Cosa bolle nella pentola dell’auto verde?

di Piero Evangelisti e Gennaro Speranza

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Scegliere un parco auto “verde”, oggi, è divenuta un’opzione più comune per le imprese. Molte sono le ragioni che spingono i fleet manager a introdurre auto ad alimentazione alternativa nella propria flotta: su tutte, i minori costi di esercizio e una maggiore attenzione alla riduzione delle emissioni sia di anidride carbonica sia delle sostanze nocive contenute nei gas di scarico. Per le aziende avere vetture ecologiche significa assolvere al loro dovere di salvaguardia dell’ambiente e avere anche un tornaconto economico. Il motivo? Con l’auto verde si riesce a tagliare una percentuale rilevante di costi derivanti dal consumo di carburante. Ciò implica anche un buon investimento per l’azienda, un fattore da non sottovalutare soprattutto in periodo di crisi. Per queste ragioni, ogni fleet manager è molto attento al binomio ecologia-risparmio quando deve rinnovare parco aziendale, senza ovviamente rinunciare a qualità e prestazioni. Ma quali sono oggi le principali novità del mercato “verde” dell’auto? Qual è l’impegno da parte dei costruttori per favorire la crescita delle motorizzazioni ecologiche? Partiamo da chi punta prima di tutto sull’elettrico.

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“L’auto elettrica è una scelta vincente per i fleet manager che puntano al risparmio energetico e economico”, dichiara Alberto Sabatino, Corporate Sales Manager di Nissan Italia”, e la Leaf è l’auto elettrica già venduta in oltre 100mila esemplari. Ha un’autonomia di 199 km e i tempi di ricarica possono scendere fino a 30 minuti per raggiungere l’80% della capacità delle batterie,; la ricarica totale costa meno di tre euro”. “Una recente indagine ha provato che tra le priorità dei gestori delle flotte c’è oggi il rispetto dell’ambiente”, prosegue Sabatino, “insieme al contenimento del Tco, la sicurezza la facilità di manutenzione e il valore d’immagine. Nissan Leaf risponde a tutte queste esigenze primarie della clientela business”.

Renault
Alleata di Nissan, la Casa della Losanga può già contare su una gamma a emissioni zero Z.E. che, come spiega Fabrizio Piastra, Fleet Division Director, “va dall’urban crosser Twizy alla compatta Zoe, dal Kangoo alla berlina Fluence. Con le aziende ci siamo mossi presto e nel 2010 e 2011 abbiamo concluso il programma E-Moving destinato a fare conoscere i vantaggi della mobilità elettrica agli operatori business, un invito a provare i nostri mezzi per verificare sul campo le infrastrutture di ricarica”. Ma i costi? “Abbiamo predisposto il business model “buy lease”, precisa Piastra, “che prevede l’acquisto della vettura e la locazione delle batterie che diventa una garanzia illimitata sulla loro perfetta efficienza”.

PSA Peugeot Citroën
“Il Gruppo PSA è per tradizione sensibile alla mobilità ecocompatibile” esordisce Angelo Simone, direttore flotte e remarketing di PSA Peugeot Citroën, “e siamo stati fra i primi a proporre due elettriche 100%: Peugeot iOn e Citroën C-Zero, due citycar che con un’autonomia di 150 km consentono di muoversi tranquillamente nelle aree metropolitane. Già da tre anni mettiamo a disposizione delle aziende orientate verso la mobilità green un servizio di consulenza specifica”. Perché un’azienda dovrebbe scegliere auto elettriche? “Per molte ragioni”, dichiara Simone “come la possibilità di noleggi più lunghi grazie alla manutenzione ridotta, meno frequente e meno costosa. E poi perché le elettriche possono circolare senza pedaggi nelle Ztl delle grandi città e usufruiscono di parcheggio gratuito. Sono risparmi che vanno ad aggiungersi a quelli derivanti dai consumi di energia elettrica. Noi ci crediamo e alle piccole si aggiungono adesso i commerciali Peugeot Partner e Citroën Berlingo”.

Opel
Un’alternativa alle elettriche pure sono le auto elettriche ad autonomia estesa, “come la Ampera che Opel ha introdotto sul mercato nel 2011, un’auto che”, come spiega Hendrik Balters, Fleet manager di GM Italia, “elimina l’ansia da batterie scariche con una tecnologia che comprende un motore termico che entra in funzione alimentando il motore elettrico quando la carica delle batterie si sta esaurendo: complessivamente Ampera ha un’autonomia di 500 km. In aziende e società di noleggio, alle quali offriamo i test drive, il giudizio è molto positivo anche se per ottenere un TCO vantaggioso ci vorrebbero agevolazioni a livello governativo”.

