Detrazione IVA al 40% prorogata fino al 2016

di Davide de Giorgi

imageLa limitazione al 40% del diritto alla detrazione dell’IVA relativa ai costi delle auto aziendali, in deroga al generale meccanismo di funzionamento del tributo che prevede una detrazione integrale dei costi sostenuti per l’esercizio dell’impresa, è una “specialità italiana”.

Regime IVA ordinario
Come noto l’IVA rappresenta per le imprese solo una partita di giro, un movimento finanziario, destinato ad annullarsi in base alle regole che governano l’economia del tributo. La normativa IVA prevede per l’operatore economico il diritto di detrarre totalmente l’IVA addebitatagli sugli acquisti di beni e servizi relativi alla sua attività d’impresa o professionale, insieme a quello di addebitare l’IVA sulle vendite. Attraverso questo meccanismo di “simmetria” l’unico soggetto inciso dal tributo è inesorabilmente il consumatore finale all’atto dell’acquisto del bene o del servizio.
Con la pubblicazione della Decisione 2013/679/UE in Gazzetta Ufficiale UE del 27 novembre 2013, il Consiglio UE consente all’Italia di continuare a limitare, fino al 2016, al 40% la detrazione iva per l’auto aziendale in deroga al principio generale che prevede la detrazione integrale. Non è una nuova stangata sull’auto aziendale italiana, ma la conferma di una stangata antica che la UE continua a tollerare.Specularmente, al fine di evitare “salti d’imposta”, la destinazione ad uso privato di un bene destinato all’impresa è assimilata ad una prestazione di servizi a titolo oneroso, nel caso in cui questo bene abbia dato diritto a una detrazione totale o parziale dell’IVA.

Per l’auto
Per quanto riguarda le auto aziendali, risulta talvolta difficile per l’impresa identificare e registrare la divisione tra uso aziendale e privato (il cosiddetto uso promiscuo), e altrettanto difficile per l’Amministrazione fiscale è la verifica di tale distinzione nella pratica. Al fine di semplificare gli obblighi in materia di IVA e di combattere l’evasione, l’Italia ha chiesto e ottenuto dal Consiglio UE una deroga individuale che consente di continuare a limitare forfettariamente il diritto alla detrazione dell’IVA auto fino al 2016. Così, dal giugno 2007, continua ad applicarsi la percentuale di imposta recuperabile limitata al 40% sull’acquisto e sulle spese per l’utilizzo delle auto aziendali. Unico risvolto positivo per le imprese è l’esonero dall’obbligo di contabilizzare a fini fiscali l’utilizzo privato dell’auto.

 

[adrotate group=”3″]Le esclusioni alla limitazione
La limitazione si applica a “tutti i veicoli a motore, diversi dai trattori agricoli o forestali, normalmente adibiti al trasporto stradale di persone o beni la cui massa massima non supera 3.500 kg e il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore a otto”. La limitazione non si applica invece quando i veicoli formano oggetto dell’attività propria dell’impresa. In questi casi infatti è prevista la detrazione integrale dell’IVA. È il caso ad esempio dei veicoli utilizzati da una scuola guida, oppure quelli destinati a noleggio o leasing, o usati da rappresentanti di commercio e come taxi. L’Amministrazione finanziaria ha chiarito che nella nozione di attività propria d’impresa deve essere considerata non solo l’attività che tipicamente esprime il raggiungimento del fine economico dell’impresa come definito nell’atto costitutivo, ma anche l’attività rilevante per determinare il volume d’affari dell’impresa nel periodo d’imposta considerato. Il fleet manager, insomma, dovrà indagare l’attività propria dell’impresa sulla base di un criterio sostanziale più che formale, privilegiando l’attività concretamente svolta piuttosto che l’attività prevista dall’atto costitutivo della stessa impresa.

Continuità
Il 2013 si è chiuso quindi per il mondo dell’automotive, almeno dal punto di vista fiscale, nel segno della continuità della vessazione fiscale. L’attuale regime che prevede una limitazione oggettiva alla detrazione dell’IVA al 40% per tutti i costi relativi alle auto aziendali (sensibilmente peggiorativo rispetto ai regimi adottati nei principali Paesi europei), è destinato a trovare applicazione fino al 2016, salvo ulteriori proroghe naturalmente.