Flotte in Europa: i trend emergenti

di Gennaro Speranza

Per la gestione delle flotte aziendali è sempre più importante il confronto tra esperienze internazionali, dal momento che possono rappresentare esempi di best practices da seguire per una gestione efficiente del parco auto. Su questo tema di grande attualità si è discusso in occasione del seminario internazionale “Fleet European best practices and trends 2017” nell’ambito di Company Car Drive. Al seminario sono intervenuti i fleet manager di importanti aziende ed associazioni di settore italiane, inglesi, belghe e francesi, oltre al Presidente di Aniasa Andrea Cardinali, che ha fatto il punto sui numeri del noleggio nel nostro Paese, e Christian Catini (Corporate & Fleet Sales Manager di Mercedes-Benz Italia), che ha illustrato la strategia della Casa della stella per il mercato delle auto aziendali. 

 

 

Lo scenario italiano 

Ad aprire il seminario è stato Giovanni Tortorici, Purchasing Manager di Barilla e presidente di A.I.A.G.A., l’Associazione Italiana Acquirenti e Gestori di Auto aziendali. Tortorici ha offerto una panoramica sul mercato italiano delle flotte e del noleggio, mettendo in luce le numerose tendenze che a livello nazionale stanno sempre più condizionando il mondo e le strategie della Corporate Mobility: si va dalla diffusione dei dispositivi telematici nelle flotte (su tutti la black box) alla crescente propensione a gestire in modo sempre più flessibile e integrato tutti gli aspetti inerenti la mobilità. C’è poi l’orientamento sempre più deciso da parte delle imprese verso la mobilità sostenibile (si punta forte sull’ibrido), verso la sensibilizzazione alla sicurezza dei driver (tramite corsi di guida sicura) e verso il TCO (Total Cost of Ownership) per tenere sotto controllo i costi di gestione della flotta. 

 

Mobilità in evoluzione in UK

Una panoramica sulla Gran Bretagna è arrivata dal rappresentante UK Stewart Whyte, che è Consigliere di ACFO (l’associazione inglese dei fleet manager) nonché Direttore di Fleet Audits, primaria azienda del settore nel Regno Unito. Nonostante debba fare i conti con la Brexit e con il grande clima di incertezza economica, il settore auto d’oltremanica tiene. Le immatricolazioni sono aumentate del 2,3% nel 2016, con ibride ed elettriche in costante sviluppo (dal 2,6% di share nel 2013 sono arrivate al 10,5% del 2016). Le flotte aziendali registrano volumi in crescita, con suv e crossover sempre più gettonati tra le auto di rappresentanza. Tra le tendenze più diffuse nella gestione della flotta nel Regno Unito troviamo il ricorso all’outsourcing, alla telematica e al monitoring. Si punta in particolare sulla promozione di sistemi di mobilità integrata e sostenibile

 


Flotte e telematica: binomio consolidato in Francia 

Ad illustrare le più rilevanti peculiarità e le tendenze del mercato fleet in Francia sono stati Jean Luc Celotto e Fabrice Pernon, Rappresentanti dell’associazione francese di fleet manager ARFA. Dai loro interventi è emerso come il mercato francese goda di ottima salute, con le attività di noleggio a lungo termine che nel 2016 hanno registrato indicatori più che positivi (424.219 nuovi contratti, +11% sul 2015). Tra le flotte transalpine prosegue il trend in calo delle immatricolazioni di auto diesel: se nel 2011 il 72% delle immatricolazioni di auto era diesel, nel 2016 la quota è scesa al 52%. A trarne vantaggio la benzina e le motorizzazioni ecologiche. La telematica e la geolocalizzazione GPS delle flotte in Francia sono dati ormai acquisiti perché permettono di tenere sotto controllo consumi ed emissioni, mentre il reporting e l’automazione delle fatturazioni sono considerati elementi fondamentali. 

 

In Belgio debutta il credito di mobilità 

Successivamente è intervenuto Frank Van Gool, Direttore di Renta (federazione belga dei fleet e mobility manager), che ha illustrato la situazione del mercato belga. Le immatricolazioni di nuovi veicoli nel 2016 sono cresciute dell’8% rispetto all’anno precedente, sostenute soprattutto dagli acquisti dei privati, mentre nel comparto flotte il leasing operativo e il leasing finanziario si confermano le forme più diffuse dalle aziende per avere la disponibilità delle vetture. Van Gool ha poi sottolineato come un problema molto sentito dai fleet e mobility manager sia l’intenso traffico delle grandi città. È per questo motivo che recentemente è stato introdotto il cosiddetto “credito di mobilità”, già sperimentato sul campo da un numero consistente di dipendenti. Si tratta di un modello che dà la possibilità ai dipendenti di usufruire di un budget di mobilità da gestire liberamente e con cui organizzare secondo le proprie preferenze tutti gli spostamenti. Il sistema è pensato per incentivare la mobilità intelligente, spingendo i collaboratori a utilizzare anche altri mezzi di trasporto (autobus, treno, bici, etc.) oltre ai mezzi della flotta aziendale.