Carburanti, da luglio deduzione solo con pagamenti on line

di Giorgio Costa

Dopo circa 40 anni di “servizio” (era stata introdotta dall’articolo 2 della legge n. 31/1977 ed attuata dall’articolo 1 del Dpr n. 444/1997) la scheda carburante va in pensione. La legge di Bilancio 2018, infatti, ne abroga la disciplina e, a decorrere dal 1° luglio 2018, introduce l’obbligo, ai fini della detraibilità Iva e della deduzione del costo, di acquistare il carburante esclusivamente con mezzi di pagamento tracciabili. Così, entro pochi mesi, i soggetti titolari di partita Iva dovranno dire addio alla vecchia scheda carburante grazie a un principio semplice, ma di grande impatto per la vita quotidiana di migliaia professionisti e imprese: le spese di carburante per autotrazione diventeranno, infatti, deducibili solo se sostenute tramite carte di credito, carte di debito o carte prepagate.

 

Addio alla vecchia scheda carburante

Con relative difficoltà applicative perché, così come è scritta la norma, gli autocarri e gli altri veicoli speciali resterebbero fuori dall’obbligo di pagamento in modalità telematica; il tutto tuttavia si scontra con l’obbligo, per tutte le partite Iva, di emissione della fattura elettronica da parte del rifornitore per poter beneficiare di detrazioni e deduzioni Iva. Una situazione abbastanza confusa, per la quale si attendono i dovuti chiarimenti da parte dell’agenzia delle Entrate. Ma nel frattempo il viceministro dell’Economia Luigi Casero ha annunciato una prima importante semplificazione in base alla quale potrebbe essere sufficiente aggiungere il numero della partita Iva dell’acquirente alla strisciata della carta o del contactless. Per mettere a punto il nuovo sistema sarà necessario il supporto tecnico di Agenzia delle Entrate e Sogei (che dovrebbero realizzare un sotfware ad hoc) e l’individuazione di un’area virtuale in cui andare poi a recuperare l’attestazione digitale della transazione effettuata per il pagamento del rifornimento. Un intervento tecnico non semplicissimo ma che consentirebbe di evitare la possibile proroga dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni. 

 

 

 

 

Cosa cambia dal 1° luglio

Ad ogni modo, dal 1° luglio si dovrà dire addio alla scheda e ai timbri, dando grande spazio alla moneta elettronica, con lobiettivo di contrastare l’evasione. Perché i soggetti titolari di partita Iva non potranno più dedurre il costo relativo all’acquisto di carburante, né detrarre la corrispondente imposta sul valore aggiunto utilizzando il semplice contante. In pratica, sempre in chiave anti-evasione, diventa onere del benzinaio tutte le volte che effettua un rifornimento a un soggetto dotato di partita Iva emettere la fattura elettronica. 

 

Il credito di imposta 

Per completare il quadro, infine, è prevista l’introduzione di un credito d’imposta pari al 50%, del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate, a partire dal primo luglio 2018 tramite sistemi di pagamento elettronico. Il credito d’imposta sarà utilizzabile solo in compensazione tramite modello F24, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione. 

 

La semplificazione 

La notizia lieta per i contribuenti è la fine dell’ansia burocratica nel dover compilare queste schede, per evitare contestazioni, con una precisione snervante. Infatti, ad avviso della Cassazione (n. 8699/2014), la detrazione dell’Iva relativa al carburante e la deduzione dei costi sono da sempre subordinate ad una sottoscrizione e completa compilazione della carta carburante, nonché (Cassazione n. 28243/2013) alla presenza di tutti i dati idonei ad identificare chilometraggi percorsi, veicolo e dati del gestore del distributore.