Automotive: ecco le soluzioni per reagire alla “tempesta perfetta”

di Simonluca Pini

Il settore automotive continua a subire attacchi dall’esterno. Dopo la mancanza di semiconduttori, la guerra in Ucraina ha aggiunto nuove difficoltà legate anche all’aumento del costo dei carburanti

Aprire un configuratore e non trovare più gli accessori previsti a causa della mancanza di chip. Ricevere una telefonata che annuncia un ulteriore ritardo sulla consegna della vettura, legato all’assenza di un cablaggio prodotto in Ucraina. Dover rivedere le scelte fatte per la propria flotta aziendale, per contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti. Questi tre scenari sono sempre più una costante, a causa di una vera e propria “tempesta perfetta” che ha colpito l’intero settore automotive. Perché dopo la pandemia di Covid-19 e la carenza di semiconduttori, l’invasione russa in Ucraina ha ulteriormente aggiunto nuove difficoltà ad un comparto già in profonda crisi. Se da una parte le aziende produttrici di semiconduttori sono al lavoro per aumentare la propria capacità, come confermato dalla volontà di Intel di aprire uno stabilimento in Italia che si andrà ad aggiungere a quelli previsti in Europa per un investimento complessivo di circa 33 miliardi di euro, dall’altra gli stessi costruttori sono al lavoro per offrire una valida alternativa visto che la carenza di semiconduttori si potrebbe protrarre fino al 2024.

CAMBIANO GLI ALLESTIMENTI

Lexus Nx

L’allungamento dei tempi di consegna non sta causando difficoltà solo agli utilizzatori, costretti a non poter guidare la propria nuova auto, ma soprattutto a costruttori e concessionarie che si ritrovano impossibilitate a fatturare le vetture già vendute, vedendo così crollare la propria liquidità. Una soluzione per arginare il problema arriva dal grado di personalizzazione, dicendo addio a infinite liste optional e ampie palette di colori. Questo ha comportato minori possibilità di scelta ma un ritorno a tempistiche certe di consegna, come dimostrato dall’esempio di Dacia con versioni di Duster e Jogger pensate per essere consegnate in tempi rapidi; solo due colori a disposizione e accessori chiusi assicurano consegne affidabili. Naturalmente la crisi dei chip e la guerra in Ucraina comportano sacrifici anche sul fronte dei dispositivi di sicurezza e connettività di bordo, con un accessorio come il controllo dell’angolo cieco in grado di far slittare di diversi mesi la consegna di un suv tedesco premium. Proprio i dispositivi ADAS sono molto spesso quelli che causano ulteriori ritardi, perché composti da un lungo elenco di componenti non sempre disponibili. Come fare? È importante valutare la tipologia di ausilio, non rinunciando alle tecnologie capaci di evitare incidenti o feriti. Sul fronte connettività e dotazioni di bordo si è arrivati a dover rinunciare agli schermi più grandi per lasciare spazio alle soluzioni entry-level, sempre per non dover allungare il periodo d’attesa.

Citroën C5 X

LE CONSEGUENZE DEL CARO CARBURANTI

L’invasione russa in Ucraina ha causato diverse conseguenze nella vita di tutti i giorni anche per i cittadini italiani, tra cui l’aumento esponenziale dei carburanti. Nonostante un intervento del Governo sulle accise, capace di riportare sotto i due euro al litro i prezzi di benzina e gasolio, è fondamentale valutare con attenzione la tipologia di alimentazione più corretta per la propria flotta. Un valido aiuto al contenimento dei costi arriva dai modelli full hybrid e ibridi plug-in, grazie al contributo della motorizzazione elettrica in grado di ridurre i consumi e di conseguenza le soste dal benzinaio. Tra le novità ibride 2022 sono da segnalare due modelli che sono protagonisti delle prove su strada in questo numero di AAm. Il primo è la nuova Citroen C5 X, modello dallo stile innovativo capace di unire i tratti di una berlina, di una station wagon e di un suv in sola vettura. Nella versione plug-in hybrid da 225 cavalli, è spinta dall’unità benzina PureTech 1.6 litri abbinata ad un elettromotore 81.2 kW alimentato da una batteria agli ioni di litio da 12.4 kWh che permette di percorrere fino a circa 53 km in modalità 100% elettrica. Per la ricarica, è in dotazione un caricatore di bordo da 3,7 kW che permette di ricaricare da 0 al 100% in 7 ore. Mentre in opzione è disponibile un caricatore da 7,4 kW che riduce il tempo di ricarica a circa 2 ore. Come spesso ricordato, per ottenere consumi contenuti quando si è al volante di una vettura plug-in hybrid è fondamentale ricaricare il più possibile la vettura, meglio ancora utilizzando, ad esempio, una presa di ricarica collegata ad un impianto fotovoltaico installato in azienda. Restando tra i modelli con “ricarica alla spina”, il secondo modello da segnalare è la Lexus Nx 450h+, che convince per l’ottimo livello di comfort a bordo, la dotazione tecnologica e di sicurezza e per la motorizzazione ibrida plug-in dai bassi consumi e dall’elevata autonomia in elettrico. Nello specifico il suv giapponese è spinto dal quattro cilindri ibrido da 2,5 litri Atkinson abbinato a due motori elettrici da 134 kW all’anteriore e 40 kW al posteriore, per una potenza di sistema di 309 cavalli con trasmissione Cvt e trazione integrale elettrica intelligente E-Four. Per quanto riguarda l’autonomia elettrica, la batteria da 18.1 kWh assicura da 69 a 76 km nel ciclo combinato Wltp e da 89 a 98 km nel ciclo urbano.