Flotte al microscopio con la telediagnosi Texa

di Mino De Rigo

image Grazie ad apparati omologhi ai dispositivi diagnostici d’officina la vettura può diventare un libro aperto, da cui leggere online istante per istante i dati relativi a stato e funzionamento. A trarre vantaggio da questa innovazione tecnologica è la sicurezza dei guidatori, ma non solo… Possibile che gli strumenti tradizionali usati per localizzare i veicoli sul territorio, monitorarne i percorsi e registrare i comportamenti di guida dei driver facciano già parte di un armamentario per certi versi superato? C’è da chiederselo considerando che un numero crescente di fleet manager reclama un ulteriore passo avanti rispetto all’attuale livello di controllo.

Se è vero, infatti, che la sicurezza dei dipendenti sul campo e l’economia di gestione dei veicoli rappresentano fattori molto importanti, l’ascolto delle istanze provenienti dalle aziende conferma l’esigenza di un approccio più mirato: chi gestisce un parco vetture oggi più che mai vuole sapere se le auto sono usate dagli affidatari con la diligenza del buon padre di famiglia e se tutti i presìdi di sicurezza disponibili vengono correttamente utilizzati. Gli esempi al riguardo, tanto banali quanto ricorrenti, vanno dalla piena corrispondenza del rifornimento di carburante allo stile di guida con cui è stata usata la vettura, e, ancora, dai chilometri effettivi percorsi rispetto a quelli prefissati per la giornata di consegne alle condizioni del veicolo che, magari, viaggia rischiando l’incidente nonostante la spia dei freni accesa sul cruscotto perché le pastiglie sono da sostituire.

Centraline elettroniche senza segreti
Si tratta di istanze comuni anche alle società di noleggio, sensibili tanto alla manutenzione delle vetture assegnate (specie per evitare gli aggravi di costo degli interventi fuori tempo massimo) quanto a prevenire possibili sinistri e, a incidente avvenuto, alla possibilità di rilevare le eventuali negligenze del driver, per un riaddebito altrimenti impossibile da contestare. Dice Andrea Algeri, general manager Telemobility di Texa (azienda leader mondiale nel settore della telediagnosi): “Oggi la diagnosi è salita a bordo dei veicoli rendendo possibile comunicare direttamente e in tempo reale a una centrale operativa di telesorveglianza e assistenza lo stato di funzionamento dei veicoli istante per istante. In questo modo le nuove richieste dei fleet manager possono trovare risposta. Tutto questo è possibile grazie alla presenza delle centraline elettroniche di gestione, immancabili nelle vetture delle generazioni più recenti, e grazie ai costi sempre più bassi della trasmissione di dati”. La telemetria, sfruttando un apposito apparato diagnostico interfacciato con l’elettronica di bordo, può letteralmente trasformare il veicolo in un libro aperto. “Dalle centraline possiamo leggere in diretta non solo se conducente e passeggero hanno allacciato le cinture di sicurezza e quanti litri sono stati immessi nel serbatoio durante la sosta alla stazione di rifornimento, ma anche l’usura delle pastiglie dei freni, la necessità di rabboccare l’olio, la tensione della batteria, le avvisaglie di eventuali avarie del motore”.

imageFlussi di dati in tempo reale
In breve, ben più di quanto viene comunicato al guidatore da spie e avvisi sul cruscotto e anche tutto ciò che contribuisce a formare la storia d’uso del veicolo. Una messe di informazioni che di solito emerge soltanto quando l’auto sale sul ponte per gli interventi d’officina. “Possiamo disporre dei dati in tempo reale – aggiunge il manager di Texa – avvantaggiandoci di questa immediatezza. Il punto di svolta è stato miniaturizzare e rendere comunicante online il dispositivo di diagnosi elettronica, del tutto simile all’omologo destinato al lavoro di officina”.

“Va comunque evidenziato il fatto che la lettura dei dati non può ovviamente prescindere dalla presenza a bordo del veicolo delle necessarie centraline elettroniche. Nel corso degli ultimi anni, in particolare sui veicoli di nuova produzione, abbiamo assistito ad un importante sviluppo della componente elettronica, con correlato incremento del numero di parametri diagnostici che abbiamo la possibilità di leggere. Le potenzialità dei nostri dispositivi sono infinite, seppur sempre correlate al numero e alla funzionalità delle centraline elettroniche previste dal costruttore di veicoli. Già oggi il livello di copertura è in grado di monitorare in maniera soddisfacente aspetti importanti come la sicurezza e l’economicità nell’utilizzo dei veicoli, il comportamento etico ed ecosostenibile del guidatore e la gestione della manutenzione in ottica preventiva. C’è un altro aspetto che merita di essere evidenziato: il successo delle nostre soluzioni è il risultato della nostra capacità di leggere i parametri diagnostici disponibili e del modo con il quale rendiamo fruibili, e quindi consultabili, i dati ricavati. Al riguardo abbiamo un datawherehouse estremamente evoluto e in grado di soddisfare, con i più ampi livelli di personalizzazione, le diverse esigenze dei nostri clienti.”

Misura e miglioramento delle performance
“I panel riepilogativi – spiega Algeri – permettono, a partire dal quadro di sintesi, di misurare le performance e di agire sui parametri che portano a un loro miglioramento. Per le imprese di noleggio l’adozione di sistemi come il nostro Tmd (per realizzare il quale abbiamo sfruttato la nostra esperienza ventennale in questo settore) significa potersi giovare di una gestione del parco veicoli del tutto innovativa, dove il rapporto con le aziende clienti e tra queste e i driver può finalmente poggiare sulla trasparenza dei comportamenti”. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dall’accettazione di un controllo sistematico e puntuale. “Intervenuto di recente in merito alla possibilità di monitorare i percorsi compiuti dal conducente di una vettura aziendale, il Garante della privacy ha stabilito che l’attività è lecita laddove non sia invasiva e rispetti l’equilibrio tra gli interessi reciproci, ed è tanto più valida se condotta anche ai fini della sicurezza del dipendente. Quanto ai dati ricavati dall’apparecchio di diagnosi del veicolo, la questione non sussiste dal momento che il driver non viene identificato. Peraltro, non solo gli strumenti di geolocalizzazione possono essere oscurati, ma buona parte delle aziende ragiona su informazioni aggregate”, anche se il livello di dettaglio, giustificato dalle esigenze di sicurezza sul lavoro, può comunque diventare estremamente particolareggiato.

Protezione e rapporto fiduciario
“L’adozione dell’apparato telediagnostico di bordo – sottolinea Algeri – va valutata a 360 gradi. L’esempio più eclatante dei benefici ottenibili ci viene da un’azienda cliente che, una volta installato, ha registrato un risparmio nei costi di carburante prossimo al 15%, ha potuto individuare come non veritiero quasi un sinistro su tre ed è riuscita a economizzare il 25% dei costi di manutenzione”. Sono cifre che parlano da sole. E poi va considerato anche un guadagno cui è difficile attribuire un valore tangibile e che è legato ad un più stretto rapporto fiduciario all’interno dell’azienda, che mostra ai dipendenti di curarsi della loro sicurezza”.

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