Coronavirus, cosa chiedono i fleet manager per ripartire

di Vincenzo Conte

In questo periodo di emergenza, la mobilità si è praticamente azzerata e quindi anche le flotte aziendali sono, per la maggior parte, ferme. Rinnovi, acquisizioni e molte altre attività normali per chi si occupa di flotte sono state rimandate.

Cosa pensano i fleet manager di questa situazione? Come la stanno vivendo? Quando sarà il momento di ripartire cosa bisognerà fare per ridare slancio al mercato? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro. Ecco quello che ci hanno detto.

Robert Satiri (Colacem): “Necessaria chiarezza sui tempi per ripartire”

“La nostra attività lavorativa è molto rallentata; in questo momento il compito dei fleet manager si riduce alla gestione dell’ordinario. Per il resto attendiamo l’evolversi della situazione. Adesso le consegne di nuovi veicoli alla nostra flotta sono ferme e anche i nuovi ordini di auto e mezzi pesanti sono pressoché sospesi. Questa situazione si va a inserire in un momento che era già di per sé particolare, con una importante transizione energetica in atto. Per certi versi questa pausa forzata delle attività potrà dar modo ai protagonisti di questo comparto di fare le riflessioni necessarie per allineare i nuovi prodotti alle necessità degli utenti, ed in particolare a quelle della mobilità aziendale”.

“I fleet manager poi, alla fine di questo periodo, dovranno necessariamente rivedere car policy e car list, anche sulla base della disponibilità sul mercato di nuovi modelli, cosa non scontata visto che gli impianti di produzione delle case auto stanno chiudendo. Sarebbe opportuno, a questo proposito, fare chiarezza sui tempi necessari, alla fine della crisi, per recuperare una situazione di normalità, al fine di poter adeguare di conseguenza le attività della flotta”.

Alessandro Benoldi (Cedacri): “Ci sarà un problema per la consegna di nuove auto”

“Da un lato le aziende hanno incrementato quanto più possibile lo smart working, mentre dall’altro fra le case automobilistiche regna l’incertezza sulle prospettive che ci attendono, vista anche la chiusura degli impianti di produzione. In questo quadro le attività delle flotte sono sospese, ed in particolare, nel nostro caso, il 98% delle trasferte sono state annullate. Noi abbiamo agito con grande prontezza, vietando ai nostri dipendenti l’utilizzo di mezzi pubblici e il car sharing e incoraggiandoli a lavorare il più possibile da remoto. In concerto con le società di noleggio con cui lavoriamo abbiamo solo due servizi ancora attivi: l’auto sostitutiva e il soccorso stradale. Per il resto sia i ritiri sia le consegne di nuove auto sono bloccati”.

“Prima dell’arrivo di questa tempesta eravamo partiti con un progetto per il rinnovo della car list in senso ecologico, progetto che adesso è fermo. Abbiamo pensato che per far fronte alla carenza di nuove auto da dare in assegnazione al termine di questo periodo di fermo, utilizzeremo per questo scopo le auto che attualmente sono in pool. Stiamo inoltre prendendo informazioni sulla tecnologia delle lampade a produzione di ozono per sanificare la auto dopo questo fermo. Alla fine di questa emergenza la tendenza generale sarà di procedere per quanto possibile con la proroga dei noleggi in corso, cercando di non sforare il limite chilometrico. Per il prossimo anno vedo sicuramente un problema per la consegna di nuove auto, vista l’interruzione delle linee di produzione”.

Domenico Santoro (Risto3): “Car list e programmi di rinnovo da rivedere”

“L’azienda per cui lavoro è attiva nel campo della ristorazione collettiva per il settore scolastico, quello aziendale e quello sanitario. Il ramo di attività per il settore scolastico e per quello aziendale è fermo, mentre continua ad essere attivo quello per il settore sanitario. Per questo motivo circa il 50% della nostra flotta, che è composta da veicoli commerciali, è ancora in attività. Ogni nostro veicolo è assegnato ad un solo driver, e nel caso in cui dovesse esserci un cambio di driver abbiamo stabilito di procedere alla sanificazione del veicolo prima che il nuovo driver possa subentrare”.

“Nel 2019 noi abbiamo rinnovato circa la metà del nostro parco circolante. Intendevamo proseguire in questa direzione anche nel 2020, ma al momento, per ovvi motivi, siamo completamente fermi. Alla fine di questa emergenza dovremo quindi rivedere le car list e i programmi di rinnovo dei veicoli in flotta, cercando di prorogare per quanto possibile i contratti in essere”.