Cara auto, quanto mi costi!

di Ermanno Molinari

Nonostante il forte calo nelle immatricolazioni, nel 2011 la spesa degli italiani per comprare e utilizzare autoveicoli (autovetture, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus) sarà superiore a quella del 2010. Secondo le stime del Centro Studi Auto Aziendali, alla fine di quest’anno la spesa complessiva del Paese per gli autoveicoli sarà di 208,4 miliardi con una crescita del 3,7% sui 201,1 miliardi del 2010. L’incidenza della spesa sul prodotto interno lordo salirà così al 13,35% contro il 12,98% del 2010. L’incremento del 2011 è dovuto essenzialmente all’aumento del costo per gli acquisti di carburanti derivante dalla forte crescita dei prezzi in presenza di consumi stagnanti. La dinamica dei prezzi ha influito anche sulle altre voci di spesa che sono tutte in aumento, ma in maniera più contenuta, tranne la voce per gli acquisti di autoveicoli che si contrae per effetto del calo delle immatricolazioni di cui si è detto. In particolare dalla stima del Centro Studi Auto Aziendali emerge che gli italiani spenderanno quest’anno per comprare carburanti 67 miliardi di euro con un incremento sul 2010 del 14,70%. Per l’acquisto di autoveicoli la spesa sarà di 42,3 miliardi con un calo del 7,8% rispetto ai 45,9 miliardi del 2010. In crescita sarà invece l’onere per la terza voce di spesa e cioè per quella per gli interventi di manutenzione e riparazione che nel 2011 toccherà quota 38,1 miliardi con un incremento del 2,5%. Anche per l’assicurazione RCAuto l’esborso complessivo sarà in crescita. Le compagnie di assicurazioni incasseranno infatti 21,5 miliardi di euro contro il 20,8 del 2010 con un incremento del 3% dovuto, in lieve misura, alla crescita del parco circolante e, in misura molto più consistente, al fatto che i premi stanno ulteriormente lievitando nonostante i livelli iperbolici già raggiunti. La spesa per i pneumatici dovrebbe toccare quota 10,4 miliardi con un aumento del 2,7% sui 10,2 miliardi del 2010. Tutte in crescita appaiono anche le voci di spesa cosiddette minori. Per il ricovero si spenderanno 7,8 miliardi (+2,2%), per i pedaggi autostradali 7 miliardi (+1%), per la tassa di proprietà sul veicolo 6,7 miliardi (+1,7%), per i lubrificanti 4,2 miliardi (+2,9%), per assicurazioni incendio e furto 3,4 miliardi (+1,9%). Il totale è, come si diceva, di 208,4 miliardi e non comprende gli oneri finanziari per gli acquisti dilazionati e le retribuzioni per il personale impiegato per il trasporto merci. Si tratta di un importo assolutamente ragguardevole, tanto più se si considera che non è legato ad una crescita degli acquisti di veicoli, che, anzi, sono in forte calo, ma esclusivamente ai forti rincari dei costi di esercizio ed in particolare agli acquisti di carburanti.

201 miliardi nel 2010
Come si è detto, la spesa nel 2010 è stata di poco superiore ai 201 miliardi di euro con un incremento rispetto al 2009 dell’1,95%. Anche nello scorso anno la principale voce di spesa è stata costituita dai carburanti. L’esborso degli italiani è stato di ben 58,4 miliardi con una crescita rispetto all’anno precedente del 10,32%. Questo incremento, come nel 2011 (anche se in misura meno rilevante), è stato dovuto soprattutto alla crescita dei prezzi alla pompa. Per i carburanti il Centro Studi Auto Aziendali fornisce anche un’analisi delle dinamiche dei prezzi e dei consumi per il 2010 confrontati con la situazione del 2009. L’aumento della spesa per la benzina (che è stata nel 2010 di 18,5 miliardi di euro) è dovuto a rincari del 10,53% in presenza di un calo dei consumi del 5,83%. Più che doppio, rispetto alla spesa per la benzina, è stato l’onere per l’acquisto di gasolio per autotrazione. Si tratta infatti di 37,1 miliardi con un incremento del 12,26%, dovuto, ancor più che per la benzina, all’aumento dei prezzi (+12,4%) mentre i consumi sono rimasti sostanzialmente invariati (-0,03%). Meno rilevante, ma da segnalare, la spesa per gli acquisti di Gpl che ha toccato nel 2010 i 2,4 miliardi di euro con un incremento del 34,8%, dovuto sia ai prezzi (+17,41%) che ai consumi (+14,8%). Ed infine anche il metano ha dato un certo contributo alla spesa con esborsi alla pompa per 0,5 miliardi e una crescita del 5,81% dovuta, a differenza che per gli altri carburanti, essenzialmente all’aumento dei consumi (+12,7%) mentre i prezzi sono stati in calo (-6,1%).

