Dal Business Travel alla mobilità integrata

di Andrea Perugia

L’evoluzione del Business Travel e la sua trasformazione verso il concetto più allargato di mobilità integrata. Un settore in espansione che dopo un consolidamento a livello europeo sta iniziando a mettere basi più solide anche in Italia. Un modo sinergico ed intermodale di organizzare i viaggi d’affari, nel nome di efficienza, risparmio, comfort e ottimizzazione dei tempi.In alcuni Paesi d’Europa esistono aziende specializzate e vere e proprie piattaforme in grado di ottimizzare e pianificare nel dettaglio quella che comunemente viene definita come l’organizzazione di un viaggio d’affari. Stiamo parlando di Business Travel Management, un settore che negli ultimi anni ha subito una significativa evoluzione con importanti obiettivi di trasformazione verso un concetto più ampio, quello di mobilità integrata.

Intermodalità: questa è la parola chiave che riassume al meglio il concetto di integrazione di mobilità. In un’unica soluzione e con un utilizzo sinergico si sfruttano le infrastrutture disponibili per organizzare in maniera efficace tutti gli spostamenti. Dai treni, agli aerei, ai mezzi pubblici urbani ed extraurbani fino a passare ai taxi, alle vetture a noleggio e alla prenotazione di una sala per un meeting o una conferenza. Tutto per garantire nell’organizzazione di un viaggio d’affari efficienza, risparmio, comfort, ottimizzazione dei tempi. Un argomento attuale che ha trovato sviluppi interessanti in alcuni paesi europei, mentre pare essere ancora un fenomeno rallentato e di frontiera nel contesto italiano, che sconta vistose carenze infrastrutturali. “Il settore Business Travel – precisa Roberto Bacchi amministratore delegato di Carlson Wagonlit Travel, azienda leader nel settore del Business Travel – ha dimostrato ancora una volta la sua ‘sensibilità’ nei confronti dell’economia in generale, anticipando la ripresa, e sta registrando un trend di crescita consistente pur all’interno di un andamento non costante, influenzato da fattori sia politici che ambientali. La crescita, però, non è omogenea ma mostra differenti velocità a seconda delle aree geografiche: particolarmente dinamiche nella fase attuale il Far East (soprattutto Cina e India) e l’America Latina. Anche in Europa la crescita è soddisfacente”.

Mobilità integrata o integrazione di mobilità?
“Fare squadra” è un argomento di estrema attualità che è stato dettagliatamente discusso nel corso del Forum “Mobilità integrata o integrazione di mobilità: la nuova sfida”, organizzato proprio da Carlson Wagonlit Travel (CWT). Un evento che ha visto la presenza di oltre cento partecipanti tra direttori acquisti, travel manager, responsabili risorse umane e decision maker di prestigiose aziende italiane e multinazionali. “CWT si è già occupata in passato di mobilità integrata – ha proseguito Bacchi – analizzando l’integrazione tra differenti soluzioni di trasporto. Ora guarda al futuro e sta lavorando per capire come la concezione tradizionale di Business Travel possa evolvere in un concetto più ampio di mobilità e quali siano le aspettative del mercato su questo argomento. Al di là delle componenti classiche del Business Travel infatti, vi sono a nostro avviso altre aree – dai taxi e noleggi con conducente, dalle navette alle sale meeting, al fleet management – che possono essere integrati nel processo per riuscire a catturare maggiori efficienze”. A testimonianza del grande fermento che c’è attorno al settore della mobilità integrata sono stati anche resi noti i dati di un’indagine, realizzata da CWT, che ha coinvolto 80 aziende italiane e multinazionali con sede in Italia. Secondo i risultati della ricerca, le imprese mostrano grande interesse verso il tema della mobilità integrata: per il 20% degli intervistati si tratta addirittura di una priorità strategica, mentre il 42,5% ritiene che sia un argomento sempre più rilevante negli ultimi tempi. Tra i vantaggi ricercati dalle imprese al primo posto troviamo efficienza dei costi di trasferta e il risparmio di tempo (con il 29,69%) a seguire il maggior comfort (14,41%) e maggior velocità (10,92 %).

