Car Pooling, la nuova frontiera della Smart Mobility

di Gennaro Speranza

Prende piede in Italia il fenomeno del car pooling aziendale, ovvero la condivisione delle vetture per andare a lavoro. Come funziona? Grazie alla disponibilità di piattaforme online, è possibile mettere in contatto i colleghi di una stessa azienda, o di aziende vicine, per condividere il tragitto percorso in auto. In questo modo si dividono le spese di viaggio e si ottimizzano gli spostamenti, riducendo il numero di auto usate, i consumi e le emissioni di CO2, a tutto vantaggio dell’efficienza aziendale. Tra le piattaforme in Italia più conosciute in questo settore ci sono BePooler e Jojob, soluzioni che offrono alle aziende non solo l’incontro tra la domanda e l’offerta di un passaggio in auto, ma anche un sistema di monitoraggio con dati e statistiche sull’utilizzo del servizio da parte dei propri dipendenti.

 

Smart working e welfare aziendale 

“I nostri target – dice Andrea Moglia, direttore generale di BePooler – sono le aziende e le istituzioni, alle quali non solo offriamo il software di condivisione (piattaforma ed app gratuita), ma mettiamo a disposizione anche incentivi nella forma di buoni benzina e parcheggi riservati. In questo senso, il nostro obiettivo è quello di promuovere una politica di mobilità intelligente e di welfare. Agevolare la condivisione dell’auto negli spostamenti casa-lavoro, consentendo alle aziende di erogare ai dipendenti incentivi in maniera efficiente e mirata, significa infatti fare welfare e tutelare l’ambiente. I dipendenti, infatti, possono beneficiare di un vero e proprio incremento di reddito derivante sia dall’incentivo aziendale (peraltro defiscalizzato secondo le ultime indicazioni legislative) sia dal risparmio ottenuto tramite la condivisione delle spese di viaggio con i colleghi”. Dal punto di vista tecnologico, la piattaforma BePooler comprende anche la prenotazione di posti auto riservati al car pooling, siano essi aziendali o pubblici. “Ad oggi abbiamo trovato una grande adesione alla nostra offerta soprattutto da parte delle grandi aziende – aggiunge Antonio Turroni, fondatore di BePooler – che, per motivi di complessità interna, hanno l’esigenza di gestire un grande numero di auto e di parcheggi dei dipendenti e di raggiungere obiettivi strategici di sostenibilità ambientale e sociale”.

Il team di BePooler: da sinistra Andrea Moglia, Antonio Turroni, Paolo Mastrobuono.

 

Meno spese e CO2

Anche Jojob, altra autorevole start-up che agevola la condivisione dell’auto negli spostamenti per lavoro, integra servizi in modo intelligente per rendere più efficiente la mobilità aziendale. Ad esempio, la società ha di recente lanciato un nuovo servizio che permette alle aziende di organizzare anche le trasferte in car pooling  effettuate sia con auto private sia con auto aziendali. “In passato il car pooling aziendale stentava a decollare – dice Gerard Albertengo, fondatore di Jojob – ma ad oggi registriamo un tasso medio di adesione del 35% da parte delle imprese che vogliono collaborare con noi. Il merito non è solo della nostra piattaforma tecnologica, ma anche del nostro approccio formativo. Con le aziende infatti facciamo formazione e definiamo anche il piano di incentivi interni”. Tra le esclusive di Jojob c’è poi l’app “Car pooling Certificate”, che quantifica le emissioni di CO2 non emesse in seguito ad un viaggio in auto condiviso. “I risultati possono essere utilizzati per ottenere le certificazioni energetiche ed ambientali – spiega Albertengo – che, tra l’altro, sono indispensabili alle aziende per essere più competitive”. 

Gerard Albertengo, fondatore di Jojob