Fare squadra per allontanare la crisi

di Sirio Tardella

Si è appena concluso il primo semestre dell’anno con risultati per il mercato dell’auto che confermano le più ottimistiche previsioni formulate all’inizio del 2016. In particolare in Italia la rimonta rispetto ai livelli di immatricolazioni degli anni passati è stata abbondantemente generosa e, se i ritmi di crescita si confermeranno anche nella seconda metà dell’anno, le nuove vetture targate a fine 2016 potrebbero raggiungere quel livello di 1,8 milioni che rappresenta l’entità minima per considerare “normale” il ricambio di un parco circolante diventato ormai vecchio in maniera preoccupante. Questo significa che è passata la bufera? Certamente è stata superata la fase più acuta della crisi, ma la “convalescenza” avrà tempi lunghi e le terapie necessarie per un pieno recupero dovranno essere variegate, continuative e strutturali. Tanti sono, infatti, i segni negativi lasciati dalla crisi sul tessuto produttivo e distributivo e purtroppo, altrettanto numerosi sono i segnali vecchi e nuovi di una instabilità politico-economica mondiale che tende ad accentuarsi.

 

Uno scenario instabile

Sono fenomeni che solo se esaminati superficialmente sembrerebbero scollegati, ma se approfonditi nelle loro peculiarità, hanno fra loro più di un aspetto in comune e comunque, come solidale conseguenza, quella di incidere e non poco sullo stato di benessere della comunità. La mancata soluzione dei conflitti armati in vastissime zone del mondo, che producono da un lato migrazioni immani e dall’altro sanguinosi attentati terroristici, impongono agli Stati l’impiego di risorse che in larga misura potrebbero essere destinate a migliorare le condizioni di vita dei loro cittadini. Questo genera insoddisfazione e frustrazione che si manifesta nei vari appuntamenti elettorali con il voto anti-governo, antieuropa, anti-tutto che alimenta ulteriori incertezze e costante nervosismo dei mercati bloccando qualsiasi cenno di ripresa. Si tratta di una situazione che finirà inevitabilmente per coinvolgere presto o tardi anche il settore dell’auto.

 

Prevenire la ricaduta

La consapevolezza di così tanti e gravi rischi di ricaduta impone la ricerca e l’attivazione di una terapia almeno capace di allontanarne gli effetti o limitarne al minimo i danni. È necessario, dunque, che ciascuno degli attori interessati allo sviluppo positivo del mercato dell’auto venga incentivato ad assumere prontamente un ruolo attivo e propositivo per promuovere azioni capaci di assicurare il raggiungimento dello scopo comune, ovvero una ripresa del settore. Questo compito non può che essere affidato a coloro che sono la rappresentanza del settore stesso ovvero le Associazioni dei produttori e dei distributori di auto, nonché a quelle che rappresentano i servizi connessi strettamente al mondo dell’automobile.

 

Grandi responsabilità

Il settore dell’auto e il suo indotto concorrono ad una consistente fetta del PIL nazionale e ad una considerevole parte delle entrate fiscali del bilancio pubblico e trovano rappresentanza in diverse associazioni di categoria a loro volta iscritte a vario titolo alle più importanti strutture sindacali imprenditoriali come Confindustria e Confcommercio. In presenza ormai di numerosi avvisi di pericolo non sarebbe meglio trascurare qualche celebrazione, riunire le forze e ripararsi sotto lo stesso ombrello almeno fino a quando il temporale non sarà passato? Si può essere bravi, talvolta i primi, ma le grandi sfide vanno affrontate con una grande squadra che trovi la sua forza nelle idee e nella diversità.