Auto usate, il 90% dei driver vuole conoscere i danni

Sicurezza, trasparenza e storico dei danni contano più del prezzo: il 75,6% degli europei preferisce un’auto senza incidenti a un’offerta più conveniente 

Acquistare un’auto usata in Italia può ancora rappresentare un’incognita per molti consumatori. La scarsa trasparenza sui dati storici dei veicoli rende infatti difficile verificare incidenti, danni o altre informazioni rilevanti prima dell’acquisto. Secondo uno studio di carVertical, società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico, il 12,6% delle auto controllate in Italia presenta una storia di danni registrati, ma il dato reale potrebbe essere significativamente più alto a causa della limitata disponibilità di registri storici nel Paese. Questa mancanza di accesso alle informazioni genera incertezza e aumenta il rischio di frodi nel mercato dell’usato, un problema che trova conferma anche nei risultati di una recente indagine europea di carVertical, dalla quale emerge una richiesta chiara e diffusa di maggiore trasparenza da parte degli automobilisti. 

Il contesto del mercato: quasi un’auto su cinque in Italia è importata 

Il mercato italiano delle auto usate è sempre più caratterizzato da compravendite transfrontaliere. Secondo i dati di carVertical, il 19,91% dei veicoli verificati dagli utenti italiani risulta importato dall’estero. Se da un lato l’importazione amplia l’offerta disponibile sul mercato, dall’altro introduce ulteriori rischi per gli acquirenti. Quando la storia di un veicolo attraversa diversi Paesi, aumenta infatti la possibilità che informazioni importanti vengano perse, non registrate correttamente o addirittura occultate intenzionalmente. In questi casi, verificare incidenti, chilometraggio o precedenti danni diventa ancora più complesso. 

Per 3 automobilisti su 4 una storia senza incidenti vale più di un prezzo basso 

Un’indagine condotta da carVertical su 14.000 consumatori europei evidenzia una richiesta netta e condivisa di maggiore trasparenza nel mercato dell’auto usata. Per gli automobilisti, conoscere la reale storia di un veicolo non è più un semplice vantaggio, ma un elemento determinante nella decisione d’acquisto e nella disponibilità a spendere di più per un’auto verificata. 

Dall’indagine emergono dati particolarmente significativi:

  • Il 92% degli intervistati nell’Unione Europea ritiene che i venditori dovrebbero essere obbligati a dichiarare eventuali danni gravi subiti dal veicolo.
  • Il 61% afferma che non acquisterebbe un’auto apparentemente perfetta se venisse a conoscenza di un grave incidente avvenuto in passato.
  • Per il 75,6% dei consumatori europei, una storia priva di incidenti è più importante di un prezzo più conveniente.
  • Il 63,9% sarebbe disposto a pagare di più per un’auto la cui assenza di incidenti possa essere verificata con certezza

I risultati mostrano chiaramente come la trasparenza stia diventando uno dei principali criteri di scelta nel mercato dell’usato. Gli acquirenti non cercano soltanto convenienza economica, ma soprattutto affidabilità e sicurezza. 

La strada da seguire: perché l’accesso ai dati è una questione di interesse pubblico 

L’attuale sistema di accesso alle informazioni sui veicoli, disponibile in modo completo solo per alcune istituzioni pubbliche, contribuisce involontariamente alla creazione di una sorta di “mercato grigio”. La limitata accessibilità ai dati rende infatti più semplice per truffatori e venditori poco trasparenti nascondere la reale storia di un’auto, andando esattamente contro ciò che i consumatori dichiarano di volere. “Il paradosso è che, mentre i consumatori chiedono maggiore trasparenza, l’attuale interpretazione del GDPR crea ostacoli per le aziende che cercano di fornirla. Definizioni vaghe di ‘legittimo interesse’ costringono le imprese ad affrontare un costoso percorso legale Paese per Paese per dimostrare la liceità del trattamento dei dati. Un accesso più aperto ai dati tecnici anonimizzati dei veicoli in Europa eliminerebbe queste barriere, favorirebbe l’innovazione e garantirebbe ai consumatori la protezione che stanno chiaramente chiedendo”, ha spiegato Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical.