Il governo porta avanti la discussa riforma della fiscalità, che passa alle commissioni parlamentari, prima del via libera definitivo che potrebbe arrivare dopo l’estate

Arriva in Parlamento il decreto Omnibus, dopo la bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato. Il governo porta quindi avanti la discussa riforma del fringe benefit delle auto aziendali. Ora è previsto il passaggio nelle commissioni parlamentari, prima del ritorno in Consiglio dei ministri per il via libera definitivo che potrebbe arrivare a settembre. Mentre il decreto dovrebbe evitare la tassazione al valore normale dei veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025, allo stesso tempo prevede un aumento del 50% del prelievo fiscale sulle auto aziendali con oltre cinque anni dall’anno di immatricolazione. Finiscono quindi nel mirino le vetture più vecchie, con una pesante penalizzazione per i veicoli da molto tempo in flotta. Una doppia stangata quindi per le motorizzazioni diesel e benzina, già svantaggiate in precedenza.
Le principali novità
Maggiorazione dopo 5 anni: dal 1° gennaio dell’anno successivo al quinto anniversario della prima immatricolazione, il valore del fringe benefit aumenta del 50%, con un conseguente incremento della tassazione.
Restano invariate le percentuali base introdotte dalla Legge di Bilancio 2025, calcolate sulle tabelle ACI:
50% per auto benzina e diesel;
20% per ibride plug-in;
10% per auto elettriche.
Vale anche per le auto riassegnate: il nuovo criterio si applica indipendentemente dal fatto che il veicolo venga assegnato a un nuovo dipendente.
Regime transitorio
Per le auto ordinate entro il 31 dicembre 2024 e assegnate entro il 31 dicembre 2025, continua ad applicarsi il regime precedente fino al termine del quinto anno dalla prima immatricolazione, anche in caso di riassegnazione del veicolo. Non sono previsti rimborsi per eventuali imposte già versate.
Optional
Il decreto introduce una regola anche per gli optional non valorizzati nelle tabelle ACI: il valore del fringe benefit viene aumentato del 5%. Dopo aver calcolato il benefit, si sottraggono gli eventuali importi addebitati al dipendente (sia per l’uso dell’auto sia per gli optional) per determinare la quota imponibile.