Fiat Tipo Berlina: la prima di una grande famiglia

di Paolo Artemi
Torna un nome antico in Casa Fiat per una berlina moderna e affidabile. Tipo nasce in Turchia e propone una solida qualità a prezzi aggressivi. Non le manca nulla per essere una company car efficiente e rispettosa dell’ambiente.

Fiat Tipo Berlina la prima di una grande famigliaProva-Fiat-Tipo-1.6-Multijet-Opening-Edition-Plus-4Quella vecchia, lanciata nel 1988, si ostina a usarla solo il commissario Montalbano, il personaggio nato dalla magistrale penna di Andrea Camilleri. La nuova versione targata 2016, invece, parte con il piede giusto: ha conquistato il premio “Autobest” grazie ai voti di ventisei giornalisti specializzati di altrettanti Paesi europei, battendo un parterre di contendenti al titolo composto da Opel Astra, Hyundai Tucson, Honda Hr-V e Mazda Cx-3. Un bel biglietto da visita; nel 2008 lo stesso riconoscimento è andato a un’altra Fiat, la Linea, aspirante world car che ha registrato un buon successo in Turchia. E allora andiamo a toccare con mano il volante della vettura disegnata in Italia e costruita a Bursa, in Turchia.

 

Classico innovativo

Sulla metro che ci porta all’appuntamento con la vettura scorriamo i comunicati stampa e la scheda dell’esemplare che ci aspetta, configurato come si conviene a un aspirante componente di una flotta aziendale. Scopriamo subito che la versione più adatta a svolgere il mestiere di company car si chiama Opening Edition Plus con motore a gasolio, equipaggiata di serie con qualcosa di più della media sindacale delle dotazioni. Il primo approccio dice poco, la macchina è una tradizionale berlina a tre volumi che nell’era dei crossover più o meno estremi finisce per spiccare, almeno agli occhi di chi non ha mai ben digerito le svirgolate delle matite dei designer Prova Fiat Tipo 1.6 Multijet Opening Edition Plusche vanno per la maggiore. Il fatto è che anche la Tipo nasce come world car e, si sa, nei Paesi emergenti, Cina in testa, le tre volumi vanno ancora fortissimo.

 

Immagine solida

L’estetica, comunque, è all’altezza dell’immagine di un’azienda seria basata su solidi valori e poco disponibile a legare la sua immagine ad auto troppo vistose. Il motore è il turbodiesel da 1.598 centimetri cubi che eroga 120 cavalli e, a detta del costruttore, consuma molto poco. Vedremo, nel frattempo prendiamo atto che stiamo salendo su una Euro 6, il massimo (ibride, Gpl ed elettriche a parte) per schivare blocchi del traffico e aree C variamente assortite. La valigetta 24 ore finisce nel bagagliaio, che in realtà potrebbe ospitare borse per un ben più lungo soggiorno lontano da casa, dato che ha una capacità di ben 520 litri. Il posto di guida è quello che ti aspetti, non sontuoso ma comodo, perfettamente funzionale senza troppi fronzoli. Sì, perché questa è una Fiat, sinonimo di quel value for money che tanto piace ai fleet manager quando tirano in ballo Excel per fare i conti. Non mancano il sistema Bluetooth con vivavoce, lo streaming audio, il lettore di Sms e il sistema di riconoscimento vocale, i cerchi in lega di 17 pollici, il cruise control e il navigatore con la telecamera di parcheggio posteriore e il nuovo sistema di navigazione touch TomTom 3D.

Prova Fiat Tipo 1.6 Multijet Opening Edition Plus 2

 

Indole sincera

Su strada il comportamento è impeccabile, anche grazie al contributo delle sospensioni anteriori a ruote indipendenti tipo McPherson e del retrotreno a ruote interconnesse con assale torcente. Troppo tecnico? Accontentatevi di sapere che la Tipo sopporta senza protestare o sbandare anche gli eccessi di chi si ostina a guidare come nel tempo che fu accontentandosi di sapere che la potenziale punta velocistica è di 199 chilometri orari.

Sui finestrini scorre il paesaggio della campagna piacentina ed è ora di pranzo. Con la scusa di affrontare qualche curva secca saliamo verso Castell’Arquato e puntiamo su una trattoria che serve, insieme a tante prelibatezze, un Gutturnio da urlo. Di cui, naturalmente, si può approfittare fino al limite del paio di bicchieri da smaltire con una passeggiata tra le vie del borgo. Il casello dell’A1 non è lontano e sulle tre corsie che riportano a Milano si scopre che il motore si fa sentire piacevolmente in sottofondo durante la marcia.Prova Fiat Tipo 1.6 Multijet Opening Edition Plus 3

 

Il valore dell’understatement

È ora di fare i conti. I 23,5 chilometri con un litro di gasolio equivalenti a 110 grammi/km di emissioni di CO2 dichiarati sono frutto, evidentemente, di una guida con un uovo vero sotto il pedale dell’acceleratore. Difficile, comunque, farne meno di 18, un risultato che colloca la Fiat ottomana ai vertici della sua categoria. Siamo ai saluti. Che cosa diremmo al capo del personale se ci proponesse questa Tipo come benefit? Un convinto sì: l’understatement è ancora un valore ed è meglio che a fare ricchi i petrolieri pensi qualcun altro. Se, poi, siete di quelli che hanno la puzza sotto il naso e aspirano a marche e modelli di maggiore casta fate pure. Ma il bonifico dovrete farvelo da soli, non esistono aziende che abbiano nello statuto la soddisfazione delle velleità superflue…