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Documento unico di circolazione, slitta al 2020 l’entrata in vigore – Gli esperti rispondono

di Carla Brighenti e Davide De Giorgi

Fisco e dintorni – Gli esperti rispondono, rubrica a cura di Carla Brighenti (dottore commercialista) e Davide De Giorgi (avvocato tributarista)

QUESITO: Vorrei avere informazioni sul Duc, il nuovo documento unico di circolazione. È vero che è operativo dal 1° gennaio 2019?

In un’ottica di semplificazione amministrativa, il legislatore ha previsto la sostituzione dell’attuale documentazione di proprietà degli automezzi – che prevede due documenti separati: il certificato di proprietà e la carta di circolazione – con un nuovo unico documento, il cosiddetto “documento unico di circolazione” o Duc (Dlgs. 29 maggio 2017, n. 98). Il nuovo documento riguarda gli autoveicoli, i motoveicoli ed i rimorchi con peso superiore a 3,5 tonnellate e sarà costituito dalla carta di circolazione opportunamente modificata mentre sarà soppresso il certificato di proprietà.

Nel Duc, oltre a tutti i dati identificativi del veicolo, saranno annotati anche i dati relativi a privilegi e ipoteche, a provvedimenti amministrativi e giudiziari che incidono sulla proprietà e sulla disponibilità del veicolo, annotati presso il Pra, nonché i provvedimenti di fermo amministrativo, con modalità anche telematiche. Con l’introduzione del Duc vi sarà anche una tariffa unica, che sostituirà i diritti di Motorizzazione e gli emolumenti per l’iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo al Pubblico registro automobilistico (Pra). L’entrata in vigore della disciplina, originariamente fissata al 1° luglio 2018, era stata già differita dalla legge di Bilancio 2018 al 1° gennaio 2019 (legge 27 dicembre 2018, n. 205).

Ad oggi, con l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2019, l’entrata in vigore del Duc è stata ulteriormente differita al 1° gennaio 2020 (legge 30 dicembre 2018, n. 145).