Caos bollo, a chi tocca pagare?

di Graziella Marino

Le nuove regole per il pagamento del bollo rischiano di fare aumentare il costo di questa imposta fino al 20%. A dirlo è Aniasa, l’associazione delle società di noleggio, che chiede più rispetto per un settore, quello del noleggio, sempre più importante.

Rivoluzione epocale per il mondo del noleggio a lungo termine. Dal primo gennaio 2020 per tutti i contratti di durata superiore ai 12 mesi l’onere del pagamento del bollo auto alle Regioni non spetterà più alla società di noleggio ma ai titolari del contratto di noleggio.

Si tratta di una norma in netta controtendenza con i nuovi scenari di mobilità e di difficilissima applicazione per le aziende del settore che, se non vorranno subire numerose defezioni, dovranno organizzarsi per curare direttamente l’effettuazione dei pagamenti per conto dei clienti. Una complicazione che, secondo Aniasa, l’associazione che riunisce sotto l’egida di Confindustria le società di autonoleggio, rischia di fare “aumentare il costo del bollo di almeno il 20%” e che, comunque, coinvolge anche le aziende clienti, comprese le numerosissime amministrazioni pubbliche che utilizzano i servizi del noleggio a lungo termine e che rischiano inattesi problemi di gestione e di bilancio.

GLI INTROITI PER L’ERARIO

Ma se le novità sul bollo non fanno presagire niente di buono per il settore del noleggio, il contraccolpo peserà anche sulle entrate pubbliche. Secondo Aniasa questa misura, annullando il conteggio del pagamento del bollo nella formulazione del canone, porterà minori introiti per l’Erario, con il rischio concreto di una forte crescita dell’evasione della tassa automobilistica e di un boom di contenziosi connessi al mancato o non corretto pagamento del bollo. Le nuove regole sono inserite nel Decreto fiscale approvato a fine anno, che dispone in particolare il pagamento della tassa automobilistica “alle Regioni in cui hanno sede le aziende o in cui risiedono i privati che hanno sottoscritto il contratto di noleggio, invece che alle Regioni in cui sono immatricolati i veicoli”, ovvero dove ha sede la società di autonoleggio.

Questa novità – sottolinea Aniasa – vale per quasi 150.000 clienti, tra cui 85.000 aziende, 3.200 pubbliche amministrazioni e 60.000 privati, che utilizzano oltre 1 milione di veicoli a noleggio e risiedono in 20 Regioni con specifiche regolamentazioni in merito. Si tratta, insomma, rileva l’associazione, di “un assurdo passo indietro” che “ci riporta a 30 anni fa” e che equivale all’ “esatto contrario del concetto di smart mobility”. Soprattutto perché la misura è complessa e rischia di produrre pericolosi effetti inattesi per l’inadeguatezza dei sistemi nazionali di incasso, che non permettono l’operazione del pagamento del bollo se non manuale.

LE STIME PER IL 2020

Per il 2020, sottolinea Aniasa, sono stimati 3,5 milioni di operazioni di pagamento e ad oggi risulta impossibile, anche per i proprietari dei veicoli, effettuare in via informatica i pagamenti per i quasi 700.000 mezzi le cui targhe risultano all’Archivio Nazionale dei veicoli (la banca dati della Motorizzazione).

Per questi occorre seguire una procedura totalmente manuale, ovvero: bisogna recarsi fisicamente negli uffici preposti e presentare carta di circolazione e copia del contratto di noleggio per ogni singola targa. Sarà così fino a quando non sarà possibile alle società effettuare il pagamento cumulativo da parte delle società di noleggio, anch’esso previsto dal decreto legge. Ossia almeno fino a quando il database della riscossione resterà incompleto.

PICCOLI PASSI AVANTI

Comunque, l’allarme lanciato da Aniasa qualche risultato lo ha avuto. La Commissione bilancio della Camera – fa sapere l’associazione – è intervenuta con una variazione supportata da tutti i gruppi parlamentari e, nell’ambito dei lavori del Milleproroghe, è stato inserito un emendamento che prevede due aspetti fondamentali: la possibilità di pagare il bollo senza sanzioni ed interessi entro il 31 luglio con riferimento ai periodi tributari in scadenza nel primo semestre 2020, ed il termine del 30 aprile per provvedere alla regolamentazione dei pagamenti tramite un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero delle infrastrutture e sentiti il gestore del sistema informativo del Pubblico Registro Automobilistico (Aci) e le associazioni di categoria del noleggio a lungo termine (Aniasa).

Inoltre, nella modifica inserita nel Milleproroghe si prevedono nuove modalità di individuazione dei soggetti tenuti al pagamento della tassa automobilistica. In particolare, gli utilizzatori di veicoli in locazione a lungo termine senza conducente possono adempiere all’obbligo del pagamento della tassa automobilistica non più sulla base della comunicazione all’Anagrafe Nazionale veicoli, istituita presso la Motorizzazione Civile, ma sulla base dei dati acquisiti al sistema informativo Pubblico Registro Automobilistico (PRA), la cui gestione è affidata all’Aci. Tutte queste modifiche, ed in particolare la proroga del pagamento e la scadenza del 30 aprile per regolamentare la materia, sono sicuramente un passo in avanti, ma la questione non è di facile soluzione in quanto le caratteristiche del noleggio si scontrano contro la nuova legislazione imposta dalla Conferenza Stato-Regioni.