Flotte con auto in proprietà: come funziona la rivendita?

di Vincenzo Conte

Come viene vissuta la fase della dismissione delle vetture dai fleet manager che le gestiscono? Per scoprirlo abbiamo realizzato una rilevazione con AUTO1.com

Sebbene la soluzione più gettonata per l’acquisizione di un veicolo in flotta sia il noleggio a lungo termine, nel nostro Paese non mancano le flotte con una quota di vetture in proprietà, quota che può essere anche molto rilevante. La presenza di queste vetture in flotta impone ai fleet manager di dedicare attenzione alla loro dismissione, un’operazione che può rivelarsi fondamentale per decretare l’efficienza economica della gestione. Oggi, poi, con la crescita della quotazione delle auto usate (in conseguenza dei ritardi nella produzione e nella consegna di quelle nuove) la loro rivendita può rivelarsi molto vantaggiosa, a maggior ragione se le auto in proprietà sono in buone condizioni, ma anche per quelle vetture che hanno attraversato una vita lavorativa lunga e particolarmente impegnativa. Come funziona per i fleet manager italiani la fase di rivendita delle auto usate? E quali considerazioni possono essere fatte dagli addetti ai lavori a questo proposito? Sono state queste le domande che hanno spinto Econometrica a investigare su questo argomento con una rilevazione dedicata, realizzata insieme a AUTO1.com, il marketplace B2B online leader in Europa dedicato esclusivamente al commercio di auto usate.

FLOTTE IN PROPRIETÀ

FRANCESCO ROCCHI
Director Sales & Remarketing
di AUTO1.com

Innanzitutto si è cercato di stabilire l’ammontare della quota di vetture in proprietà presenti nelle flotte aziendali italiane. Ne è emerso che circa il 25% del parco auto complessivo delle aziende italiane è di proprietà e, secondo quanto emerge dalle previsioni sull’andamento delle vetture in flotta, tale valore è destinato a rimanere stabile. Stabilità che caratterizza anche la quota di vetture in NLT mentre per quelle in leasing si prevede un leggero aumento.

CANALI PER LA RIVENDITA

Quali sono i canali oggi più utilizzati per la rivendita dei veicoli usati che escono dalle flotte? Al primo posto si collocano i commercianti locali, con i quali le aziende stabiliscono un rapporto di collaborazione. Al secondo c’è la  rottamazione, non solo per quei veicoli che non possono essere più considerati idonei alla circolazione. Al terzo c’è la vendita a privati, seguita dal bando di gara, dagli acquisti da parte dei dipendenti, dalla permuta sul nuovo, dal buy back dei concessionari, dalle aste online e infine da marketplace e aggregatori.

LE PRINCIPALI CRITICITÀ

Vi sono però alcune criticità che tradizionalmente sono associate alla fase della rivendita dei veicoli usati. In particolare per le aziende che hanno meno di 100 veicoli in proprietà all’interno della flotta la maggior criticità è quella dell’individuazione del valore del veicolo, seguita dall’eccessivo tempo e lavoro necessario, così come eccessive sono ritenute le pratiche burocratiche a cui dar seguito; infine in molti casi vi è un problema nella gestione della logistica dei veicoli da rivendere. Per le aziende che hanno più di 100 veicoli in proprietà all’interno della flotta la criticità maggiore è l’eccessiva necessità di tempo e lavoro, seguita dalle pratiche burocratiche, dalla gestione della logistica e dell’individuazione del valore del veicolo. Diversa è la situazione se si considerano i differenti canali di rivendita. Chi si affida ai commercianti locali, ad esempio, ritiene che la fase più problematica sia quella relativa all’espletamento delle pratiche burocratiche, seguita dalla gestione della logistica e poi dall’eccessivo tempo e lavoro necessario per l’intero processo di rivendita. Per chi invece si affida alla rottamazione al primo posto tra le criticità da affrontare c’è l’individuazione del valore del veicolo, seguita dalla logistica e dalla burocrazia. Per chi infine preferisce la vendita ai privati la maggior criticità è rappresentata da due voci, a pari merito: l’eccessivo tempo e lavoro necessario e l’individuazione del valore del veicolo, seguite dalle complicazioni nell’espletamento delle pratiche burocratiche necessarie per la vendita.