Dacia Duster: per un offroad intelligente

di Paolo Artemi

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Restyling e rapporto qualità- prezzo ancora più favorevole per il modello più venduto del Gruppo Renault. Il top di gamma del Suv di Dacia a 17.850 euro con trazione integrale. Telaio e cambio ne fanno un’auto ottima anche offroad. Dotazione di sicurezza adeguata. Particolarmente silenzioso l’abitacolo.

Varare una flotta aziendale all’insegna del low price è facile, fin troppo. Si individuano i prezzi di listino improntati al massimo ribasso, si contatta una qualche sorta di hard discount delle quattro ruote et voilà, ecco serviti manager e quadri intermedi con un bel risparmio. Ma ha senso veicolare l’immagine della propria azienda con vetture che sono solo lontane parenti dei concetti di tecnologia, sicurezza e comfort? Naturalmente no. Molto meglio, allora, pensare in termini di low cost, formula anglosassone che traduce con qualche lettera in meno, e dunque con il dono della sintesi, l’efficacissimo termine italiano «rapporto qualità/prezzo».

Restyling recente
Tra i modelli che calzano a pennello al profilo della tanta sostanza a costi assolutamente ragionevoli c’è la Dacia Duster, fresca di un intelligente restyling che ha interessato il muso e l’abitacolo e aumentato ancora di più il value for money. La cittadinanza è rumena ma il passaporto è francese, nel senso che si tratta di una realizzazione oltreconfine della Maison Renault-Nissan. Il prezzo d’attacco è di 11.900 euro, ma la versione più appetibile è la Laureate 4×4 1.5 dCi, quotata 17.850 euro.
L’esemplare protagonista della prova ha una livrea che ben si abbina alle forme tondeggianti di questo Suv dalle forti ambizioni fuoristradistiche lungo 4,3 metri, disegnato all’insegna della grinta, della solidità e del buon gusto. Una volta seduti al posto di guida si nota prima che la visibilità è buona in tutte le direzioni, poi che la plastica della plancia non è di quelle più lussuose, così come i pannelli delle portiere e gli inserti in finto legno.

Il volante, poi, si può regolare solo in altezza. Poco male: per auto come questa la sostanza conta più dell’apparenza, e il tutto ha l’aria robusta e, dunque, affidabile, mentre lo sterzo una volta in marcia si dimostra preciso e ben modulabile.

imageOn the road
Viaggiando a velocità da codice, ovvero a 90 all’ora sulle statali e a 130 in autostrada, si apprezzano gli sforzi degli ingegneri, che hanno messo un particolare impegno nella ricerca del massimo comfort, impegno che è concretizzato in particolare nella riduzione dei rumori che arrivano nell’abitacolo. L’azione si è svolta su più fronti, zittendo con vari interventi il rotolamento degli pneumatici, i fruscii aerodinamici e il motore. Viaggiando indisturbati in un’atmosfera senza fruscii, sibili, o rumori fastidiosi ci si può concentrare sui sistemi di sicurezza, che sono degni di una top price. All’Abs, infatti, si affianca l’Afu (acronimo di Assistance au freinage d’urgence), che aiuta a mantenere il controllo della traiettoria nelle frenate di emergenza e ottimizza la distanza di arresto, mentre il controllo elettronico della stabilità Esc si incarica di impedire gli slittamenti.
La ripresa e le accelerazioni sono di buon livello, grazie anche alla buona spaziatura dei sei rapporti del cambio manuale: per la classica prova da zero a 100 all’ora la casa dichiara un tempo di 12,9 secondi, che diventano 34,9 sul chilometro, sempre con partenza da fermo, facili da replicare a ulteriore dimostrazione della brillantezza di questo quattro cilindri a gasolio da 1.500 centimetri cubi e 110 cavalli, lo stesso scelto da Mercedes-Benz per la sua nuova Classe A.

imageAl benzinaio
Arriva il momento di fare gasolio. Qualche rapido calcolo ed ecco il responso: la Duster ha percorso circa 15 chilometri con un litro, che possono diventare un po’ di più se si guida pensando di avere il classico uovo sotto al pedale dell’acceleratore. La sosta dal benzinaio è comunque anche l’occasione per dare un’occhiata al bagagliaio. Lo spazio-base è di 400 litri e abbattendo gli schienali si può arrivare a quota 1.600, ottenendo un piano di carico praticamente piatto.
È arrivato il momento di porsi la classica domanda «guiderei quest’auto tutti i giorni?». La risposta è sì a patto, naturalmente, che non si appartenga alla categoria dei fashion victim a quattro ruote. Come dire che si deve essere disposti a sopportare qualche manchevolezza nella qualità dei materiali utilizzati per gli allestimenti interni e non si deve essere schiavi della nobiltà del marchio della vettura che si guida.

Serie speciali
Se, poi, cercate per le Duster della vostra flotta un tocco di esclusività puntate sulle serie speciali a tiratura limitata. Per il 2014 ne sono previste tre e per il momento è uscita la Brave, realizzata proprio su base Laureate 1.5 dCi 4×4. Gli esemplari destinati all’Italia sono 100 e il prezzo è fissato a quota 19.900 euro. Vi sembra poco low? Tenete presente che della dotazione di serie fanno parte, tra l’altro, il climatizzatore, il sistema Esp, i vetri elettrici sia anteriori sia posteriori, il volante in pelle, i fari fendinebbia e i sensori di parcheggio posteriori. All’esterno la Brave si riconosce dallo scarico cromato, dalle pedane laterali e dalle barre satinate sul tetto ma a renderla inconfondibile è soprattutto la pellicola in stile art mimetic applicata alla carrozzeria. Dentro, invece, si può usufruire della connettività Bluetooth, delle porte Aux e Usb e dei comandi al volante, tenendo sempre la situazione sotto controllo attraverso il navigatore satellitare che si interfaccia con guidatore e passeggeri attraverso uno schermo da sette pollici.

 

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La garanzia
Tornando alle Duster «normali», la Dacia offre una garanzia di tre anni o 100mila chilometri.
Meritano un discorso a parte, infine, le sospensioni. Gli ammortizzatori sono tarati in base a un ben riuscito compromesso, che garantisce il massimo comfort nella marcia su strada, ma anche buone performance nelle escursioni su fondi sconnessi. Non vi basta ancora? Le auto che vengono dall’est vi fanno ancora scattare il ricordo di quelli di Croda, l’immaginario Paese prototipo dei regni del socialismo reale, e della loro Skoda? Dimenticate le gag dei gemelli Ruggeri e fidatevi di chi vi ha preceduto nella scelta di una Duster, ovvero dei 376.672 automobilisti che l’hanno scelta nel solo 2013, facendone il modello più venduto dell’intero gruppo Renault e portando la produzione di questo Suv oltre il milione di esemplari. E se state pensando che noi italiani in campo automobilistico non siamo di bocca buona come altri popoli europei deviate le vostre elucubrazioni sui 50mila connazionali che guidano con soddisfazione una Duster. In estrema sintesi: perché farsi scappare una delle rare occasioni in cui la globalizzazione a quattro ruote può giocare a nostro favore?