Continental, dai pneumatici alla guida autonoma. Intervista ad Alessandro De Martino, AD di Continental Italia (2^ parte)

di Gianni Antoniella

D’accordo, questo domani, ma oggi Continental che cosa propone?

“Al momento cerchiamo di offrire ai nostri clienti un modo intelligente di usare l’auto. Per esempio, per quel che riguarda le flotte, abbiamo prodotti per la gestione. Ma non ci fermiamo qui. Oggi stiamo approcciando il mondo flotte anche come player che offre servizi a tutto tondo. Il mondo delle flotte sta cambiando anche perché è diverso l’uso che si fa della vettura. Si può pensare che nel prossimo periodo la gestione delle flotte sarà sempre più professionale e strutturata all’interno di contratti di fornitura e poco sarà lasciato all’iniziativa del singolo. Faccio un esempio. I veicoli che fanno parte delle flotte per il car sharing hanno bisogno di programmi di gestione particolari viste le esigenze di chi guida e di chi gestisce il parco. Il rapporto del driver con la vettura è puramente utilitaristico, non sa e non gli interessa sapere come è attrezzato quel veicolo. Chi ha il compito di organizzare questa flotta, invece, si trova a fare i conti con una gestione che deve creare margini positivi e quindi deve cercare le opzioni più convenienti. Ecco che noi di Continental offriamo, tra il molto altro, anche la gestione dei pneumatici e siamo convinti di poter essere competitivi economicamente anche su questo piano“.

Ma non vi sembra che un’eccessiva razionalizzazione delle attività umane potrà creare disagi anche importanti agli individui?

“Non è un problema da poco. Lo sappiamo benissimo. Le novità che si stanno inseguendo e stanno cambiando la nostra vita sono a volte troppo veloci per essere metabolizzate correttamente. La forte razionalizzazione economica non può prescindere dal dato etico e sociologico. Un esempio classico è la scatola nera imbarcata sulle auto di flotta. Le resistenze che si sono incontrate sono comprensibili anche se non sono molto logiche. Oggi tutti noi abbiamo in tasca un telefonino, uno smartphone. Ebbene il flusso di dati, anche personali, che questo device trasmette continuamente non crea allarme nella società. Nessuno si lamenta di essere tracciato costantemente. Al contrario, in molti si sono opposti al fatto che l’auto guidata potesse essere tracciata… anche se un veicolo può raccontare solo una parte (e neanche tanto grande) della vita di chi la utilizza. Bene, per affrontare in modo costruttivo un passaggio del genere si devono tenere in considerazione le esigenze economiche, ma anche quelle degli individui…”.

E questo è tutto?

“No, c’è un aspetto che non può aspettare. Si tratta della sicurezza. Noi di Continental abbiamo una tabella che vogliamo rispettare affinché siano annullati i rischi sulle strade. La nostra volontà è quella di arrivare a zero incidenti con zero morti e zero feriti. Ci riusciremo, ne sono certo, ma immediatamente si deve spiegare a chi guida auto, furgoni o qualunque mezzo che il controllo dello stato dei pneumatici è essenziale. Soprattutto quando si affrontano lunghi viaggi autostradali, tenere d’occhio la pressione gomme non è tempo sprecato. Anzi, non solo si è più sicuri, ma si risparmia anche carburante”.