Chové (Arval): “Il 2015 sarà un anno di crescita per il noleggio”

di Vincenzo Conte

chove-arval-il-2015-sara-un-anno-di-crescita-per-il-noleggio-1Il mercato automobilistico nel 2015, gli obiettivi e le novità di Arval, i programmi per le PMI, l’impegno per la sicurezza e le possibilità offerte dalla telematica. Su queste importanti tematiche abbiamo intervistato Grégoire Chové, Direttore Generale di Arval Italia.Dottor Chové, l’andamento del mercato automobilistico nel 2014 è stato positivo, dopo anni di cali. A trainare il mercato sono stati gli acquisti delle società di noleggio. Anche nei primi due mesi del 2015 questo trend è continuato. Quali sono le sue previsioni per il 2015 e come pensa possa evolvere il mercato nei prossimi anni?

“Noi vediamo un mercato del noleggio in crescita, soprattutto sugli ordini, mentre il mercato totale resta abbastanza stabile in termini di flotta. Prevediamo un mercato 2015 globalmente in leggera crescita, intorno ad un milione e quattrocentocinquantamila unità. Per il noleggio sarà ancora un anno dinamico in termini di crescita, perché tante flotte hanno bisogno di rinnovare il parco circolante. La vera sfida del nostro settore è di accrescere ulteriormente il parco di veicoli gestiti, che oggi ammonta a circa 550.000 auto in Italia ed è ancora relativamente basso rispetto ad altri paesi europei. Bisogna conquistare nuovi clienti che ancora oggi sono orientati a preferire formule di acquisto piuttosto che di leasing finanziario. chove-arval-il-2015-sara-un-anno-di-crescita-per-il-noleggio-2Noi nel 2014 siamo cresciuti del 4% in termini di parco totale gestito. Nel 2015 vogliamo ripetere questa performance e, se possibile, superarla”.

 

Con quale novità in termini di servizi e di programmi offerti ai vostri clienti avete intenzione di raggiungere questi risultati?

“L’asse prioritario della nostra strategia nel 2015 è coerente con quello che abbiamo sviluppato negli anni precedenti e che ci ha gratificato con un bel risultato in termini di soddisfazione dei nostri clienti. Una cifra secondo me è abbastanza rappresentativa dei nostri obiettivi di qualità e di eccellenza di servizio: il 97% dei driver Arval nel 2014 si sono dichiarati soddisfatti o molto soddisfatti del servizio erogato dal nostro Contact Center. La qualità è un asset essenziale per fidelizzare i nostri clienti e rafforzare la validità della formula del noleggio a lungo termine, non solo per chi è già in noleggio ma anche per tutti coloro che sono interessati a passare a questa modalità di acquisizione e gestione del parco auto. Oltre a questo abbiamo ovviamente l’obiettivo di aumentare la presenza consulenziale di Arval presso le grandi flotte, perché il mercato ci richiede sempre di più di supportare i nostri clienti nel gestire meglio il loro parco, in termini di costi ed anche di sicurezza e di soddisfazione del driver. Noi abbiamo un team dedicato, che agisce attraverso la struttura Arval Consulting per aiutare a migliorare la gestione della flotta. Ci dimentichiamo troppo spesso che la gestione della flotta aziendale è fra le prime cinque voci di spesa dei grandi gruppi. Oltre a questo c’è anche un altro asse d’azione, mirato sulla piccola e media impresa, per la quale è molto importante semplificare l’accesso al noleggio e la conseguente gestione della mobilità, un elemento su cui lavoriamo già da anni”.

 

Le piccole e medie imprese rappresentano, per l’appunto, la maggioranza del tessuto imprenditoriale italiano. Avete programmi dedicati per questi clienti?

“Abbiamo una struttura dedicata per questo mercato. Oggi gestiamo 27.000 auto per conto di piccole aziende e partite Iva. Il numero medio di auto di questi clienti è di 1,8. Ciò significa che spesso non c’è da gestire un parco aziendale, ma un servizio al titolare. Si tratta di un servizio abbastanza diverso, finalizzato sempre all’ottimizzazione dei costi ma soprattutto con l’obiettivo di evitare qualsiasi problema e qualsiasi perdita di tempo relativa alla gestione dell’auto per queste piccole aziende. Credo che a fare la differenza su questo mercato siano due fattori: la competitività del prezzo e la velocità di risposta e fornitura del servizio. Questi due elementi sono due criteri fondamentali nelle aspettative delle piccole aziende”.

 

 

Un altro tema particolarmente importante per i fleet manager del nostro Paese è quello della sicurezza. Come vi approcciate a questa tematica? Avete dei programmi dedicati ad aiutare i fleet manager ad aumentare la sicurezza dei veicoli delle flotte che gestiscono?

“Noi siamo molto attivi sulla questione sicurezza. Questo perché sono circa 140.000 i driver che ogni giorno guidano le auto che fanno parte della flotta gestita da Arval in Italia, e ci sentiamo il dovere di aiutare i nostri clienti ed i nostri driver a meglio approcciare il tema della sicurezza stradale. Per questo abbiamo rafforzato il servizio di consulenza ai nostri clienti già a monte, per la costruzione di una car policy che integra nei veicoli molteplici aspetti di sicurezza attiva e passiva. Oltre a questo abbiamo anche programmi di consulenza sull’aspetto assicurativo ed anche programmi finalizzati a permettere ai nostri clienti di ridurre concretamente la sinistrosità del parco aziendale. Abbiamo anche preso un impegno morale a favore della sicurezza stradale con l’iniziativa “Sulla strada giusta”, in collaborazione con l’Ospedale Meyer di Firenze, per aiutare nelle fasi di cura chi ha avuto un incidente stradale, ed in particolare i bimbi che ne sono stati coinvolti”.

 

Molto importante è anche la telematica, che offre molteplici possibilità per aiutare i fleet manager a migliorare la gestione della flotta. Arval è molto attiva anche in questo campo. Quali novità ci possiamo aspettare nei prossimi anni?

“La telematica ci permette di aumentare il livello di informazioni raccolte sull’utilizzo di un veicolo e più in generale della flotta. La possibilità di avere più informazioni, e di averle in tempo reale, rappresenta una evoluzione epocale per il fleet management rispetto a quello che si è sempre fatto. La tecnologia ci permette di abbandonare l’approccio reattivo nei confronti dei driver, e cioè di agire solo dopo che è accaduto un evento (un incidente o una manutenzione, ecc.), passando ad un approccio proattivo. Questo comporta dei cambiamenti rilevanti nel modo in cui ci relazioniamo con i nostri clienti e con i nostri driver. Grazie al buon uso delle informazioni che derivano dalla telematica si può attuare un cambiamento che aprirà scenari molto interessanti per il futuro”.