Ecologia: è una priorità per le flotte?

di Vincenzo Conte

Le alimentazioni alternative stanno diffondendosi anche nelle flotte aziendali. Cosa ne pensano realmente i fleet manager? Ci credono veramente o seguono la scia del sentire comune? Per scoprirlo ecco un’anteprima dei risultati di un’indagine condotta da Econometrica e dal CVO di Arval 200 fleet manager. I risultati completi saranno presentati in occasione di Fleet Manager Academy, il 25 ottobre a Bologna. 

 

 

Si può far meglio

Un primo importante dato che emerge dalla rilevazione è che i veicoli ad alimentazione alternativa sono diffusi nel 35,3% delle flotte prese in considerazione, mentre il 64,7% delle flotte non ha in uso veicoli ad alimentazione alternativa. Nelle flotte con veicoli ecologici i più diffusi sono quelli a metano, seguiti da ibridi e poi da elettrici ed a Gpl. L’assegnazione di veicoli ad alimentazione alternativa viene accettata positivamente dai driver nel 65,3% dei casi; il 25% dei driver, invece, è indifferente rispetto alla possibilità di ricevere in assegnazione un veicolo ad alimentazione alternativa; solo il 9,7% dei driver li accetta negativamente. Chi, invece, non ha ancora adottato veicoli ad alimentazione alternativa nella sua flotta dichiara di non averlo fatto perché l’autonomia di questi veicoli non soddisfa le necessità di mobilità aziendale, o ancora perché manca una rete capillare di punti di rifornimento/ricarica o il prezzo di questi veicoli è ancora troppo alto.

 

Cosa pensano i fleet manager

Vi è però già oggi, agli occhi dei fleet manager, una quota di driver pronti a passare ai veicoli ecologici, e tale quota corrisponde, mediamente, a circa un quarto dei guidatori aziendali. Secondo i fleet manager i fattori prioritari maggiormente importanti per convincere i driver a passare ad un veicolo ad alimentazione alternativa sono: la garanzia che il veicolo ad alimentazione alternativa abbia prestazioni e comfort uguali o superiori rispetto a quelli ad alimentazione tradizionale; la possibilità di usufruire di una carta carburante che copra tutte le tipologie di rifornimento o ricarica; un sistema di incentivazione economica/ecologica; la presenza di un distributore aziendale. 

 

 

Impegno per l’ambiente

Nel corso dell’inchiesta si è voluto verificare anche l’impegno aziendale a favore dell’ambiente, cercando allo stesso tempo di quantificarlo. I risultati sono i seguenti: il 66,6% delle aziende sono impegnate nella riduzione dell’impatto ambientale della flotta. In questo ambito solo il 52% delle aziende ha sviluppato un piano d’azione concreto e condiviso; l’obiettivo da raggiungere è quello di arrivare ad una quota di emissioni medie per veicolo in flotta di circa 90 g/km di CO2