Sembra che oggi le flotte siano la panacea per molti dei mali che affliggono il panorama automobilistico. L’età media circolante è troppo alta? Ci pensano le flotte! L’elettrico non sfonda sul mercato? Niente paura, ci sono le flotte! Il gettito fiscale langue? Tassiamo le flotte! Tirati per la giacca e citati sempre più spesso (a sproposito), i fleet manager osservano la situazione: chi li aiuterà a salvare il mondo?

L’insistenza con cui gli obiettivi per ciò che riguarda la diffusione della mobilità elettrica sono sempre più strettamente connessi al mondo delle flotte aziendali, a dispetto di un approccio più “moderato” nel settore delle vendite a privati, testimonia ancora una volta quanto era ben chiaro a operatori e addetti ai lavori: secondo questa impostazione, sta al mondo della mobilità aziendale rimediare agli errori di valutazione, ai programmi mal calibrati e alle strategie sbagliate che hanno caratterizzato, negli ultimi anni, l’approccio normativo al mondo automotive e in particolare le tappe fissate per la diffusione della mobilità a zero emissioni. A questo proposito è esemplificativo di questa situazione il programma già varato e diffuso senza esitazioni, che prevede scadenze temporali precise e diverse per ogni nazione, in ambito europeo, che regolamentano gli obiettivi di diffusione delle auto elettriche nelle flotte nazionali.
Ma non è questo l’unico campo in cui le flotte aziendali sono chiamate a fare da ciambella di salvataggio in un contesto generale che non rispecchia i desiderata del legislatore. Passando dall’approccio europeo a quello nazionale, vi sono certamente due campi in cui il contributo delle flotte aziendali è ritenuto fondamentale, e per questo sollecitato e monitorato con attenzione, per portare un contributo fattuale all’evoluzione del mondo della mobilità a quatto ruote (mobilità che, come emerge sempre più chiaramente, è quella su cui gli italiani fanno maggior conto, a dispetto di TPL e altri mezzi di trasporto, che nelle preferenze dei nostri connazionali si attestano su quote residuali). I temi sono i seguenti e non sono di poco conto: fisco e sicurezza. Dal punto di vista fiscale, non serve dilungarsi su quanto gli ultimi mesi siano stati forieri di novità, purtroppo non positive, per ciò che riguarda la questione fringe benefit, e ricordare quanto sul tasto della revisione della fiscalità insistano le principali associazioni attive nel comparto della mobilità per favorire una crescita del comparto. Anche sulla sicurezza la situazione è piuttosto chiara: i dati sull’incidentalità stradale non sono certo soddisfacenti, anche a causa dell’età media piuttosto elevata dei veicoli che circolano nel nostro Paese. Ad arginare in parte questa situazione sono ancora una volta le flotte, che grazie ad un ciclo di ricambio che va mediamente dai 36 ai 48 mesi contribuiscono all’immissione in circolazione di veicoli nuovi, con una dotazione aggiornata di dispositivi di sicurezza. E quindi: se non ci fossero le flotte i dati sarebbero ben peggiori. In virtù di questo, si può ben dire che ai fleet manager tocchi il compito non solo di gestire una flotta aziendale, ma anche di contribuire alla decarbonizzazione della mobilità, di sostenere le entrate fiscali dello Stato e di assicurare che la sicurezza stradale non peggiori. Un compito arduo, parrebbe a prima vista, e un lavoro degno dei migliori super eroi…
Diventa quindi fondamentale, per assolvere a un ruolo così complicato e dalle conseguenze di ampia portata, disporre di strumenti adatti: auto sempre più evolute, un noleggio che venga incontro alle necessità di ogni singolo utente, carte carburante e carte energia, sistemi di gestione telematici, un supporto costante per la transizione energetica e tutto gli ulteriori servizi che i fleet manager richiedono. Saranno proprio prodotti e servizi per la mobilità aziendale a essere i protagonisti di Fleet Manager Academy, il 12 marzo al Palazzo del Ghiaccio di Milano. Per una volta l’intero comparto dei fornitori delle flotte sarà riunito e disponibile in un’occasione di incontro dedicata alle necessità dei fleet manager. Agli incontri poi si affiancherà il consueto programma di seminari, tavole rotonde e workshop, per una formazione continua e specializzata su quello che sta succedendo nel mondo della mobilità aziendale. In questo numero di Auto Aziendali magazine avete un assaggio di quello potrete trovare a Milano il 12 marzo, con i nuovi protagonisti di questo settore che presentano i prodotti e i servizi più innovativi. Ci vediamo a Milano, allora, e nel frattempo buona lettura!