 

Il ruolo dei social network
Nel corso della ricerca è stato approfondito anche il ruolo giocato dalle piattaforme web 2.0 rappresentate dai social network. La possibilità di scambiarsi informazioni tra manager in maniera rapida ed interattiva viene considerato elemento importante e da non trascurare. Tra i social media più utili e gettonati al primo posto Facebook (con il 37,11 % dei gradimenti) e a seguire Linkedin (31,96 %) e Twitter (20,62 %). E quanto incidono innovazione tecnologia e nuovi media nello sviluppo del concetto di mobilità inetgrata efficiente? “Moltissimo – dice Bacchi di CWT -. Gli strumenti che possono rispondere alle esigenze di mobilità integrata sono un’area su cui abbiamo già investito da qualche tempo e stiamo continuando ad investire. Naturalmente però, la tecnologia non deve essere il fine, ma il mezzo per raggiungero l’obiettivo. I nuovi media e applicazioni mobile sono ormai qualcosa da cui non si può prescindere per rendere disponibile l’informazione al viaggiatore in qualsiasi momento”.

Esperienze dei protagonisti della filiera
A completare la presentazione dei dati dell’indagine sulla mobilità integrata è stata organizzata una tavola rotonda a cui hanno preso parte Fabio Massimo Piersantini, responsabile del team Business Travel di Finmeccanica Group Services; Massimo di Savino, global category manager di Unicredit; Andrea Solari, vice direttore generale e direttore relazioni strategiche e internazionali di Arval; Fabio Lazzerini, amministratore delegato di Amadeus e Loretta Bartolucci, direttore national program management & advanced client solutions di CWT Italia. Un tavolo di discussione per condividere le esperienze dei protagonisti della filiera, evidenziando il loro approccio alla mobilità integrata e i fattori comuni tra i diversi servizi integrabili. Inoltre, è stata esaminata l’importanza delle nuove tecnologie nell’implementazione di soluzioni di modalità integrata estesa e il ruolo strategico delle travel management company. Ne sono emerse interessanti riflessioni anche per quello che riguarda il coinvolgimento del car fleet management. Massimo di Savino ha illustrato i passi fatti da Unicredit nell’ambito della mobilità integrata. “Abbiamo integrato 22 paesi in Europa; già da cinque anni e mi è stato affidato l’incarico di seguire il BT in tredici di essi. Attualmente, poi, sono stato chiamato ad affrontare un’altra sfida: associare al Business Travel anche la gestione del car fleet management, identificando questi due aspetti in un’unica categoria con la definizione di mobility e cercando di uniformare le policy, con l’obiettivo anche di ridurre l’emissioni di CO2. Queste due aree di business, per quanto richiedano competenze differenti, hanno un obiettivo comune: far muovere i nostri dipendenti”. Proprio su quest’ultimo aspetto si è concentrato l’intervento di Andrea Solari di Arval. “Il primo punto di contatto tra le due aree – ha dichiarato – è la sostenibilità ambientale, un elemento chiave sia nelle travel policy che nelle car policy, mentre il secondo è quello legato alla tendenza all’outsourcing. Su questo tema si innesta poi un altro aspetto che unisce BT e fleet management, ovvero l’uso della tecnologia che gioca un ruolo importante nel sostenere i processi di esternalizzazione”. “Rendere l’esperienza di viaggio più agevole – ci dice in conclusione Roberto Bacchi – e confortevole per i clienti è una delle aree di sviluppo che abbiamo identificato e che deve, a nostro avviso, riguardare entrambi gli ambiti, Business Travel e Car Fleet Management. L’obiettivo è arrivare a un concetto di mobilità integrata in senso esteso. Si possono così ottenere vantaggi sia per le aziende che per il viaggiatore, consentendo da un lato più ampie possibilità per il controllo e l’ottimizzazione dei viaggi e dall’altro maggior velocità e comfort negli spostamenti”.

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