Crescono i listini del nuovo e la domanda di usato

di Giorgio Costa

Il mercato delle auto nuove mantiene un buon ritmo di crescita e le case produttrici (non tutte nella stessa misura) ritoccano i listini. Quindi tornano a salire i listini delle auto nuove, come mettono in luce i valori riportati dall’analisi di DAT-Italia, società leader in Europa nel settore automotive, che conferma che nell’ultimo anno c’è stata un’apprezzabile ripresa dei prezzi delle auto nuove. Si tratta di una probabile reazione al leggero incremento delle immatricolazioni dopo la caduta libera degli ultimi anni. Del resto, il mercato auto in Italia a maggio 2017 è tornato a salire, dopo la flessione accusata ad aprile, dovuta principalmente ai troppi giorni festivi. 

 

 

Treno in crescita

Le immatricolazioni di auto nuove in Italia a maggio sono state 204.113, pari ad una crescita dell’8,2% in più rispetto allo stesso mese del 2016, secondo i dati diffusi dal ministero dei Trasporti. Il superamento delle 200.000 unità in maggio non accadeva dal 2008 e per quanto riguarda l’andamento del mercato auto in Italia da gennaio a maggio 2017, la crescita è stata pari all’8,1% e ha portato a quota 877.156 il numero di immatricolazioni. Da sottolineare, però, che la crescita è tutta frutto delle società, sia nelle vendite (+36,8% nei primi 5 mesi 2017) sia nei noleggi a lungo termine (+15,1%). Le immatricolazioni ai privati, invece, sono in calo dell’1,3% a dimostrazione del fatto che le difficoltà economiche delle famiglie sono ben lontane dall’essere superate. Dai dati dell’analisi DAT-Italia emerge che in alcuni casi gli aumenti di listino siano stati superiori al 5% (Ford Mustang guida i rincari oltre il 9%, seguono DR Zero, Toyota Aygo e Mini). Ma ci sono anche casi “virtuosi”, come quello della Ford Fiesta e dell’Opel Astra che hanno diminuito i prezzi mentre Fiat con il modello Tipo limita la crescita al 2,6 per cento. 

 

Focus usato 

L’inversione di tendenza dei listini deve in ogni caso far riflettere perché in altre occasioni DAT-Italia aveva evidenziato come questi incrementi avessero portato ad una stagnazione nella vendita di veicoli nuovi. Inoltre, i dati del 2016 ci dicono che gli scambi di veicoli usati (al netto delle minivolture) sono circa il doppio delle immatricolazioni. E questo significa che sono ancora molti coloro che trovano i prezzi delle auto nuove troppo alti per il proprio livello di reddito. Tanto che, per i privati, al crescere delle compravendite dell’usato fa da contraltare la flessione sul “nuovo”. “Prima di aumentare i prezzi – rileva Antonio Coppola, direttore generale DAT-Italia – bisognerebbe verificare se realmente la crisi si sta concludendo e fare i conti con l’effettivo credito al consumo per le famiglie. Se l’usato è ancora doppiamente appetibile rispetto al nuovo vuol dire che c’è ancora da lavorare. Nei prossimi mesi in ogni caso vedremo se la promessa crescita economica premierà anche la politica degli aumenti”.