Fleet, travel e mobility: ecco come si muovono le aziende

di Vincenzo Conte

I tre settori della mobilità aziendale possono giovarsi di una sempre maggiore integrazione, finalizzata a rendere ancora più efficienti gli spostamenti del personale. Vantaggi possibili anche in termini di minore spesa. Cosa ne pensano i fleet manager. 

Tre sono le aree in cui si declina la mobilità aziendale: fleet management, travel management e mobility management. In sintesi, il fleet management si occupa dell’acquisizione e della gestione del parco veicoli aziendale, il travel management si occupa della gestione delle trasferte del personale aziendale per motivi di lavoro e il mobility management si occupa della gestione dei tragitti casa-lavoro e lavoro-casa.

Già da questa prima sommaria descrizione risulta evidente come queste tre discipline occupino l’intero spazio della mobilità aziendale; proprio per questo una maggiore integrazione non potrebbe portare che benefici all’azienda in termini di maggiore efficienza nella gestione della mobilità e quindi anche di riduzione dei costi.

Della possibile integrazione tra questi settori si è parlato più volte, auspicando che si potesse giungere ad un percorso condiviso per raggiungere questo obiettivo. Ma cosa ne pensano i diretti interessati? Lo abbiamo chiesto direttamente ai fleet manager, ed ecco cosa ci hanno detto.

TRAVEL E MOBILITY MANAGER IN AZIENDA

Anzitutto abbiamo voluto verificare in quante aziende fosse presente un travel manager e un mobility manager. Ne emerso che un travel manager è presente nel 18% delle aziende degli intervistati, mentre un mobility manager è presente nel 15% dei casi. Si tratta di due dati, come è facile intuire, piuttosto bassi, che scontano, probabilmente, la crisi post lockdown che il settore aziendale italiano sta vivendo e, soprattutto, risentono dello stop degli spostamenti vissuto nel lockdown.

Sebbene il personale sia stato fermo per un lungo periodo ed abbia lavorato, in gran parte, in smart working e quindi da casa, la necessità di gestire la mobilità aziendale non è però venuta totalmente meno, e con la ripresa delle normali attività produttive vede crescere di nuovo la sua importanza.

Oggi, però, se nelle aziende non ci sono travel e mobility manager, chi si occupa di gestire le attività a cui queste due figure solitamente soprassiedono? Secondo le risposte degli intervistati, a gestire le trasferte aziendali, in assenza di un travel manager, sono maggiormente personale interno all’azienda (che, de facto, assume quindi il ruolo di travel manager senza avere riconosciuta la qualifica) o un fornitore esterno. Diversa la situazione per i mobility manager: in questo caso infatti la maggior parte degli intervistati indica che in assenza di un mobility manager non c’è nessuno in azienda che si occupa della gestione degli spostamenti casa-lavoro, ed in percentuale molto minore personale interno all’azienda (anche in questo caso, quindi, un mobility manager de facto).

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grafico rilevazione econometrica su fleet manager

AMBITI NON SEPARATI

Secondo le considerazioni dell’80% degli intervistati, poi, la gestione della flotta, la gestione della mobilità casa-lavoro e la gestione delle trasferte dei dipendenti sono ambiti con elementi comuni che ne favoriscono l’integrazione. Diverso è il discorso se si parla di processi di integrazione in corso. Infatti dall’elaborazione dei dati della rilevazione risulta che solo il 26% degli intervistati ha dichiarato che nell’azienda in cui lavora è in corso un processo di integrazione tra travel, mobility e fleet management. Si tratta, come evidente, di un dato piuttosto basso, che sconta anche la mancata conoscenza dei vantaggi che tale integrazione potrebbe portare.

A proposito dei vantaggi dell’integrazione, è stato poi chiesto a chi ha dichiarato che nella sua azienda non è in atto un processo di integrazione delle tre funzioni che gestiscono la mobilità aziendale se a suo modo di vedere tale integrazione sia possibile e vantaggiosa per l’azienda. A questa domanda il 63% degli intervistati ha risposto affermativamente, rivelando quindi che la maggior parte degli interessati è conscia dei vantaggi portati da una maggiore collaborazione e, soprattutto, ritiene possibile dare concretamente inizio già oggi ad un processo di maggiore integrazione delle tre funzioni.

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