Dayco, black box sui veicoli per controllare i costi

di Rossana Malacart

Dare priorità a tutte le attività mirate ad ottenere un equilibrio ottimale tra costi di gestione della flotta; sensibilizzazione al Tco (Total cost of ownership); sicurezza ed affidabilità del veicolo e sostenibilità ambientale. Queste, in estrema sintesi, le best practice della gestione flotte di Dayco Europe, leader a livello mondiale in ricerca, progettazione, produzione e distribuzione di componenti essenziali del motore, sistemi di trazione e servizi per automobili, camion, macchinari edili, agricoli e industriali. 

 

NLT per la flotta

“Il nostro parco auto circolante in Italia ad ottobre 2018 è composto da circa 55 autovetture Nlt”, ha spiegato ad Auto Aziendali Magazine Elisabetta Grilli, Fleet Manager Purchasing Department di Dayco Europe, chiarendo che la Società predilige il noleggio a lungo termine, nell’ottica del contenimento dei costi. “In alcuni casi però – chiarisce Grilli – abbiamo scelto il noleggio a breve e medio termine, usufruendo di tariffe vantaggiose applicate dalle società di noleggio”. 

 

Elisabetta Grilli, Fleet Manager Purchasing Department di Dayco Europe

 

I criteri di assegnazione

L’auto aziendale è prevista come benefit, per uso promiscuo con una percorrenza stimata di 30mila chilometri annui per quattro anni, mentre le vetture in proprietà sono auto di servizio in pool. “Verifichiamo il chilometraggio, per evitare addebiti in fase di chiusura contratto – spiega Grilli – ma per la gestione flotte è importante anche il monitoraggio dei consumi dei sinistri e delle multe”. Al fine di ottimizzare la circolazione dei mezzi aziendali in Dayco viene promosso l’utilizzo in pool, per evitare il fermo mezzi disponibili per cambiamento di funzioni degli assegnatari o trasferimenti. “Per il controllo dei costi abbiamo previsto l’installazione a bordo di dispositivi telematici, come la black box”, riferisce Grilli, sottolineando anche l’attenzione all’aspetto sicurezza e rispetto delle regole pena, riferisce, l’addebito di costi al dipendente. 

 

Maggiore sostenibilità 

 “Sul versante motorizzazioni preferiamo auto diesel o a basso impatto ambientale – chiarisce Grilli – anche se al momento non abbiamo in flotta mezzi elettrici in passato abbiamo avuto auto ibride, che hanno soddisfatto a pieno i driver”. Per questo, afferma Grilli, “inseriremo alcuni di questi veicoli nei prossimi contratti”. Non solo. “Nella nostra Company car policy è indicato che i dipendenti devono condividere l’auto a noleggio, in modalità car sharing – sottolinea Grilli – per contenere l’impatto ambientale e per il saving aziendale. In più, le dimensioni delle autovetture devono essere limitate al noleggio di auto intermedie o più piccole, tranne quando l’auto più grande è giustificata dal numero di passeggeri o nel caso di viaggiatori che ospitano clienti o in considerazione della distanza, delle strade e del tempo”.