È Milano la capitale italiana della mobilità elettrica

di Vincenzo Conte

Il 25% delle auto elettriche italiane circolano a Milano. Record a parte, a che punto siamo con la mobilità elettrica in Italia? Siamo veramente indietro rispetto agli altri paesi europei? Quali sono gli sviluppi futuri attesi in questo campo? Cerchiamo di rispondere a queste domande…  

Che le auto elettriche siano in arrivo è un dato di fatto. Che il numero di modelli sul mercato sia in grande crescita è un altro dato di fatto. Nel comparto della mobilità elettrica restano però molte questioni aperte: la situazione è in evoluzione e la velocità con cui questa tecnologia si diffonde varia da paese a paese.

Con qualche dato in più anche i fleet manager sarebbero in grado di valutare più serenamente quello che sta accadendo e di decidere in maniera più ponderata se e quando inserire i veicoli elettrici in flotta. Per questo vogliamo proporvi una sorta di punto della situazione, per raccontarvi lo stato dell’arte in merito alla mobilità elettrica e darvi uno strumento utile per le vostre valutazioni.

IMMATRICOLAZIONI IN CRESCITA

I BEV (Battery Electric Vehicles) immatricolati nel 2019 nell’Unione Europea sono stati 290.923, contro i 150.149 del 2018. La crescita delle immatricolazioni è stata quindi del 93,8%. In pratica i BEV immatricolati nell’Ue tra il 2018 e il 2019 sono quasi raddoppiati. A guidare la classifica dei paesi in cui si sono immatricolati più BEV è sorprendentemente l’Olanda (con 67.695 unità), seguita dalla Germania (con 63.491 unità). L’Italia è lontana da questi dati, con le sue 10.663 nuove immatricolazioni, che comunque rappresentano un aumento del 113% rispetto alle 4.999 immatricolazioni del 2018.

Restando nel nostro Paese, anche le immatricolazioni di PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicles) sono in crescita. Sono infatti passate da 4.749 nel 2018 a 6.471 nel 2019, con un aumento del 36,3%. Crescono i volumi di nuove immatricolazioni anche se si prendono in considerazione le auto ibride (gli HEV, Hybrid Electric Vehicles). Nel 2019 le nuove auto ibride immatricolate in Italia sono state 109.789, con una crescita del 33,9% rispetto all’anno precedente.

LA SITUAZIONE IN EUROPA

Secondo le conclusioni derivanti dall’Indice LeasePlan di preparazione ai veicoli elettrici (EV Readiness Index 2020) i Paesi Bassi, la Norvegia e il Regno Unito sono i paesi attualmente meglio preparati per la transizione ai veicoli elettrici. Quasi tutti i paesi considerati all’interno dell’Indice hanno manifestato un miglioramento delle prestazioni rispetto allo scorso anno, segnalando una maggiore preparazione per i veicoli elettrici in tutto il continente, benché il tasso di miglioramento mostri variazioni significative nei diversi paesi d’Europa.

I miglioramenti nella preparazione per i veicoli elettrici sono stati generati dalla combinazione di fattori relativi a una maggiore disponibilità dell’infrastruttura pubblica di ricarica (aumento del 73%) e a un regime fiscale di maggior vantaggio per i conducenti di veicoli elettrici in molti paesi europei. In media, i conducenti di veicoli elettrici pagano tasse inferiori del 40% rispetto a quelle corrisposte dai conducenti di veicoli alimentati con motore a combustione interna, benché in alcuni paesi essi paghino in realtà un’imposta superiore.

MILANO È LA CAPITALE ITALIANA DELLA MOBILITÀ ELETTRICA

Secondo una ulteriore indagine di LeasePlan Italia, Milano è la capitale italiana della mobilità elettrica. Infatti 1 ogni 4 auto elettriche (il 25% sul totale) immatricolate in Italia è in circolazione a Milano. Tra le auto prevale la Tesla Model 3, seguita da Nissan Leaf e Smart Fortwo. Tra i veicoli commerciali svetta Nissan NV200, con Kangoo Express e Mercedes-Benz Vito sugli altri posti del podio.

“Questi numeri – dichiara Alberto Viano, amministratore delegato di LeasePlan Italia – testimoniano che la mobilità elettrica è una realtà che può essere protagonista nelle città italiane. La collaborazione tra pubblico e privato può rappresentare la chiave di volta per creare un solido sviluppo per una mobilità sostenibile funzionale per i cittadini e rispettosa dell’ambiente”.

LE FLOTTE PIÙ IMPEGNATE

EV100 (associazione che raggruppa le aziende più impegnate nella transizione verso la mobilità elettrica) fornisce alcuni dati utili a fare il punto sul settore aziendale. Le tre aziende che hanno adottato sinora il maggior numero di veicoli elettrici sono Deutsche Post (21.822 veicoli), Swiss Post (5.940 veicoli) e Edf Group (3.789 veicoli). Le aziende che hanno installato più punti di ricarica sono: Ingka group (2.177), PG&E (1.206) e Aeon Mall (1.176).

Tra le aziende che fanno parte di questa associazione ve ne sono alcune che hanno preso impegni precisi riguardo alla transizione verso la mobilità elettrica. Nel 2020, ad esempio, Genesis Energy avrà l’intera flotta di veicoli commerciali leggeri composta da veicoli elettrici; lo stesso farà Heathrow; sempre nel 2020 Ingka Group (già Ikea Group) garantirà consegne a impatto zero ad Amsterdam, Los Angeles, New York, Parigi e Shangai. Nel 2021 si completerà la transizione verso l’elettrico della flotta di Royal Haskoningdhv (in Olanda) e Vattenfall offrirà solo auto in benefit a trazione elettrica. Questo solo per considerare le scadenze più vicine nel tempo, ma gli impegni presi dalle aziende continuano anche negli anni successivi, fino al 2030.

COSTI, SI AVVICINA LA PARITÀ

È ancora EV100 ad aiutarci a fare il punto sui costi delle vetture elettriche. E’ un dato di fatto che oggi i veicoli elettrici siano più costosi rispetto a quelli tradizionali. Ma bisogna altresì dire che il costo delle batterie è calato dell’87% dal 2010 al 2019. Su queste basi è lecito attendersi che il costo dei veicoli elettrici sia concorrenziale rispetto a quello dei veicoli tradizionali entro il 2023. Il comparto in cui i veicoli elettrici risultano già oggi più efficienti rispetto a quelli tradizionali è quello della manutenzione e del rifornimento di energia.

Di questo devono tenere conto i fleet manager nelle loro analisi sui costi dei veicoli in un ciclo di vita. “C’è un motivo economico alla base del passaggio all’elettrico – sottolinea Paul Janacek, VP Group Fleet di Austrian Post – Ci aspettiamo che i nostri van elettrici siano più economici del 10 % rispetto agli equivalenti veicoli tradizionali in un ciclo di vita di otto anni”.