Esperti Rse: la “rivoluzione del biometano” è frenata da normative inadeguate

Un recente studio condotto dagli esperti di Rse – Ricerca sul Sistema Energetico e presentato lo scorso 13 ottobre al “Tavolo Biometano”, promosso dalla Regione Lombardia per fare il punto su regole, filiera e barriere del biometano in Italia, ha evidenziato come il settore del biometano sia fortemente penalizzato da normative che non consentono una reale diffusione della produzione di biometano in Italia.

In particolare, secondo gli studiosi di Rse, a tre anni dall’emanazione del decreto ministeriale che disciplina la materia, non sarebbe ancora compiuta quella “rivoluzione del biometano” da più parti auspicata, come testimonia il fatto che ad oggi soltanto due impianti per la produzione del biometano sono stati qualificati come idonei dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse). Tra le criticità emerse dallo studio, vi è soprattutto lo scarso supporto dato dal decreto 2013 alla conversione di un impianto a biogas esistente (e quindi incentivato sotto il profilo della produzione elettrica) in un impianto di produzione di biometano. Come ha dichiarato Stefano Basseghini, amministratore delegato di Rse, “i limiti normativi, tecnici e di supporto legislativo al decreto, stanno rischiando di ostacolare la diffusione di un vettore energetico, quello del biometano, molto promettente. L’Italia è il quarto produttore mondiale di biogas, dopo Germania, Usa e Cina, e dalla riconversione di tali impianti ci si può aspettare un notevole contributo al raggiungimento degli obiettivi comunitari”.