Carburanti e lubrificanti, stop soltanto al contante

di Giorgio Costa

Si chiariscono le regole sulla deduzione dei costi dei carburanti e dei lubrificanti e sulla detrazione dell’Iva pagata su tali voci che dal prossimo 1° luglio 2018 sono subordinati al pagamento tracciato dell’acquisto. Di fatto, l’unico pagamento non ritenuto ammissibile è quello effettuato in contanti e ciò per consentire una precisa ricostruzione dei movimenti finanziari.

Infatti, se la legge 205/2017 ha previsto come mezzi ammessi le carte di credito, di debito e prepagate emesse da intermediari finanziari residenti, demandando all’Agenzia delle Entrate la possibilità di prevedere ulteriori forme considerate equipollenti, il 4 aprile scorso con provvedimento direttoriale n. 73203 è stato chiarito che sono da intendersi come validi strumenti di pagamento tracciati: – gli assegni, bancari e postali, circolari e non, i vaglia cambiari e postali; – i pagamenti elettronici tra i quali: l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale, il bollettino postale, le carte di debito, di credito, prepagate o gli altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente. 

 

 

Carte e buoni benzina 

In tal modo sono stati risolti i problemi operativi che si potevano porre in connessione con l’obbligo di poter esercitare senza eccessivi appesantimenti il diritto alla detrazione sull’acquisto di carburanti. Quello che interessava molto agli operatori è che si considerano mezzi di pagamento anche le carte aziendali e i buoni benzina, in particolare quelle carte rilasciate dalle compagnie petrolifere a seguito di specifici contratti che consentono il pagamento in un momento diverso rispetto a quello della cessione (sempre che i pagamenti “sottostanti” vengano effettuati in maniera tracciabile secondo le regole sopra indicate). 

 

La fatturazione elettronica 

La questione nasce dal fatto che a partire dal prossimo 1° luglio, le cessioni di carburanti e di lubrificanti dovranno essere accompagnate da una fatturazione elettronica. Tale fattura elettronica, dunque, dovrà ulteriormente essere completata con il pagamento tracciato secondo le modalità sopra descritte. In definitiva, la modalità di fatturazione è onere che grava sul soggetto cedente, mentre il pagamento tracciato è onere che riguarda l’acquirente. Proprio per evitare le complicazioni pratiche che si potrebbero ipotizzare al momento del rifornimento presso un distributore di carburante, si è ammessa la possibilità di fare ricorso allo strumento del netting, mediante adesione a un “circuito” attivato da compagnie petrolifere o altri soggetti abilitati. In tal modo, dunque, si evita il “problema” dell’emissione della fattura elettronica da parte del gestore della pompa (poiché l’acquisto si considera effettuato direttamente presso la compagnia petrolifera che, a normativa vigente, sarà comunque obbligata all’emissione di una fattura elettronica, ma con meno difficoltà operative in quanto possiede tutti i dati necessari nell’anagrafica), ma non si evita il problema del pagamento tracciato. Infatti, spesso i contratti di netting erano accompagnati da un pagamento regolato mediante Rid che, dalla lettura dell’articolo 19-bis1 Dpr 633/1972, non erano menzionati tra le forme di pagamento considerate tracciate. Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, invece, anche tale problema pare risolto. 

 

 

La deduzione dei costi 

Un ulteriore problema era quello rappresentato dalla deduzione dei costi. Anche nell’articolo 164 Tuir, infatti, è stata inserita una norma che vincola la deduzione del costo ad un pagamento tracciato, ma la forma di tale pagamento era limitata a carte di debito, di credito o prepagate. Ora le Entrate assimilano totalmente il comparto Iva a quello delle imposte dirette. Il testo del provvedimento, infine, chiarisce alcuni altri importanti dubbi applicativi. Va sottolineato che sia ai fini Iva che per le imposte dirette il provvedimento fa riferimento alle spese per l’acquisto di carburanti e lubrificanti. Sembra quindi lecito ritenere che l’obbligo di pagamento tracciato anche in tema di detrazione Iva valga solo per queste spese e non per gli altri costi di gestione come custodia, manutenzione, riparazione, noleggio e leasing.