Flotte più verdi se riparte l’economia

di Gian Primo Quagliano

Nel 2018 la ripresa dell’economia italiana ha subito una drastica frenata e ha lasciato in eredità al 2019 una situazione di stagnazione che però potrebbe essere superata nell’ultimo scorcio dell’anno. Che cosa ha comportato questa situazione per le flotte? Dalle rilevazioni condotte da Econometrica e dal Centro Studi Promotor sui fleet manager emergono alcune indicazioni interessanti. La risposta delle flotte alle difficoltà dell’economia è stata quella di sempre. Si è rallentata la sostituzione delle auto.

Dalle rilevazioni di cui si è detto emerge che l’età media delle auto dismesse dalle flotte nel 2019 è stata di 48 mesi mentre nel 2018 era di 45 mesi. Naturalmente è aumentata anche la percorrenza media delle auto dismesse che è passata da 136.300 km del 2018 a 149.700 km del 2019. Un altro aspetto importante che ha caratterizzato l’ultimo biennio è stata la demonizzazione del diesel. Che impatto ha avuto sulle flotte? Tra il 2018 e il 2019 la quota del diesel sul totale delle auto delle flotte è scesa dal 92,3% all’82,7%. Ne hanno tratto vantaggio però soprattutto le vetture ibride, la cui quota è passata dall’1,2% al 5,6%, le auto a metano (dallo 0,8% al 3,6%), quelle a benzina (dal 4,3% al 6,2%) e in misura decisamente minore le vetture a GPL (dall’1,1% all’1,4%). Per le elettriche pure invece si è passati dallo 0,3% del 2018 allo 0,5% del 2019.

L’incertezza economica ha condizionato tutte le scelte per le flotte e tra queste probabilmente anche l’intenzione di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di miglioramento del quadro ambientale attraverso un maggiore impiego di soluzioni ecologiche ed in particolare di auto elettriche. Vi è da dire però che la sensibilità per l’ambiente delle flotte italiane è indubbiamente aumentata perché il 72% delle flotte italiane nella definizione della car policy ha previsto criteri che tendono a favorire soluzioni meno inquinanti di quelle utilizzate in passato. Come abbiamo visto la quota delle auto elettriche non è andata però al di là dello 0,5%, anche se le flotte che dispongono di auto elettriche sono passate dal 18% del 2018 al 27,5% del 2019.

Data l’esiguità della quota delle elettriche sul parco nazionale delle flotte nella maggior parte dei casi le flotte che impiegano auto elettriche ne possiedono una o al massimo due e si tratta quindi di presenze di pura rappresentanza, che testimoniano la buona volontà di aziende e fleet manager, ma non ancora la decisione di passare in misura significativa all’auto elettrica e ciò naturalmente con grande rammarico, non solo delle Case auto, che puntano in misura crescente sull’auto elettrica, ma anche dei fornitori di elettricità che vedono nelle flotte aziendali un cliente interessante sia per la ricarica delle batterie delle auto sia perché alle spalle di una flotta aziendale c’è sempre un’azienda che consuma elettricità e quindi il proporsi come fornitori di energia per le auto è un modo per entrare nell’azienda e presentarsi come fornitori di energia a 360 gradi.

Come accennavamo in apertura negli ultimi mesi del 2019 l’economia italiana potrebbe ricominciare a crescere se così fosse si aprirebbero prospettive decisamente più interessanti anche per le auto elettriche nelle flotte legate, oltre che al miglioramento del quadro economico, anche al fatto che molte nuove auto elettriche stanno arrivando sul mercato e questa situazione potrebbe far aumentare le intenzioni di acquisire nuove auto elettriche che, secondo le elaborazioni di Econometrica e del Centro Studi Promotor, sono state dichiarate, nell’ultima rilevazione di cui si è detto, dal 36,6% dei fleet manager.