Ford Kuga promossa: ora è una “world car”

di Roberto Mazzanti

imageAllungata per offrire più spazio a passeggeri e bagagli, resta un Suv compatto comodo anche in città. Trazione integrale o solo anteriore, un motore vivace a benzina di 1.6 litri e due di 2.0 a gasolio con 140 e 163 cv. Quest’ultimo ha una coppia poderosa (340 Nm) ed un efficiente cambio automatico a 6 marce.Il successo di Ford Kuga, fin dal suo esordio sul mercato europeo, è dipeso in gran parte dalla linea originale, dalle dimensioni compatte e dalla brillantezza dei motori. L’ottima accoglienza che ha ricevuto da parte della clientela deve avere convinto i vertici di Ford a fare di questo modello una “world car”, cioè un mezzo in grado di piacere ad una platea allargata di automobilisti e nello stesso tempo capace di misurarsi con la concorrenza non solo sui mercati del Vecchio Continente, ma anche su quello a “Stelle e Strisce” e soprattutto su quelli asiatici.
L’obiettivo dichiarato sono i “grandi numeri” in tema di vendite, una scommessa che sfrutta i vantaggi della globalizzazione e che propone lo stesso modello (con l’80% di parti in comune) fabbricato negli Usa (a Lousville nel Kentucky), in Spagna e in Cina. Da noi ha mantenuto il nome di Kuga, mentre negli Stati Uniti si chiama Escape.

Interventi significativi
Cosa è stato modificato per trasformare la vecchia Kuga in una “world car”? Pochi interventi, ma significativi. Primo tra tutti l’allungamento di 8 centimetri che, pur mantenendo il modello nella categoria dei Suv compatti, ha regalato spazio per le gambe di chi siede dietro e in qualche misura ha favorito una maggiore capienza del bagagliaio. Poi è stata la volta del design, decisamente originale. È stato rivisto il frontale, mentre la coda è stata ristilizzata: sparita l’apertura del lunotto indipendente dal portellone. In compenso c’è, volendo (è un optional), l’accesso automatico al bagagliaio facendo scorrere un piede appena sotto la carrozzeria posteriore, accessorio molto comodo soprattutto quando si hanno le mani impegnate da sacchetti o valigie e la chiave in tasca.
imageIl nuovo design non ha stravolto la Kuga di seconda generazione, ma le ha fatto fare un salto in direzione della famiglia, nel senso che, se prima aveva un’immagine dinamica e compatta ideale per un single o per il tempo libero, ora con qualche centimetro in più di lunghezza e con forme più tradizionali (è scomparsa l’originale presa d’aria anteriore di forma trapezoidale) sembra più su misura per una giovane famiglia che non vuole rinunciare al Suv.
La fiancata è rimasta quasi invariata con due nervature all’altezza delle maniglie e in basso appena sopra la parte di colore scuro che circonda l’intera vettura. Il lunotto invece è molto meno inclinato per accogliere più bagagli, mentre le luci posteriori si estendono sul fianco fin quasi sopra i passaruota così come i fari anteriori, più stretti, si arrampicano sul cofano. Dietro i terminali di scarico dei gas sono sdoppiati e ospitati in una parte di paracolpi di colore più chiaro; il portellone a sua volta mantiene un’apertura profonda che non rende faticose le operazioni di carico e scarico dei bagagli.

All’interno
L’abitacolo offre un piacevole colpo d’occhio grazie all’illuminazione del cruscotto di colore azzurro e grazie anche all’elegante modanatura laccata che circonda la consolle centrale e che si estende fino al tunnel. L’accesso ai sedili è particolarmente comodo per via della generosa apertura degli sportelli, mentre lo spazio per chi siede dietro non manca, grazie al passo di 2,69 metri. Esiste la possibilità di variare l’inclinazione dello schienale posteriore di qualche grado il che consente di trovare l’assetto più comodo per i passeggeri. Il bagagliaio ha una capacità di 40 litri superiore a quella della versione precedente ed è di facile accessibilità. In ogni caso la capacità del bagagliaio sale da 456 litri (quando si viaggia in cinque) a 1.653 con i sedili posteriori ripiegati.

I motori
La gamma dei motori viene incontro all’ottica della “world car”: uno solo a benzina, il “millesei” della famiglia Ecoboost da 150 cv, veloce (195 km/h) e scattante (9,7” da 0 a 100) con velleità di guida sportiva; due diesel di due litri con rispettivamente 140 e 163 cv. Il benzina disponibile solo con la trazione anteriore; il diesel da 140 cv in versione sia anteriore che integrale; il 163 cv solo a quattro ruote motrici con l’aggiunta di un efficiente cambio automatico a doppia frizione con sei marce.
imageEd è proprio una Kuga con quest’ultima conformazione al centro della nostra analisi: si fa preferire per la buona coppia (340 Nm) già disponibile a partire da 2 mila giri e soprattutto per il cambio automatico dalle cambiate velocissime. Da una “word car” di questo tipo ci si aspettano sospensioni più morbide per rendere confortevole il viaggio ed è proprio la sensazione che trasmettono. La trazione integrale, per via degli sbalzi della carrozzeria e l’altezza minima da terra, è ideale per affrontare un leggero off road e le strade innevate. Se la brillantezza del motore induce a prendere le curve con eccessiva disinvoltura entra in azione il Curve control che, su segnalazione dell’Esp, riduce la coppia, mentre il Torque Vectoring interviene sui freni delle ruote interne limitando l’eventuale sottosterzo. Tra i sistemi di controllo attivo della guida merita una segnalazione lo sterzo che riporta l’auto in corsia di marcia in caso di leggero sbandamento.
La Kuga è bene insonorizzata ed offre poltrone che contengono il corpo dei passeggeri nelle curve: ben rifinita con materiali morbidi piacevoli al tatto offre un elevato comfort nei lunghi trasferimenti, ma nello stesso tempo è agile in città grazie alle dimensioni contenute e abbastanza agevole da parcheggiare con sensori e telecamera che rendono visibile la parte dietro la coda. Gli indicatori rotondi del cruscotto sono bene leggibili compreso il display che riporta i dati del computer di bordo ed altre utili informazioni. Il consumo (16 km/l nel ciclo misto) è in linea con la brillantezza del motore da 163 cv e soprattutto con il peso della vettura superiore a 1.700 kg. Infine i prezzi. Quello del modello di base è molto competitivo (26 mila euro) considerando la più che discreta dotazione di accessori; al top il listino lievita oltre i 32 mila euro.

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