Fisco e auto aziendali, qualcosa deve cambiare

di Graziella Marino

Nella situazione di emergenza che stiamo vivendo diventa sempre più d’attualità la necessità di una revisione della fiscalità penalizzante che l’Italia applica sulle auto aziendali, revisione necessaria anche per rendere più “green” il parco circolante.

La pandemia di Coronavirus ha affossato il mercato dell’auto e uno dei settori più colpiti è quello del noleggio, che nel 2019 ha rappresentato il 25% del totale immatricolato. Nei due mesi di lockdown le auto immatricolate dal solo noleggio sono diminuite di oltre 106.000 unità (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e ad aprile, in particolare, si sono quasi azzerate precipitando del 97%, cioè dalle 57.000 vetture di aprile 2019 alle 1.500 di quest’anno. Il crollo è stato addirittura del 100% per il noleggio a breve termine che ha immatricolato solo 12 autovetture, in una fase dell’anno in cui solitamente gli operatori iniziano a prepararsi per la stagione estiva inserendo migliaia di nuovi veicoli in flotta.

LE RICHIESTE DI ANIASA

Questo significa meno Pil, meno posti di lavoro, meno gettito per l’Erario. Una situazione drammatica, con una ripartenza del mercato che non sarà automatica e prevederà tempi lunghi. Per questo il presidente di Aniasa (l’associazione di Confindustria che rappresenta il settore del noleggio e dei servizi di mobilità), Massimiliano Archiapatti ha fatto al Governo delle richieste urgenti.

Tra queste, “due interventi immediati per provare a salvare la stagione estiva e per dare ossigeno alla mobilità aziendale: un voucher per le famiglie da poter spendere per una qualunque attività compresa nell’offerta turistica del nostro Paese (autonoleggio compreso) e il ripristino del superammortamento per i veicoli aziendali, che genererebbe benefici economici e finanziari per l’intera filiera dell’auto, accelerando anche lo svecchiamento del parco circolante, oltre ad un positivo ritorno per le casse dell’Erario”. Il superammortamento, quando è stato utilizzato (2016-2017) ha infatti prodotto un “ritorno sull’investimento” stimato intorno al 300% e, considerando solo le vetture a noleggio a lungo termine, ha prodotto 64.600 immatricolazioni in più con maggiori entrate per l’Erario di 318 milioni di euro.

IVA ED ECO-BONUS

Altre due misure necessarie, secondo Aniasa, sono l’allineamento al resto dell’Europa della detraibilità dell’Iva (ferma in Italia al 40% mentre in Germania, Inghilterra e Spagna è al 100%), che produrrebbe benefici per l’Erario grazie all’aumento di immatricolazioni, e l’estensione dell’eco-bonus alle autovetture usate meno inquinanti Euro 6. Tale misura, con un parco circolante in Italia ante Euro 4 del 30% (oltre 11,5 milioni di auto), non solo avrebbe un forte impatto sull’ambiente, ma andrebbe anche incontro alla minore capacità di spesa degli italiani nel post-Coronavirus. Purtroppo nulla di tutto questo è stato inserito nel DL Rilancio varato dal Governo a maggio.

Al momento della redazione di questo articolo, infatti, l’unico spiraglio per il settore è arrivato dalle parole del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli che, in Assemblea alla Camera, ha invitato il Governo a incentivare “il noleggio a lungo termine, che ha un grande appeal nel nostro Paese, anche per smaltire il parco a piazzale prodotto in questi mesi dalle ditte produttrici di automobili, che ovviamente hanno difficoltà oggi a essere piazzate sul mercato”. “Ora ci aspettiamo che alle parole del Ministro seguano i fatti’’, ha commentato Archiapatti.

LEASEPLAN FA LE SUE PROPOSTE

Nel frattempo, altre proposte interessanti per il rilancio del noleggio sono arrivate dall’Amministratore Delegato di LeasePlan, Alberto Viano, nel corso di un webinar promosso insieme ad Auto Aziendali magazine. Viano ha sollecitato “il lancio di un progetto a carattere nazionale per favorire la mobilità business e privata alternativa al trasporto pubblico, fatto di incentivi per l’uso di auto a basse emissioni, parcheggi in aree di accesso al centro città, l’uso di moto, bici e monopattini per l’ultima tappa in micro mobilità elettrica. Un progetto in grado di semplificare e integrare i vari mezzi della mobilità e garantire il rispetto dell’ambiente’’. Inoltre, l’amministratore delegato di LeasePlan ha sottolineato l’importanza di un’infrastruttura elettrica per la mobilità di persone e merci a carattere nazionale che coinvolga tutto il paese.

“Come nel secondo dopoguerra si è lanciato un piano per la realizzazione di una rete autostradale che ha motorizzato il paese, oggi – ha affermato Viano – è il momento di una nuova infrastruttura che possa fare dell’Italia un paese ad alta vocazione green nel pieno rispetto del patrimonio artistico e di bellezza, riferimento nel mondo. La transizione verso l’elettrico deve rimanere un fine da perseguire, stimolando la presa di coscienza della mobilità sostenibile, non solo per un uso elitario del target premium ma anche nell’uso massivo di utilitarie e citycar’’. Si tratta id un obiettivo, tra l’altro, in linea con il Green Recovery Plan tracciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che, per il settore automotive, prevede ingenti stanziamenti per l’acquisto di veicoli puliti, per accelerare gli investimenti nella guida a zero emissioni e per l’aumento degli investimenti dell’UE in infrastrutture di ricarica per auto elettriche, con l’obiettivo di raggiungere 2 milioni di stazioni di ricarica pubblica e di rifornimento alternative entro il 2025.