Dacia, con Duster dice addio al low cost

di Simonluca Pini

Nata come Suv economica per antonomasia, la Dacia Duster è stata in grado di rinnovarsi radicalmente seguendo le richieste del mercato. Se da una parte ha mantenuto un listino che non trova concorrenti nel panorama degli sport utility vehicle, dall’altra la seconda generazione di Duster ora è più sicura, comoda ed introduce diverse novità per il marchio di proprietà del Gruppo Renault come il climatizzatore automatico e sistemi di sicurezza e ausilio alla guida.

 

 

Salto di qualità

Rispetto alla precedente generazione il salto estetico è notevole, a partire dalle linee meno squadrate e da una dotazione che comprende accessori come le luci diurne a Led e i cerchi in lega da 17 pollici. Il netto salto in termini qualitativi e dinamici metterà la nuova Duster al centro delle attenzioni di molti fleet manager; non è facile, se non quasi impossibile, trovare un suv 4×4 con cambio automatico praticamente full optional a meno di 20.000 euro. 

 

A bordo

A bordo il salto qualitativo è evidente partendo dal volante multifunzione fino ai tasti “a pianoforte” sulla plancia. Lo schermo touchscreen, ora posizionato più in alto e orientato verso il conducente, è di facile utilizzo e permette di visualizzare un lungo elenco di informazioni a partire dai consigli per ottimizzare la guida riducendo i consumi. Nuovi anche i sedili, con seduta allungata e migliorati sul fronte del contenimento laterale. Il volante multifunzione include i comandi del cruise control, la leva del cambio è più corta e al centro della strumentazione troviamo un nuovo schermo TFT. A bordo anche in cinque lo spazio è più che soddisfacente, con una capacità di carico da 478 l per la versione 4X2 e di 467 l per la versione 4X4. Il volume massimo, con la panca posteriore ripiegata, arriva invece a 1.623 litri. L’attenzione alla funzionalità è sottolineata dall’elevato numero di portaoggetti, tra cui il cassetto sotto il sedile del passeggero, per una capacità totale di oltre 30 litri. 

 

 

Su strada 

Protagonista della nostra prova su strada è la versione spinta dalla motorizzazione a gasolio EDC da 110 cavalli, abbinata alla trasmissione a doppia frizione a sei rapporti e trazione anteriore. Durante i primi chilometri abbiamo la conferma del grande lavoro fatto sotto il profilo dell’insonorizzazione. I tecnici Dacia parlano di una riduzione del rumore del 50%, merito del maggiore utilizzo di materiali fonoassorbenti tra vano motore e abitacolo. Oltre alla riduzione dei decibel la Duster si fa apprezzare per il nuovo sterzo ad assistenza elettrica, in grado di ridurre lo sforzo del 35% durante le manovre a bassa velocità e diventare più duro all’aumentare dell’andatura. Questo si traduce in piacere di guida totalmente nuovo per la crossover rumena, con una precisione tra le curve mai vista in passato. Sul fronte dei consumi il propulsore diesel da 110 cavalli si conferma una delle migliori proposte sul mercato per ridurre al minimo le soste dal benzinaio. Guidando in maniera attenta siamo riusciti su un misto oltre 18 km/l, mentre in autostrada si riesce ad arrivare a quasi 20 chilometri con un litro di gasolio. 

 

Baby fuoristrada 

La nuova Duster conferma buone doti in fuoristrada. Ora l’elettronica facilita i passaggi più impegnativi, grazie al sistema di assistenza Hill Descent Control capace gestire in totale autonomia il freno e la velocità nelle discese più impegnative. Per attivarlo all’inizio della discesa è sufficiente mettere il cambio in folle e lasciare il pedale del freno. Se si vuole aumentare la velocità basta premere il pedale del gas e per ridurre il limite massimo schiacciare il pedale del freno. Nei passaggi più complicati il 4×4 Monitor integrato nel Media Nav viene in aiuto indicando dati come gli angoli di rollio e beccheggio, mentre le quattro telecamere del sistema MultiView Camera che permette una visione a 360 gradi attorno alla vettura e passaggi, o parcheggi, al centimetro. 

 

 

Benzina, gasolio e gpl

Partendo dalle motorizzazioni a gasolio, oltre al 1.5 dCi da 110 cavalli disponibile con cambio manuale, automatico o manuale 4×4, arriverà la versione da 90 Cv 4×2. Per quanto riguarda le versioni a benzina si potrà scegliere tra il 1.6 SCe da 115 cavalli, in versione due o quattro ruote motrici, e SCe con impianto a Gpl sempre da 115 Cv con trazione anteriore e cambio manuale. La versione a gas può rappresentare una valida alternativa al diesel in caso di percorsi prettamente urbani. Passando al listino si parte dall’allestimento Access con un prezzo di partenza di 11.900 euro nella motorizzazione a benzina 1.6 SCe 115CV 4×2, che si arricchisce di luci a LED diurne, airbag a tendina, limitatore di velocità e assistente di partenza in salita. Passando per gli allestimenti Essential e Comfort si arriva al top di gamma Prestige che parte da un listino di 15.300 euro sempre per il benzina 1.6 SCe 115 4×2. Per il fleet manager che cerca una versione full optional ma dai costi contenuti di utilizzo è consigliabile la motorizzazione 1.5 dCi da 110 cavalli con cambio EDC, trazione anteriore e allestimento Prestige commercializzata a 17.300 euro. 

 

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