Con la tecnologia del 5G auto sempre più “connesse”

di Luciano Bononi

La quinta generazione di reti mobili per la comunicazione digitale (5G) è in fase di sperimentazione avanzata in tutto il mondo e in Italia esistono aree pilota nelle quali tali tecnologie sono già oggi implementate e testate (ad esempio a Milano, Torino, Prato, L’Aquila, Bari). Il piano di realizzazione della piattaforma completa e del lancio dei servizi di connettività 5G per tutti gli utenti è previsto già dal 2020 in Italia, oltre le città pilota, su tecnologie e frequenze già assegnate nella recente asta di ottobre 2018.

Dal punto di vista tecnologico, i servizi di connettività mobile sulle reti 5G permetteranno di comunicare fino al ritmo massimo compreso tra 1,5 a 10 Gbps (da 10 a 100 volte il massimo ritmo attuale su reti 4G). Ma ciò che farà ulteriormente compiere un balzo da gigante al potenziale di servizi offerti dal 5G è il grande lavoro svolto sulla riduzione della latenza, termine tecnico che identifica il ritardo tra il momento della trasmissione e il momento della ricezione dei dati ai due estremi della rete; per certe applicazioni si scenderà addirittura a 1 millisecondo.

LE NOVITÀ IN ARRIVO

In che modo le caratteristiche così innovative e prestazionali del 5G favoriranno la nascita e lo sviluppo di nuovi servizi per le flotte è difficile da immaginare oggi. Tuttavia, è opportuno prepararsi a governare l’avvento di tali tecnologie, per non rischiare destabilizzazione, rinuncia a opportunità e perdita di modelli di business.

Facendo un parallelo al recente passato, si sarebbe potuto prevedere l’avvento di un potenziale di servizi innovativi quale è stato quello dei servizi Uber e NCC, a partire dalla disponibilità pervasiva sui nuovi smartphone di mappe, geolocalizzazione e pagamenti elettronici? E perché si reagisce tardi e con scarsa efficacia a simili innovazioni del servizio di fronte alle quali alcuni attori sono destabilizzati?

SENSORI E CENTRALINE IN CAMPO

Ragionando sul potenziale del 5G è possibile immaginare che tutte le entità coinvolte nello scenario di mobilità potranno essere tra loro connesse in modo pervasivo: ad esempio, semafori, sensori e strumenti di monitoraggio stradale, telecamere, presenza di pedoni sulla carreggiata o negli attraversamenti pedonali, disponibilità di slot di parcheggio e scambio multimodale, gli stessi veicoli e addirittura le singole componenti dei veicoli (centraline, blackbox), gli utenti/clienti dei servizi di mobilità, i colli delle merci, i mezzi pubblici di servizio e di emergenza, le reti e i punti di approvvigionamento dei carburanti e energia elettrica, ecc.

Non è quindi facile prevedere tutti i servizi che potranno nascere e che saranno in grado di sfruttare questa enorme possibilità di comunicazione né è facile prevedere quanto le elevate prestazioni di queste comunicazioni potranno spingere in alto l’asticella dell’innovazione. Si possono però fare alcuni esempi o speculazioni di ciò che il potenziale permetterebbe.

PIÙ SICUREZZA A 360 GRADI

I semafori potrebbero dialogare con la auto e viceversa fluidificando i flussi di traffico, le auto potrebbero dialogare tra loro e coordinarsi al meglio per aumentare il potenziale di trasporto riducendo i consumi. Un esempio concreto riguarda i sistemi di guida e sicurezza dinamica: il dialogo tra auto sul 5G permetterebbe di realizzare il platooning dei veicoli (un veicolo conduce la fila e tutti gli altri seguono il leader, senza conducente a bordo).

Una frenata di emergenza o un banco di nebbia potrebbero essere notificati in tempo reale ai veicoli che seguono, evitando le collisioni. Data la bassa latenza della rete (fino a 1 millisecondo), i veicoli in autostrada che viaggino a 130 Km/h potrebbero reagire alla frenata del veicolo che precede entro lo spazio percorso di soli 3,6 cm, indipendentemente dalle condizioni meteo e stradali. Questo rende bene l’idea di quanto si riduca il potenziale di rischio rispetto all’intervento umano.

I parcheggi disponibili potrebbero “notificarsi” ai veicoli che prevedano la sosta in quel momento e in quell’area evitando inutile traffico parassita e congestione delle corsie stradali. Si potrebbe addirittura pensare a conducenti in grado di guidare un veicolo remoto mediante rete 5G, con le merci o i passeggeri a bordo, rimanendo comodamente seduti nella propria abitazione o ufficio, dotati di strumenti di realtà virtuale e guida da remoto.

Al termine di una tratta, parcheggiata l’auto in attesa di ripartire, i conducenti potrebbero virtualmente o temporaneamente migrare alla guida di un’altra auto. Allo stesso modo, un conducente stanco potrebbe chiedere il cambio a un collega a metà tragitto, subentrando da remoto nel condurre un mezzo pesante a destinazione.