Dopo la ripresa della crescita nel 2010 della spesa degli italiani per gli autoveicoli, passata dai 197,2 miliardi del 2009 a 201,1 miliardi, nel 2011 la spesa torna a salire decisamente (+3,68%) soprattutto per effetto dell’aumento del costo per gli acquisti di carburanti, dovuto essenzialmente alla forte dinamica dei prezzi, che, pur se  in misura più contenuta, influisce anche sulle altre voci di spesa.La seconda voce di spesa, come avviene ormai da alcuni anni, è stata nel 2010 quella per l’acquisto di autoveicoli. Come è noto, nel primo trimestre del 2010 si avvertiva ancora l’impatto degli incentivi del 2009. A partire da aprile il mercato ha risentito però pesantamente sia della crisi economica che dell’effetto dopo-incentivi con pesanti ripercussioni sulle immatricolazioni L’impatto sulla spesa è stato notevole. Il consuntivo degli acquisti di autoveicoli si è chiuso nel 2010 a quota 45,9 miliardi con un calo del 7,38% sul valore dell’anno precedente. In crescita invece nel 2010 è stata la spesa per la manutenzione che ha toccato 37,2 miliardi con un incremento del 3,8% dovuto sia ad un aumento dei prezzi che a maggiori esigenze di manutenzione legate in misura modesta alla crescita del parco circolante e in misura più rilevante alla maggiore necessità di ricorso all’officina legata al rinvio, per effetto della crisi economica, della sostituzione di autoveicoli. Un dato positivo del consuntivo del 2010 è il lieve calo nella spesa per l’assicurazione RCAuto, che è comunque saldamente attestata al quarto posto della graduatoria delle voci di spesa con 20,9 miliardi di euro. Il lieve calo registrato rispetto al 2009 (-0,18%) è dovuto essenzialmente a modeste riduzioni delle tariffe. Come abbiamo già visto, però, il comportamento virtuoso del 2010 non è continuato nel 2011. I premi hanno infatti ripreso ad aumentare. Modesta la crescita della spesa per pneumatici, soltanto lo 0,60%. Ha giocato a favore del contenimento degli esborsi il rinvio della sostituzione di un certo numero di treni di gomme legato alla crisi economica. La spesa per i pneumatici ha conservato comunque una consistenza di tutto rispetto e cioè 10,1 miliardi di euro. Venendo alle spese cosiddette minori l’incremento più forte si registra per i pedaggi autostradali che vedono gli esborsi salire dai 6,4 miliardi del 2009 ai 6,8 miliardi del 2010 (+6,6%). Cresce assai più dell’inflazione anche la spesa per lubrificanti (+3,9%) che nel 2010 si porta a 4,1 miliardi. Non molto lontana dal tasso di inflazione è la spesa per i ricoveri che è stata di 7,7 miliardi (+2,2%). Infine andamento in controtendenza con quello della maggior parte delle altre voci ha la spesa per l’assicurazione per incendio e furto. Infatti con 3,3 miliardi di euro di esborsi si registra un calo del 5,46% sul 2009. Questa contrazione appare però determinata, più che da un contenimento delle tariffe, dalla rinuncia alla copertura assicurativa da parte di molti automobilisti colpiti dalla crisi economica.

 La spesa per regioni
L’elaborazione del Centro Studi Auto Aziendali riporta anche la spesa per regione e per provincia. Nella tabella qui sotto sono riportati i dati relativi alle regioni , mentre chi sia interessato ai dati per provincia può consultare la versione on line della rivista al sito www.autoaziendalimagazine.it. Come mostra la tabella la regione in cui la spesa per autoveicoli è stata più elevata nel 2010 è la Lombardia con 36,5 miliardi pari al 18,8% della spesa nazionale. Seguono il Lazio con 24,1 miliardi pari al 12,4% e l’Emilia Romagna con 17,8 miliardi (9,1%). Chiude la classifica il Molise con 0,8 miliardi e un risicato 0,4% sul totale nazionale.

Dopo la ripresa della crescita nel 2010 della spesa degli italiani per gli autoveicoli, passata dai 197,2 miliardi del 2009 a 201,1 miliardi, nel 2011 la spesa torna a salire decisamente (+3,68%) soprattutto per effetto dell’aumento del costo per gli acquisti di carburanti, dovuto essenzialmente alla forte dinamica dei prezzi, che, pur se  in misura più contenuta, influisce anche sulle altre voci di spesa.

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