Europa: auto elettriche sempre più popolari, ma c’è anche molto da fare

di Jessica Crivaro

A che punto è il processo di transizione alla mobilità a emissioni zero nel Vecchio Continente? Ce lo dice LeasePlan, con il suo Indice di preparazione ai veicoli elettrici, che prende in considerazione mercato, infrastrutture e costo degli EV

In Europa un veicolo su due attualmente in circolazione appartiene a un’organizzazione aziendale, è quindi logico dedurre che – con l’adozione di strategie a favore della mobilità elettrica – le aziende potrebbero essere le grandi protagoniste della transizione ecologica. Ad andare in questa direzione è il sempre maggiore interesse per la guida in elettrico da parte dei conducenti europei, anche grazie ai prezzi relativamente più contenuti dell’energia elettrica rispetto ai carburanti tradizionali, che rendono più competitivi i costi dei veicoli a zero emissioni. Tuttavia, uno più uno non fa sempre due. A mettersi in mezzo tra la popolarità dei veicoli elettrici e la lotta al cambiamento climatico è l’allarmante carenza delle infrastrutture di ricarica. Questo è quanto emerso dalla quinta edizione dell’Indice di preparazione ai veicoli elettrici di LeasePlan, un’analisi completa dello stato di preparazione di 22 stati europei alla transizione ai veicoli elettrici (EV).

UN INDICE BASATO SU TRE FATTORI

L’indice di LeasePlan si basa su tre fattori: la maturità del mercato degli EV, la maturità dell’infrastruttura di ricarica per gli EV e il TCO di un EV. La somma dei punteggi ottenuti in base agli indicatori chiave per ogni fattore consente di stilare una classifica che attesta l’effettivo livello di preparazione dei Paesi europei alla svolta elettrica. La maturità del mercato degli EV, ossia l’effettiva quantità di immatricolazioni, prende in considerazione l’adozione di veicoli elettrici rispetto alla popolazione, la quota di mercato degli EV rispetto al mercato generale e la quota degli ordini di EV effettuati dai clienti di LeasePlan. Dall’analisi emerge un aumento generale della maturità in tutta Europa rispetto al 2021, fatta eccezione per l’Ungheria. I paesi nordici e l’Europa occidentale vantano attualmente la maggiore maturità nel numero di immatricolazioni EV ma a registrare la crescita più alta rispetto allo scorso anno sono Austria e Grecia.

CAPITOLO INFRASTRUTTURE

Tutt’altra fotografia quella relativa al secondo fattore considerato dall’Indice, la maturità dell’infrastruttura per gli EV che, secondo lo studio di LeasePlan, per il quinto anno consecutivo ha registrato il punteggio più basso dell’Indice, confermandosi il principale problema nel processo di transizione alla mobilità elettrica. In base ai tre indicatori considerati (stazioni di ricarica pubbliche in relazione alla popolazione, stazioni di ricarica pubbliche rispetto alle immatricolazioni di EV e disponibilità di stazioni di ricarica rapida in rapporto alla dimensione delle autostrade disponibili), il punteggio relativo alle infrastrutture è aumentato rispetto al 2021 per mercati come la Svezia, la Repubblica Ceca e la Svizzera, risultato che però non rispecchia il quadro globale. Lo sviluppo della rete di ricarica risulta infatti ridotto anche per Germania, Svezia e Regno Unito, ai primi posti dell’Indice di preparazione ai veicoli elettrici.

IL COSTO DEGLI EV

Quanto costa un veicolo elettrico? Per rispondere a questa domanda l’Indice prende in considerazione quattro indicatori: gli incentivi pubblici, la tassazione per il conducente, i prezzi dell’energia e la rata mensile del veicolo a noleggio. I punteggi ottenuti dimostrano che guidare un veicolo elettrico è conveniente in diversi paesi europei, questo grazie agli incentivi pubblici messi in campo dai governi e a una minore tassazione per il conducente, fattori che portano il costo totale di proprietà (TCO) di un EV in una condizione paritaria rispetto ai veicoli con motore a combustione interna (ICE). A registrare l’aumento maggiore nella maturità relativa al costo totale di proprietà nell’ultimo anno sono stati Portogallo, Spagna, Grecia e Romania, mentre in Polonia l’elevata tassazione per il conducente ha determinato il decremento più rilevante. Rispetto al 2021 in molti paesi europei sono stati introdotti nuovi e migliori incentivi. Un fattore tuttavia non determinante, se pensiamo che nel Regno Unito, in Norvegia e nei Paesi Bassi, sul podio per la migliore preparazione agli EV, gli incentivi sono rimasti invariati o hanno subito delle riduzioni.