BMW Serie 1 esaltante grazie all’xDrive

di Roberto Mazzanti

imageLa crisi delle vendite sta stimolando le Case al lancio di modelli, non solo inediti, ma anche già ben sperimentati, arricchiti di optional e, quel che più conta, con un prezzo di listino “sforbiciato” per rendere l’auto nuova più appetibile al cliente. E’ il caso di BMW che si è presentata qualche tempo addietro sul mercato con una nuova proposta: la Serie 1 Dynamic Limited Edition. Non si tratta di una semplice e riduttiva operazione di marketing perché tutta la Serie 1 è stata rivisitata ed arricchita, dai cerchi a 16 pollici di serie all’adozione della trazione integrale.

4×4
E’ proprio su quest’ultimo punto che si concentra oggi la nostra attenzione. Di 4×4 si è sempre parlato e scritto a proposito di Suv e in qualche caso di Crossover; poi sono arrivati alcuni modelli di wagon con carrozzerie attrezzate per un leggero off road. Oggi si è alle prese con un fenomeno in costante crescita: la richiesta di trazione sulle quattro ruote da parte della clientela anche su berline e station wagon alto di gamma e più in generale all’adozione dell’integrale sui modelli cosiddetti “Premium”.

 Aumenta la richiesta di trazione integrale anche per le berline Premium. La “piccola” di BMW con il motore di 2.0 litri diesel con 184 cv e 4 ruote motrici regala una guida entusiasmante, incollata al terreno come un kart. Velocissima (225 km/h) e dotata di potente accelerazione (7,2” da 0 a 100), dichiara percorrenze a cavallo di 20 km/l.La sorpresa è che un marchio come BMW, sostenitore della trazione sulle ruote posteriori come scelta tecnologicamente vincente per chi sta al volante, si sia convertito all’integrale, che per BMW significa oggi circa il 40% delle vendite. La richiesta in aumento di trazione integrale si riscontra naturalmente anche nel mondo delle flotte aziendali e a questo proposito ci sembra interessante la proposta BMW che con la nuova versione della Serie 1 a tre o cinque porte offre l’arricchimento della xDrive, il sistema automatico di trasmissione della coppia sulle quattro ruote ed in particolare su quelle che fanno registrare il migliore grip. Oggi sono ben 46 i modelli della Casa di Monaco di Baviera che sfruttano la trazione integrale xDrive. Chi adotta questo sistema cerca non solo di affrontare senza grandi preoccupazioni le difficili condizioni del fondo stradale in inverno, ma soprattutto vuole tenere sotto controllo le potenze sempre crescenti scaricate dal motore al suolo grazie all’aiuto della trazione integrale.

imageimageGestito dall’elettronica
Il sistema xDrive ripartisce la coppia sui due assi “coniugando – sostengono i tecnici tedeschi – le virtù della trazione posteriore con la sicurezza dell’integrale”. Il sistema è gestito dall’elettronica: in 100 millesecondi apre e chiude le frizioni interne alla scatola degli ingranaggi che azionano la ripartizione della coppia tra i due assi. Se e quando viene rilevata una perdita di aderenza, l’xDrive sposta la potenza sull’asse più stabile. In generale il 60% della coppia viene inviato alle ruote posteriori, per mantenere le virtù della trazione posteriore caratteristica di BMW, ed il 40% alle anteriori. Si può arrivare fino al massimo del 100% della coppia ad un singolo asse. L’azione viene integrata dal Performance Control che sfruttando i dati dell’Abs frena le ruote massimizzando la trazione su ogni lato. Il Performance Control nel suo intervento non utilizza i freni, ma l’azione di differenziali che controllano ogni singola ruota ripartendo la coppia motrice non solo in condizioni di scarsa aderenza, ma anche in ogni singola curva per favorire il massimo di tenuta di strada a tutte le andature. Tutti i modelli di BMW (con la sola eccezione di Z4) che sfruttano la trazione integrale xDrive, utilizzano lo stesso sistema di distribuzione della coppia motrice. C’è solo una piccola differenza tra il sistema applicato dalle berline e quello dei Suv della famiglia X3, X5 e X6: sulle berline il sistema xDrive opera attraverso ingranaggi collegati a delle frizioni che a seconda dell’aderenza ripartiscono la forza motrice sulle ruote anteriori o posteriori. Lo stesso sistema lo ritroviamo nei Suv dove però, non dovendo contenere ai minimi termini le dimensioni della scatola nella quale sono sistemati i meccanismi dell’xDrive, utilizzano al posto delle frizioni una catena di distribuzione che manda la potenza sull’asse che dispone in quel momento di maggiore aderenza.

imageLe altre caratteristiche
Per il resto la Serie 1 di BMW con xDrive è identica per dimensioni e finiture alle altre Serie 1. I tecnici tedeschi hanno lavorato di fino per diminuire il peso (-30 kg) e per aumentare la carreggiata (+17 millimetri) e la lunghezza (+85 mm). Per chi siede dietro si può scegliere la configurazione a 2 o a 3 poltrone, mentre il bagagliaio è stato potenziato di 30 litri. Il modello della nostra prova è stato la 120d xDrive 3 porte in versione Unique che costa di listino 32.300 euro. Con un motore di 2 litri dalla potenza esuberante (184 cv) e dall’accelerazione bruciante (0-100 in 7,2”) esalta il piacere di guida perché, grazie alla trazione integrale, dà sempre l’impressione di essere incollata al suolo. In curva poi la sensazione di essere alla guida di un kart, sensazione che per altro si ha anche con le altre Serie 1 senza xDrive, viene esaltata dalla trazione ideale in ogni condizione di assetto. L’abitacolo è confortevole. A sorpresa non manca la capacità di carico al bagagliaio che arriva a 1.200 litri con i sedili posteriori ripiegati (360 litri invece quando si viaggia in cinque). Di qualità i materiali di poltrone e finiture; buona infine l’insonorizzazione. Piacevole infine il riscontro dei consumi: 20,8 km con un litro di gasolio quelli dichiarati da BMW, 18 km/l quelli della nostra prova, un dato in ogni caso sorprendente considerando che la velocità massima tocca i 225 km/h. Per chi non si accontenta c’è della stessa famiglia a trazione integrale la M135i xDrive 3 porte che grazie al 6 cilindri in linea di 3.0 litri scatta da 0 a 100 in 5,1” e raggiunge i 250 all’ora. Per tutte un cambio manuale a 6 marce.

Lascia un commento