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Citroën DS5: ritorno alle origini

imageL’ultimo modello della Citroën è assolutamente originale, mix tra monovolume, coupè e station wagon. Il posto di guida ispirato a quello di un pilota d’aereo, mentre l’abitacolo assomiglia alla cabina di un jet. Linea da auto sportiva, ma con l’aggiunta delle quattro porte ed il portellone. Turbodiesel di 2 litri con 163 cv. C’è anche la versione ibrida.Bentornata Citroën! E’ l’espressione con la quale i fans della Casa del Double Chevron da qualche tempo in qua salutano i suoi nuovi modelli. Sono i nostalgici dei “gioielli” del passato, dalla Due Cavalli alla DS, ed ora sono di nuovo in fibrillazione perché incominciano ad intravedere nelle vetture più recenti della Casa francese un ritorno a quella creatività e a quella originalità che avevano reso le Citroën diverse da tutte le altre.

A segnare il cambio di marcia è stato il varo della Serie DS a partire dal basso, cioè dalle cilindrate minori (DS3 e DS4). Ora con l’avvento della DS5 ci troviamo di fronte ad un modello che sfugge ad ogni tipo di classificazione (un po’ monovolume, un po’ coupè, un po’ station wagon), caratterizzato da un design che esprime una forte personalità per via di una linea da auto sportiva ma con le quattro porte ed il portellone dietro, seppure di dimensioni contenute e dal lunotto inclinato.

Lo stile
Un condensato di stile in 4,53 metri: ecco in sintesi la nuova DS5. Perché all’originalità della linea esterna corrisponde un abitacolo altrettanto inedito, comodo ed accogliente, ma ispirato, soprattutto nei due posti davanti, alla cabina di pilotaggio di un aereo e non solo per l’Head-up display (il sistema che proietta sul parabrezza davanti agli occhi del pilota i dati tecnici significativi come velocità, direzione di marcia del navigatore e via dicendo) ma soprattutto per il particolare che per azionare il sistema occorre agire su tre levette poste in alto nella consolle attaccata al tetto. Sembra davvero di imitare l’azione di un pilota: alzando il braccio destro si preme prima una levetta per accendere l’Head-up display, quindi una seconda levetta per regolarne la posizione, infine una terza per la luminosità del sistema.

imageIl volante, con vistosi inserti in alluminio, ha la base piatta come in Formula Uno; il cruscotto è caratterizzato da due ampi indicatori con luce blu di fondo ed un grande display per i dati del computer di bordo; il tunnel ospita la leva del cambio, la manopola per la gestione dell’impianto multimediale, navigatore, autoradio, vivavoce, i tasti dei vetri elettrici anteriori e posteriori; la consolle ospita il display del navigatore ed i comandi della climatizzazione bi-zona nonché il tasto per l’avvio. Il tutto in dimensioni maxi e con una grafica da Guerre stellari. L’unico omaggio al passato è rappresentato da un piccolo orologio analogico sistemato appena sopra il tasto dell’avvio del motore.

Lusso e unicità
Se l’obiettivo dei designer era quello di realizzare un abitacolo lussuoso (la DS5 aspira al segmento Premium) ma al tempo stesso unico ed originale possiamo affermare che ci sono riusciti in pieno, soprattutto nella versione Sport Chic con sedili in pelle e massaggio incorporato. Ma è nell’insieme che l’abitacolo della DS5 non trova paragoni con altri modelli. Il parabrezza molto inclinato ed i due montanti affiancati lo rendono simile ad una cabina di pilotaggio così come il classico tetto di cristallo si differenzia per essere diviso da una lunga plancia portaoggetti che ospita, oltre alle tre levette dell’Head-up display, i tasti per le tendine che oscurano il tetto stesso e quello che fa lampeggiare le luci di posizione. Un tocco di sportività è dato dalle pedaliere traforate di acceleratore e freno (nella versione con cambio automatico) e dagli inserti, forse un po’ troppo vistosi, in alluminio brillante sulle portiere e sul tunnel centrale. Accanto alla leva del cambio si trovano infine i tasti per la modalità sportiva e per le partenze sulla neve.

La linea è quella della famiglia DS nel frontale (fari a sviluppo orizzontale, calandra sporgente con il Doppio Chevron cromato e due prese d’aria, antinebbia inseriti in basso alla base di una sorta di “c” maiuscola). Di originale c’è la lunga striscia cromata che va dal vertice dei fari al secondo montante del parabrezza. Un segno vistoso che vuole rendere inconfondibile questo modello. La sviluppo della carrozzeria nella parte laterale è molto pulito con una sola nervatura appena sopra le maniglie e con una linea di cintura alta. Alla base delle due portiere corre però una striscia cromata che stona un po’ con la pulizia della linea laterale.

imageLe portiere dispongono di un’ampia apertura, ma per chi sale dietro occorre fare attenzione a non sbattere la testa entrando dal momento che il tetto degrada in maniera visibile verso la parte posteriore. Dietro il tetto termina con uno spoiler che comprende la terza luce di stop a led: il lunotto inclinato è di dimensioni ridotte, le luci sono fin troppo grandi sulle fiancate e strette nella parte che riguarda il portellone. Quest’ultimo per ragioni stilistiche non è di grandi dimensioni ed ha una soglia d’ingresso alta. In compenso il portabagagli ha una capacità di 468 litri con la possibilità di aumentarli abbattendo il sedile posteriore. Non bastassero queste caratteristiche a fare riconoscere la DS5 da parte di chi viaggia dietro di lei, ci sono i doppi scarichi di dimensioni generose alle due estremità della carrozzeria sovrastati da una modanatura cromata, così come cromati sono i terminali.

Su strada
Abbiamo descritto i dettagli che in una vettura del genere sono importanti. Ora restano due argomenti decisivi: i motori e il comportamento su strada.

Per il propulsore della nostra prova non c’è molto da dire. Infatti si tratta del già noto e supercollaudato 2 litri da 163 cv con una coppia generosa di 340 Nm, evoluzione di un’unità progettata alla fine degli anni 90 dotata di basamento in ghisa, iniezione common rail a 2000 bar, turbo a geometria variabile. Velocità massima: 215 km/h; accelerazione: 8,8” da 0 a 100, percorrenza media di 22,7 km con un litro di gasolio, emissioni: 133 g/km.

In alternativa l’altro motore ben conosciuto di 1.6 litri HDi con 111 cv o i benzina 1.6 THP (156 cv e 200 cv) nonché l’interessante Hybrid4 con 200 cv e un motore elettrico che aziona le ruote posteriori, mentre la trazione alle anteriori è fornita dal diesel da 163 cv secondo uno schema già sperimentato con la Peugeot 3008.

La sorpresa vera si registra nell’assetto: DS5 non dispone infatti delle famose sospensioni idropneumatiche, biglietto da visita delle Citroën da 60 anni in qua. Ne guadagna l’assetto che oscilla tra il neutro ed il sottosterzante con una eccellente agilità di guida e traiettorie che non hanno bisogno di troppe correzioni. Il Cx è più che discreto (0,30) anche se non mancano di farsi sentire i fruscii aerodinamici. Nell’abitacolo il comfort acustico è superiore alla media della categoria. Ottimo infine il cambio manuale a 6 rapporti con una menzione speciale per l’automatico con convertitore di coppia, dolcissimo nei passaggi di marcia.

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