Volkswagen
“L’offensiva di Volkswagen nella mobilità elettrica parte in estate con l’arrivo della e-up!”, conferma Fabio Leggeri, Responsabile flotte di Volkswagen Italia, “una citycar che ha un’autonomia di 160 km che promuoveremo attraverso i nostri Top Client con il noleggio a lungo termine dove siamo leader da molti anni”. Ma quale ruolo può avere in un’azienda un’auto elettrica come e-up! “Al momento i fleet manager considerano un’elettrica come job car”, spiega Leggeri, “una vettura da destinare esclusivamente all’utilizzo lavorativo in ambito urbano sfruttando la libertà di accesso ai centri storici e ai parcheggi gratuiti. Perché le elettriche divengano protagoniste è indispensabile creare adeguate infrastrutture per la ricarica”.

Toyota
“La difficile congiuntura economica – dice Mariano Autuori, Fleet Senior Manager di Toyota – impone di effettuare scelte efficienti sotto tutti i punti di vista, come le auto a basso impatto ambientale: consumi contenuti, bassi costi di gestione e alto valore residuo. La risposta è la tecnologia ibrida di Toyota che ha già fatto risparmiare a livello mondiale 41 milioni di tonnellate di CO2 e 15 miliardi di litri di benzina”. “Il nostro impegno – continua Autuori – è testimoniato da una intera gamma di vetture ibride: dalla city car Yaris Hybrid alla media Auris, fino alla Prius, un’intera famiglia di auto dove spicca la Prius Plug in. Inoltre c’è Lexus, l’unico marchio Premium a proporre una gamma 100% hybrid”.

Fiat
La capo-gruppo del nuovo FCA punta tutto sui carburanti alternativi come il metano dove è leader europea. “Da sempre siamo in prima fila nella ricerca di soluzioni innovative per la mobilità sostenibile”, sottolinea Enrico Atanasio Head of Fleet & Used Cars del Gruppo Fiat, “proponendo soluzioni concrete alla portata di tutti: motori per l’utilizzo di energie alternative come gpl e metano e applicazioni che aiutano ad avere uno stile di guida maggiormente responsabile ed eco-compatibile (eco:Drive, ad esempio, consente al fleet manager di monitorare la sua flotta e ridurre le emissioni e i consumi del suo parco auto fino al 16%).

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Seat Leon TGI 5

Seat
In Seat l’approccio ambientale è ad ampio raggio. “Con Seat for Business – dice Vincenzo Vavalà, direttore vendite Seat Italia – cerchiamo di spingere sul concetto di downsizing intelligente, ben rappresentato dai nuovi propulsori a metano su Mii e Leon: costi al km molto contenuti e un serbatoio di riserva per viaggiare a benzina qualora fosse necessario. Inoltre, i nostri modelli sono dotati della più avanzata tecnologia del Gruppo VW come l’iniezione diretta o il sistema start/stop. Per razionalizzare i costi proponiamo alle aziende il programma di assistenza LongLife con intervalli di manutenzione stabiliti in funzione dei diversi stili di guida”.

Audi
Anche Audi ha cominciato a dimostrare interesse per il metano confermato dall’uscita della nuova A3 Sportback g-tron, la prima Audi a motorizzazione metano/benzina. “Tuttavia – segnala Alberto Cestaro, responsabile flotte Audi Italia – rimane un po’ di perplessità legata alla capillarità dei distributori e alla gestione della vettura a metano all’interno delle car policy. È quindi necessario affiancare i fleet manager nell’analisi del TCO e dei benefici che l’introduzione di modelli a metano può portare all’aziende. Ma quest’anno proporremo anche la nuova A3 e-tron, la nostra prima ibrida plug-in che unisce i vantaggi di un motore tradizionale a quelli della trazione elettrica, rispecchiando il tipico approccio Audi alla mobilità, vale a dire senza compromessi in fatto di piacere di guida”

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Skoda Octavia Wagon GreenLine

Skoda
“Il nostro marchio risponde efficacemente alla richiesta di una mobilità ecosostenibile – afferma Marco Fini, coordinatore grandi acquirenti della Casa – proponendo per ogni suo modello una variante GreenLine che riesce ad abbattere i consumi fino a circa il 15% rispetto alla versione standard. Per il mercato delle flotte, esistono versioni GreenLine per i principali modelli e, in un’ottica di alimentazioni alternative, esiste poi la versione a metano della piccola di Casa, la Citigo, agile e pratica nel traffico intenso e dai consumi più che contenuti (4,4 l/100 km). Anche Octavia sarà presto disponibile con questa alimentazione”.

