Contrordine: incentivi anche alle flotte

di Vincenzo Conte

Per una volta le pressioni degli attori del mondo automotive hanno avuto un effetto positivo. Bene, ma si può fare molto di più

Per una volta l’azione congiunta degli attori del mondo automotive (ed in particolare di Unrae e Aniasa) ha ottenuto gli effetti sperati. A inizio agosto, in piena ondata di calore e con le spiagge piene, è giunta infatti la notizia, che molti nel settore automotive aspettavano con ansia, dell’approvazione di una norma che allarga la platea dei beneficiari degli incentivi all’acquisto di veicoli a basse emissioni alle società di noleggio a lungo termine e alle flotte aziendali, finora escluse per motivi di budget, soggetti che rappresentano il traino indiscusso della transizione ecologica nel mercato auto. Viene così sanato anche il vulnus che discriminava senza motivo gli automobilisti, in base alla modalità scelta per acquisire una vettura incentivabile.

Positivi i commenti delle associazioni di settore, che avevano lavorato per raggiungere questo risultato. “Desideriamo ringraziare il Ministro Giorgetti, il Mise e il Governo – commenta Unrae – per aver accolto il nostro appello con un intervento che va nella giusta direzione per il buon funzionamento dell’ecobonus. Grazie a questa misura si garantirà finalmente il pieno utilizzo dei fondi a disposizione e si scongiurerà un residuo a fine anno di oltre 300 milioni di euro. Ci auguriamo che i tempi tecnici di attuazione del provvedimento siano ridotti al minimo per evitare un rallentamento eccessivo del mercato delle flotte”. “L’inclusione del noleggio tra i beneficiari degli incentivi auto messi in campo dal Governo – sottolinea Alberto Viano, Presidente di Aniasa – costituisce una concreta spinta verso la transizione ecologica del nostro parco circolante e riduce la situazione di discriminazione prevista dalla normativa nella sua versione iniziale. Attendiamo ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto che segnerà l’effettiva entrata in vigore degli incentivi”.

Nei mesi scorsi le associazioni avevano invitato il Governo a rivedere la propria posizione iniziale, evidenziando il ruolo decisivo del comparto del noleggio nella diffusione di veicoli a basse emissioni: il settore immatricola il 47% delle vetture ibride sul mercato e il 29% delle elettriche. Senza contare il fatto che le flotte aziendali a noleggio svolgono oggi un ruolo fondamentale nel supportare il rinnovo del parco circolante (la vita media dei veicoli a noleggio è pari a 4 anni contro un’età media del parco circolante di 11,8 anni) e nell’immettere in circolazione vetture usate di ultima generazione, economicamente accessibili. Non meno importante è la notizia dello stanziamento di un fondo da 40 milioni di euro per il bonus all’acquisto e alla messa in posa di infrastrutture di ricarica all’interno di condomini, nel limite di 1.500 euro per singolo punto di ricarica e 8.000 per edificio.

Lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica private è assolutamente fondamentale per il decollo della mobilità elettrica, ancora molto arretrata nel nostro Paese. Al di là di queste positive notizie, il settore dell’auto aziendale soffre ancora, così come quello dell’auto in generale, delle debolezze che lo hanno caratterizzato negli ultimi tempi: crisi di prodotto, allungamento dei periodi di utilizzo, difficoltà nella sostituzione delle auto giunte a fine ciclo di vita, ecc. Di contro sono in rampa di lancio un numero sempre più elevato di interessanti soluzioni a 360° per una mobilità che vada oltre l’automobile e che includa servizi all’avanguardia, puntando su intermodalità e sostenibilità.