BMW serie 6 Gran Turismo, scelta di lusso per i manager

di Paolo Artemi

Ci sono manager preziosi, praticamente indispensabili. Vanno a tutti costi mantenuti fedeli all’azienda, a costo di qualche generoso sacrificio economico, e quando la loro pratica arriva sulla scrivania di un fleet manager si tratta di un codice rosso perché a un collaboratore tanto importante deve essere fatta un’offerta a sei stelle anche quando arriva il momento di proporre una quattro ruote aziendale. 

 

L’impatto del benzina 

Così cominciano a crollare le certezze: in questi casi la benzina è meglio del gasolio perché non si deve dare l’impressione di voler sacrificare la gratificazione sull’altare dei consumi e, soprattutto, a causa della cattiva immagine che le emissioni di particolato hanno costruito attorno a questo carburante. E poi ci vuole una macchina lussuosa, comoda e potente, una fotografia in movimento dello status di chi la guida. Un identikit che porta giocoforza in Germania. Ma le luxury car che battono bandiera tedesca sono tante, quindi quale scegliere?  

 

 

La sobria ricercatezza

Scannerizzando le novità made in Germany emerge con prepotenza la BMW Serie 6 Gran Turismo e quando te la trovi di fronte capisci il perché. È imponente, si fa notare con i suoi cinque metri abbondanti di lunghezza, ma i designer devono aver fatto gli straordinari per renderla filante ed elegante. Non passa inosservata, insomma, ma non ti sbatte in faccia il rango economico di chi la guida e al primo esame mostra spazi interni degni di una station wagon. Ma siccome la consegna avviene in un enorme parcheggio praticamente deserto, la curiosità ha subito la meglio: come funzioneranno le sospensioni posteriori che, come recita la scheda tecnica, possono essere alzate o abbassate a piacimento? Capirlo in strada significherebbe fare numeri da mega-multa e una pista disponibile non c’è. 

 

Potenza e agilità 

Ma basta disporre qualche birillo portato da casa e si dà il via a uno slalom speciale che termina con una promozione a pieni voti: questo macchinone è agilissimo. Merito anche, per essere sinceri, di un paio di optional molto sofisticati e quindi costosi, come il retrotreno sterzante e le già citate sospensioni. Dal posto di guida si apprezzano i materiali di pregio che rivestono tutto, dai sedili al cruscotto, passando per le portiere, mentre la capacità del vano di carico è entusiasmante (610 litri), anche se può essere espansa fino a quota 1.800 ripiegando completamente gli schienali posteriori agendo su un tasto posizionato nel bagagliaio. 

 

 

Infotainment al top 

Una gioia per gli occhi e per la razionalità della guida è il mega display a sfioramento da 10,25 pollici posto al centro della plancia. È, però, praticamente irresistibile la tentazione di utilizzare i gesti per regolare il volume del sontuoso impianto hi-fi di bordo. Sembra una sciocchezza, ma liberarsi dall’obbligo di schiacciare pulsanti o girare manopole per tante regolazioni e controlli è, almeno per chi non è abituato a tali raffinatezze, una piccola conquista per l’umanità che cammina sulle ruote. Così gesticolando si entra trionfalmente in autostrada, terreno ideale per sentirsi protetti da sistemi di assistenza alla guida come il mantenimento della corsia e la protezione attiva anticollisione. C’è da dire che veleggiare sul filo dei 130 su un’auto così potrebbe risultare stucchevole, meglio allora uscire al primo casello e cercare una strada tutta curve in cui mettere alla frusta la Gran Turismo, che finora ci ha mostrato la faccia paciosa ma ha pur sempre sotto al cofano un motore tremila turbo sei cilindri da 340 cavalli. Sul suo biglietto da visita c’è scritto che porta la nuova BMW da zero a 100 all’ora in 5,3 secondi e in effetti spinge forte, oltretutto con una coppia poderosa. Eppure le prestazioni assolute passano in secondo piano, lo si capisce mentre si imbocca a malincuore la via del ritorno: queste sono vetture che devono soprattutto portare il loro conducente nel massimo comfort, immerso nel silenzio e messo al riparo dalle sgradevoli irregolarità delle strade grazie al contributo delle mai troppo lodate sospensioni. 

 

Qualità senza sconti

Missione compiuta? Altroché, e questa è la bella notizia per i responsabili delle flotte aziendali. Quella cattiva consiste nel fatto che per mettere le chiavi in mano di un manager di quelli di cui non si può e non si deve fare a meno, stando ai listini, occorre gestire una cifra importante, che comprende comunque la trazione integrale e il cambio automatico a otto rapporti. Dopo aver passato un’intera giornata con lei ci mettiamo nei panni dei manager che avranno la fortuna di guidarla e viene da pensare che ricevere un benefit così dalla propria azienda fa passare la voglia di cambiare aria. Un sistema davvero vincente di fidelizzazione.