Barometro CVO di Arval: domina l’ottimismo

di Rossana Malacart

L’indagine annuale del Corporate Vehicle Observatory di Arval fotografa un momento positivo sia in Italia sia in Europa. Il 36% dei Fleet Manager intervistati stima un aumento dei veicoli in flotta e i dati delle vendite confermano il trend (positivo dal 2014). Tecnologia, servizi e innovazione sostengono la crescita. 

 

“La telematica, l’utilizzo di alimentazioni meno inquinanti, e forme di mobilità come car sharing e car pooling hanno innescato un circolo virtuoso, determinando un accrescimento culturale della figura del Fleet Manager, destinato a trasformarsi in Mobility Manager, e dando impulso al settore”. Lo ha detto ad Auto Aziendali Magazine Alessandro Torchio (foto a lato), Head of Consulting & Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia.

 

Telematica e tecnologia 

“I dati delle applicazioni telematiche agevolano una reportistica che permette scelte predittive, che permettono di migliorare la qualità e la sicurezza dei driver”, conferma Torchio. “La tecnologia è fondamentale nella gestione flotte, insieme all’outsourcing e alla consulenza”. 

 

Outsourcing e consulenza 

La terziarizzazione dei servizi è stata scelta dal 18% delle imprese italiane, e può migliorare i processi nel 97% dei casi, sia lato operativo che quello della reportistica. “Anche la mobilità alternativa in un’ottica di Corporate Social Responsibility è un fenomeno inarrestabile – aggiunge Torchio – come dimostra la grande offerta e l’utilizzo di car sharing e car pooling da parte delle aziende”.

 

Car sharing e car pooling 

In particolare, l’offerta capillare e l’utilizzo dei servizi di car sharing, adottati dal 37% delle aziende, certificano una domanda importante e descrivono un cambiamento nelle modalità di utilizzo dei veicoli, sia nelle grandi aziende, sia in quelle medie, anche per soggetti diversi dagli assegnatari di auto aziendali, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e diminuire i costi.

 

Sostenibilità 

Metano e gpl in Italia sono in cima alle preferenze di scelta dei Fleet Manager. Nel 40-50% dei casi le Company Car Policy prevedono livelli massimi di emissioni – spiega Torchio – evidenziando come in Italia l’utilizzo di gpl e metano siano in Italia più diffusi che a livello europeo”.