Dal Total Cost of Ownership al Total Cost of Mobility

di Giovanni Tortorici

Il Corporate Mobility Manager è la figura professionale che dovrebbe coordinare la mobilità aziendale gestita dalle tre figure professionali di fleet manager, travel manager e mobility manager: se ne vedono pochissimi in giro e quasi nessuno in Italia. L’obiettivo del corporate mobility manager è quello di avere sotto controllo il Tcm, vale a dire il Total cost of mobility

 

Dal TCO al TCM

Nel settore della gestione delle flotte, tutti conoscono il Total Cost of Owership (Tco) come standard per valutare il costo di gestione di una flotta. Il Tco è calcolato per l’auto. Il Tcm, che considera tutti gli aspetti della mobilità, viene calcolato per utente della mobilità. Il più grande limite del Tco deriva dal fatto che influisce solo sui costi relativi all’auto ed al suo utilizzo. Il Tcm compensa questo gap spostando l’attenzione dal veicolo all’utente della mobilità. Essendo di più ampio respiro, il Tcm comprende tutto, dall’automobile ai servizi correlati, alla gestione dei viaggi, a tutti gli altri argomenti relativi al modo in cui le persone si spostano da un punto a un altro.

 

 

IL TCM è una metrica chiave per le aziende

Conoscere il Tcm offre a un’azienda una maggiore trasparenza delle sue spese di mobilità totali. Un aspetto importante da considerare per le aziende sono i profili dei driver. I driver urbani, in movimento quindi nei centri urbani, consumano tra il 20% e il 30% in più di carburante rispetto a quelli che si muovono in contesti extraurbani. Selezionando i veicoli più adatti ai rispettivi profili di guida, i responsabili delle decisioni sulle flotte possono ridurre il loro Tcm e spesso diminuiscono anche l’impronta di carbonio dell’azienda. In definitiva, l’obiettivo del Tcm è incoraggiare le aziende a pensare in modo più ampio alla mobilità e prendere in considerazione più elementi. Questo a sua volta apre un mondo di nuove soluzioni. Nelle aziende, la costante ricerca di saving spingerà sempre di più a creare policy che prevedano l’analisi del Tcm per arrivare ai target previsti. Il Tcm sarà quindi il parametro che verrà sempre più utilizzato al posto del Tco.

 

Le nuove frontiere della mobilità 

Oggi nella mobilità privata sono sempre più utilizzati modelli di business innovativi come car sharing, ride sharing, ecc. Il car sharing si è evoluto dalle sole soluzioni “station-to-station”, per offrire anche soluzioni flottanti in cui è possibile prelevare e lasciare l’auto sempre ed ovunque. Abbiamo anche assistito a una crescita delle soluzioni di car sharing peer-to-peer, in cui qualcuno affitta la propria auto personale ad altri, di solito attraverso una piattaforma informatica intermedia. Anche nel campo della mobilità aziendale abbiamo assistito, negli ultimi dieci anni, al lancio di soluzioni innovative che, sulla scia del boom della connettività, si integrano sempre di più con le soluzioni che caratterizzano il mercato dei privati, andando quindi a comporre un nuovo segmento che comprende il segmento business e quello consumer ed è chiamato Bleisure.

 

 

Il futuro della mobilità 

Quale sarà, allora, il futuro della mobilità aziendale? Secondo i dati elaborati da Global Business Travel Association il valore globale del business generato dalla mobilità per motivi di lavoro ha ormai superato stabilmente la soglia dei mille miliardi di dollari all’anno, a causa del numero crescente di viaggi d’affari, in particolare nei mercati emergenti. Crediamo che questo mercato stia per modificarsi e consolidarsi grazie a nuove soluzioni ed a nuovi protagonisti che portano nuove competenze. Il futuro della mobilità aziendale comporterà anche l’integrazione di diverse modalità di trasporto, fornendo servizi porta a porta e servizi per i dipendenti. Esistono alcune nuove piattaforme complete di integrazione della mobilità aziendale che mostrano il percorso esatto dall’ufficio alla destinazione ed il costo totale del viaggio (e i tempi) con diverse opzioni. E se il numero di fornitori aumenterà e la proposta diventerà veramente globale, questo sistema avrà un enorme potenziale per aumentare la comodità dei viaggiatori e l’efficienza della gestione aziendale degli spostamenti. 

 

Il panel dei servizi di mobilità aziendale 

Car sharing tradizionale, peer-to-peer car sharing, corporate car sharing, car pooling/ride sharing; ride hailing, micro mobilità, mobilità integrata e reportistica. Sono questi i servizi che dovrebbero far parte del portafoglio di un fornitore di servizi di mobilità. Le società di noleggio sono in prima linea nell’assistere le aziende nella gestione delle loro esigenze di mobilità, in particolare attraverso lo sviluppo di una gamma di nuovi servizi legati all’auto. Adesso sta alle aziende cogliere l’opportunità di impegnarsi per capire le opportunità di mobilità disponibili con l’obiettivo principale di guardare al futuro ed alle nuove strategie di mobilità per avere una visione equilibrata e di prospettiva e di conseguenza poter migliorare il piano di mobilità necessario per poter svolgere il proprio business. Al momento non esistono veri e propri provider di mobilità, ma le società di noleggio e le società IT hanno intrapreso un percorso di rinnovamento che le porterà ad essere protagoniste in questo nuovo mercato. Se continueranno su questa strada, questi due mondi avranno sempre più punti di contatto.