Da Monza segnali di ripresa

di Gian Primo Quagliano

Quagliano2_thumb.jpgDopo il successo di Fleet Manager Academy di primavera, che si è tenuto a Roma il 13 marzo, il mondo delle auto aziendali è chiamato ad un appuntamento che di anno in anno sta diventando sempre più importante: Company Car Drive 2014. L’evento si svolgerà all’Autodromo di Monza e darà ai fleet manager la possibilità di provare sulla mitica pista di Formula Uno (e su altri tre percorsi) un numero di modelli di auto ancora maggiore di quello già molto elevato dell’edizione 2013. Alla partecipazione ancora più convinta delle case auto, riteniamo vi sarà una risposta del tutto adeguata dei fleet manager, che a Monza non troveranno soltanto molte più auto da provare, ma anche occasioni di formazione e informazione, come Beatrice Selleri illustra in questo numero. Il successo che si profila per Company Car Drive 2014 è anche un elemento che induce a ritenere che l’inversione di tendenza nelle vendite, non solo di autovetture, ma anche di veicoli commerciali e industriali e di moto verificatasi a cavallo far il 2013 e il 2014 è destinata a consolidarsi ed anche ad intensificarsi se finalmente pure in Italia prenderà corpo la ripresa dell’economia. Da Company Car Drive 2014 viene un segnale che induce a ritenere possibile la ripresa del settore auto. Occorre però che il Governo, adottati i provvedimenti più urgenti, porti la tassazione sull’auto aziendale su standard europei.
[adrotate group=”3″]I provvedimenti adottati dal Governo vanno sicuramente nella direzione giusta. Mettere più soldi nelle buste paga è la soluzione più sicura (oltre che più equa) per far ripartire i consumi e con questi l’economia. Noi e il nostro Centro Studi Promotor lo affermiamo da molti anni e ci fa indubbiamente piacere che finalmente ci sia un Governo che pensa che dalla grave crisi apertasi nel 2008 si esca soprattutto ridistribuendo una quota della ricchezza che si è troppo concentrata negli anni che hanno preceduto la crisi.

Detto questo, non possiamo però dimenticare che anche l’Esecutivo in carica ha fin qui dimostrato di essere del tutto sordo alle istanze del settore dell’auto, che ha certamente bisogno di un trattamento fiscale meno discriminatorio e meno lontano dagli standard degli altri Paesi avanzati. E questo vale soprattutto per l’auto aziendale anche se, come osserva acutamente Stefano Sirocchi nell’intervista che pubblichiamo in questo numero, nonostante le vessazioni del fisco, l’auto in benefit resta una soluzione molto conveniente sia per le aziende che per i dipendenti che ne usufruiscono. Citato Stefano Sirocchi, dobbiamo subito chiedere venia agli altri autori di questo numero che è particolarmente ricco e che tra l’altro porta in regalo ai lettori la nostra più recente fatica: l’albo dei fornitori delle flotte aziendali.

Gian Primo Quagliano

direttore responsabile