Mazda
“Per il mercato delle flotte – dichiara Massimiliano Giotti, Fleet & Remarketing Manager di Mazda – rispondiamo alle esigenze dei fleet manager con una gamma al vertice delle prestazione ecologiche: per esempio il nostro SUV CX-5 ha emissioni di CO2 pari a 119 gr/km, 104 g/km la Mazda6 . Bisogna essere concreti, avere risposte per oggi, l’auto elettrica, per esempio, richiede ancora dei tempi di ricarica troppo lunghi, e a condizioni particolari, e poi le infrastrutture non la rendono appetibile per un uso business. Noi di Mazda pensiamo che l’elettrico sia una soluzione solo nel lunghissimo periodo”.

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Mercedes Classe C

Mercedes-Benz
“La sfida ecologica di Mercedes si sviluppa attraverso tre fasi successive”, spiega Massimiliano Gardoni, Fleet Manager Mercedes-Benz Italia,” miglioramento dei propulsori a combustione interna benzina e diesel, introduzione di diverse soluzioni di ibrido (Classe E e Classe S in versione hybrid e in estate il diesel-ibrido arriverà anche sulla nuova Classe C. La terza ed ultima fase è rappresentata dall’automobile a zero emissioni di cui la Smart Electric Drive è la nostra ideale ambasciatrice nella mobilità urbana. Per comprendere i risparmi consentiti dai modelli a propulsione alternativa decisivi sono i nostri Key Account Manager specializzati nella vendita al mondo business”.

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Kia Soul EV

Kia
Sempre più all’insegna della sostenibilità è il futuro del marchio Kia. Alessandra Santoro, Fleet & Remarketing Manager di Kia, sottolinea l’impegno della Casa coreana attraverso la tecnologia GPL ad iniezione diretta che, grazie a modelli come Sportage ECO-GPL, Cee’d e Venga, offre un panorama interessante per gli utenti business che si pongono l’obiettivo di abbattere i consumi della loro flotte e ridurre le emissioni di CO2. “Dando poi uno sguardo al medio termine – dice Santoro – siamo in procinto di presentare ai mercati la Soul elettrica, in grado di garantire ben 200 km di autonomia. A nostro avviso, elettrico e ibrido saranno il futuro della mobilità pulita e andranno ad aggiungersi alla nostra già esistente gamma Gpl”.

 

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Ford C-Max Energy

Ford
Grande è l’impegno nel campo delle propulsioni alternative da parte di Ford. La Casa americana, dopo il lancio della Focus Electric, proporrà nel corso del 2014 C-MAX Energy, ibrida plug-in, e la prossima generazione di Mondeo, che sarà disponibile anche in versione ibrida. “Questa gamma – spiega Fabrizio Quinti, Fleet & Remarketing manager di Ford – ci permetterà di mettere a disposizione dei clienti tutte le tecnologie alternative a bordo di modelli del segmento C e CD. Inoltre abbiamo la gamma ECOnetic, con cui siamo in grado di proporre alle aziende una valida alternativa all’ibrido in termini di consumi ed emissioni, e, quindi, di costi. Attualmente la gamma è composta da Fiesta, Focus e Mondeo (4/5 porte e wagon). A queste si è appena aggiunta la Focus EcoBoost 1.0 a 3 cilindri 100 cv, la prima ‘family car’ non ibrida a benzina a portare le emissioni di CO2 a soli 99 g/km ( 4,3 l/100 km)”.

 

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Hyundai ix35 Fuel Cell

Hyundai
“Per Hyundai,” spiega Marone Vallesi, Fleet Director della filiale italiana, “ sono tre i pilastri della mobilità green per le flotte: le tecnologie BlueDrive, la gamma Hyundai Econext GPL e la scommessa sull’alimentazione a idrogeno in Europa. La prima è volta a minimizzare l’impatto ambientale dell’auto, grazie a specifici allestimenti come gli pneumatici con ridotta resistenza al rotolamento e i sistemi Start & Stop. Econext identifica la gamma GPL (composta da i10, i20, ix20 e i30). Ma la mobilità del futuro è a idrogeno: Hyundai infatti è il primo Costruttore al mondo ad aver avviato l’anno scorso la produzione in serie di un veicolo a idrogeno: la ix35 Fuel Cell, il risultato di 14 anni di studi e ricerche sull’alimentazione a idrogeno con sistema di celle a combustibile. I primi esemplari sono già a disposizione di alcune flotte in Europa”.