Come costruire una car list ecosostenibile

di Giovanni Tortorici

Per rendere la flotta più verde bisogna puntare su modelli più sostenibili e su una gestione più efficiente. Compito dei fleet manager è mediare tra le esigenze aziendali e le richieste degli utilizzatori, sviluppando rapporti proficui con i fornitori.

Per la sostenibilità della flotta è importante iniziare a prendere in considerazione la scelta di un veicolo “green”, cercando di trovare la soluzione più adatta alle esigenze aziendali e per il rispetto delle norme antinquinamento.

Se da un lato le case automobilistiche stanno ampliando l’offerta di macchine elettriche e ibride, dall’altro bisogna fare i conti con i costi di noleggio e di gestione, per capire esattamente quale sia la scelta giusta e quella più economicamente sostenibile. Ci sono diversi passaggi preliminari per inserire in una Car List anche veicoli sostenibili.

I VINCOLI DELLA CAR POLICY

Per scrivere una Car List è necessario avere ben chiare le linee guida della Car Policy. Gli interlocutori aziendali principali coinvolti nella fase decisionale della Car List sono: Procurement, Risorse Umane e Servizi Generali. Come primo passo è opportuno chiedere al referente delle Risorse Umane (o dei Servizi Generali) le linee guida per soddisfare le necessità di “retention & reward” che potrebbero essere inespresse dentro la Car Policy.

E’ fondamentale conoscere anche le disponibilità di budget. Avere un’idea del budget che HR (Risorse Umane) ha in mente aiuta ad indirizzare le scelte finali. La sostenibilità della flotta deve essere un prerequisito contenuto nella Car Policy: il massimo livello di emissioni di CO2 delle auto è uno dei punti indicati in questo documento. La Car Policy contiene infatti i principi aziendali per il rispetto del CSR e quindi, nel caso specifico, dell’ambiente. La Car Policy contiene anche i principi di assegnazione, di chilometraggio e di durata, indicando le fasce di utilizzatori che saranno poi quelle da riempire nella Car List con i modelli scelti. Queste sono alcune indicazioni dettate dalla Car Policy:

  • il limite di CO2
  • il limite di consumo carburante
  • le restrizioni su alcune tipologie di vetture (ad esempio Fuoristrada, decappottabili, ecc.)
  • le tipologie d’uso (km, durata e fasce di appartenenza)
  • gli optional a carico dell’azienda
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LE RELAZIONI CON I FORNITORI

Con le indicazioni di HR, anche a livello di budget, è possibile iniziare a confrontarsi con il Purchasing, e farsi un’idea sui possibili brand da contattare, al fine di indirizzare nella maniera giusta i contatti con le società noleggio. La relazione tra azienda, costruttore e società di noleggio è una delicata alchimia. L’analisi fatta con il Purchasing permetterà una buona valutazione del rapporto qualità/prezzo, sempre che si siano passati al Purchasing tutti i dati necessari per effettuare una corretta analisi di mercato, in funzione delle necessità aziendali gestite dal Fleet Manager.

I limiti di CO2 e di consumi portano una prima importante scrematura delle vetture che possono entrare nella Car List. Il risultato di questa fase di lavoro è una prima scrematura di brand dai quali attingere le vetture che faranno parte della Car List. Le società di noleggio e i costruttori variano spesso le politiche commerciali e quindi è fondamentale comprendere quale società di noleggio sta operando in una direzione consona alla Car List.

LA COMPILAZIONE DELLA CAR LIST

Se Purchasing ed HR non hanno sollevato obiezioni e si è raggiunto un accordo sui risultati conseguiti nelle fasi precedenti, si può iniziare a popolare le fasce della Car List, rispettando i vincoli della Car Policy, cercando di rispondere positivamente agli stimoli dell’HR e con l’aiuto del Purchasing. La scrittura di una Car List è una concertazione tra le parti. Il Fleet Manager non deve essere schiacciato tra HR e Purchasing, ma deve interagire tra le parti e coordinarle al fine di ottenere una Car List che, nel rispetto della Car Policy, sia la più ecologica possibile. A tal fine deve essere analizzato lo storico delle percorrenze e delle durate contrattuali, in modo da avere un quadro chiaro delle condizioni iniziali dalle quali partire.

Poiché l’auto aziendale è vissuta spesso come un puro benefit da alcune categorie di driver, specialmente salendo nelle fasce di appartenenza, non è improbabile che si trovi a dover conciliare vetture dalla cavalleria fin troppo generosa e dal peso non esattamente leggero, con l’esigenza di diminuire le emissioni. Se la Car Policy non ha limiti di peso, di cavalli e di consumi, ma solo di emissioni CO2, si avrà qualche complessità in più da gestire. Inizia così la delicatissima fase di concertazione, quella che darà finalmente vita alla Car List “green”. Ci sarà da scendere a qualche compromesso per aiutare HR a risolvere problematiche inerenti alla gestione di alcune risorse, piuttosto che mettere il Purchasing nelle condizioni di poter negoziare al meglio le condizioni contrattuali/economiche.  

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