacquisto di benzina e gasolio auto. Secondo le elaborazioni del Centro Studi Promotor sulla sua banca dati, la spesa per i due carburanti è scesa dai 37.578 miliardi del gennaio-agosto ai 33,124 miliardi del gennaio-agosto scorso. Il calo è dellʼ11,9% ed è dovuto soprattutto alla contrazione dei prezzi medi alla pompa. Il calo dei prezzi ha penalizzato soprattutto la componente industriale, cioè la parte del fatturato alla pompa che va allʼindustria petrolifera e alla distribuzione, che, sempre nel periodo gennaio-agosto, è scesa da 14,266 miliardi del 2015 al 10,750 miliardi del 2016 con una contrazione di 3,516 miliardi in valore assoluto e del 24,6% in termini percentuali. Anche il gettito fiscale risente però della modesta contrazione dei consumi e di quella ben più consistente dei prezzi. Lʼeffetto congiunto di questi due fattori ha fatto scendere i proventi per l’Erario da 23,311 miliardi a 22,374 miliardi con una perdita per le casse dello Stato di 937 milioni (-4%). Come è noto, sui carburanti incidono due prelievi fiscali: uno a titolo di accisa (imposta di fabbricazione e vendita) e lʼaltro per lʼIva che si calcola sulla somma dellʼaccisa e del prezzo industriale. Tra il 2015 e il 2016 le accise sono rimaste invariate ed anche lʼaliquota Iva è rimasta invariata, ma il gettito Iva è diminuito perché è diminuito lʼimponibile su cui lʼimposta si calcola per il calo del prezzo industriale. La conseguenza è il calo del gettito di cui si è detto.