Driver e viaggiatori aziendali alla sfida della sostenibilità

di Maria Nadia Postorino

La mobilità aziendale sta evolvendo verso un nuovo paradigma: condivisa, elettrica, multimodale. La visibilità delle vetture ad alimentazione alternativa aziendali potrebbe influenzare significativamente le preferenze dei singoli consumatori per gli acquisti futuri.

L’adozione di tecnologie più pulite ed efficienti dal punto di vista energetico è un fattore chiave per ridurre la dipendenza delle economie dai combustibili fossili e per raggiungere gli obiettivi internazionali di riduzione delle emissioni di CO2. Nel bilancio globale, il sistema dei trasporti è un settore rilevante perché fortemente dipendente dai combustibili fossili e responsabile di un’ampia quota delle emissioni totali di CO2.

DRIVER E VIAGGIATORI

VERSO UN NUOVO PARADIGMA DI MOBILITÀ

Nell’UE-27 la quota dei trasporti sul totale delle emissioni di CO2 è compresa tra il 25% e il 30% e le autovetture rappresentano circa il 50% delle emissioni di CO2 relativamente al trasporto su strada. La sostituzione delle autovetture a motore a combustione interna convenzionale (ICEV) con veicoli a combustibile alternativo (AFV) è quindi fondamentale per ridurre la dipendenza economica dai combustibili fossili e raggiungere gli obiettivi climatici a lungo termine definiti dall’UE nel “Quadro per le politiche dell’energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030”.

In questo panorama, le auto aziendali sono di particolare interesse data la loro diffusione a livello mondiale, anche se l’esatta quota di auto aziendali nel parco macchine può variare notevolmente tra i diversi Paesi. Secondo un rapporto della Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione Europea, si stima che la percentuale di auto nuove acquistate nell’UE e immatricolate come auto aziendali oscilli tra il 7,5 e il 50%.

Green Mobility

CHE USO SE NE FA

Un aspetto rilevante ai fini della sostenibilità è il modo in cui le auto aziendali – siano esse ICEV o AFV – sono utilizzate durante il giorno. L’assegnazione dell’auto aziendale al dipendente può seguire vari schemi, a seconda del modo in cui l’azienda organizza le sue attività. Le auto aziendali che vengono utilizzate dal dipendente soprattutto per spostamenti casa-lavoro e viceversa rimangono per la maggior parte del tempo nei garage o nei parcheggi. Di contro, le auto aziendali impiegate soprattutto per spostamenti di lavoro risultano maggiormente utilizzate.

Una considerazione immediata è che le auto usate a fini pendolari possono essere utilizzate da altri dipendenti durante il giorno per effettuare spostamenti di lavoro. Quest’obiettivo può essere realizzato attraverso un’adeguata strategia di car pooling, unitamente alla scelta opportuna della dimensione della flotta e del suo mix – ad esempio introducendo piccoli veicoli elettrici da utilizzare soprattutto per i viaggi nei centri urbani.

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DIMENSIONE OTTIMALE DELLA FLOTTA

In questa prospettiva, si possono individuare due elementi rilevanti. Da un lato, è necessario individuare quante auto e di quale tipo (incluse le decisioni circa AFV o ICEV) sono necessarie per soddisfare le esigenze della mobilità aziendale. Dall’altro lato, l’effettiva assegnazione delle auto ai dipendenti – durante il giorno e per i viaggi di pendolarismo – è una questione di fondamentale importanza per il manager della flotta, che deve decidere in base alle richieste dichiarate dai dipendenti.

Anche indicato come Sustainable Corporate Mobility Problem, questo problema, affrontato nel progetto SEAMLESS (Sustainable, Efficient Austrian Mobility with Low-Emission Shared Systems), consiste nel trovare la dimensione della flotta e il fleet mix ottimale a partire dall’analisi delle esigenze aziendali e seguendo un approccio di tipo olistico. Oltre ad aspetti di tipo organizzativo, economico e motivazionale, il progetto prevede lo sviluppo di un’innovativa tecnologia di car-sharing aziendale, che comprende sistemi di prenotazione, pianificazione dei percorsi, strategie dinamiche di assegnazione dei veicoli e di ricarica, incluso l’uso intelligente delle batterie tampone e dei sistemi di gestione dell’energia per limitare il carico sulla rete elettrica e promuovere l’uso di energie rinnovabili.

MERCATO STRATEGICO

Concludendo, nonostante esistano ancora barriere che ostacolano l’adozione di AFV – ad esempio alcune limitazioni tecniche, la scarsità di infrastrutture di rifornimento e il maggior costo di acquisizione – secondo alcuni recenti studi, le flotte private tendenzialmente privilegiano gli AFV, perché contribuiscono a migliorare l’immagine del marchio. Infine, la visibilità di AFV aziendali potrebbe influenzare significativamente le preferenze dei singoli consumatori per gli acquisti futuri, confermando così la rilevanza delle flotte come mercato di nicchia strategico.

La mobilità aziendale sta evolvendo verso un nuovo paradigma: condivisa, elettrica, multimodale. La sfida per il fleet manager è quindi duplice, in quanto le decisioni circa il fleet mix e la gestione della mobilità aziendale hanno effetti rilevanti sia sull’efficienza aziendale sia sugli effetti ambientali che tali scelte possono produrre anche su una più vasta platea di attori

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