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Auto, nel 2019 vendite in Italia a quota 1,9 milioni

di Giorgio Costa

ll mercato nazionale resta lontano dai picchi di 2,4 milioni di immatricolazioni fatti registrare nel 2007, ma il parco circolante continua ad aumentare e quindi non migliora la qualità dei mezzi in circolazione

Dopo il recupero la stabilizzazione, con qualche limatura in negativo che rischia di aumentare il peso se la congiuntura nazionale non migliorerà la sua intonazione e se continuerà l’incertezza sul destino del diesel. Del resto i dati parlano chiaro: nel 2007 vennero immatricolate 2.439.000 auto e nel 2013 si era scesi a quota 1.305.000 con una flessione del 47%. Nel 2014 il calo si è arrestato e poi nei due anni successivi vi è stata una crescita del 16% per anno e nel 2017 si è saliti di un altro 8 per cento. Nel 2018 la crescita si è “fisiologicamente” arrestata e le immatricolazioni di autovetture in Italia dovrebbero attestarsi, come prevede il Centro studi Promotor (i dati sono stati illustrati nella convention milanese del 27 novembre scorso) intorno a quota 1.930.000 con un lieve calo sull’anno precedente (-2,1%).

L’effetto “demonizzazione” sul diesel

Le immatricolazioni nel 2018 sono state tuttavia penalizzate anche dalla riduzione al ricorso ai chilometri zero, dall’introduzione del nuovo sistema di omologazione WLTP, dal rincaro dei carburanti (maggior spesa per benzina e gasolio per 4,6 miliardi) e dal rallentamento dell’economia che farà registrare una crescita dell’1% nel 2018 contro la crescita dell’1,6% nel 2017. L’effetto “demonizzazione” del gasolio ha fatto sentire i suoi effetti anche sui prezzi per l’acquisto di autovetture usate che nel novembre 2017 sono calati del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2017. Al calo dei prezzi delle auto usate si è contrapposta la crescita dei prezzi delle autovetture nuove, che in novembre 2018 hanno visto un aumento delle quotazioni del 2,1% su novembre 2017, ben superiore al livello dell’inflazione.

Rischio “politico” sul mercato dell’auto

Nel 2019, sempre secondo il Centro Studi Promotor, le immatricolazioni potrebbero riguardare 1.900.000 auto (-1,6%). I fattori che hanno limitato la crescita nel 2018, secondo il Centro Studi Promotor, saranno in larga misura presenti anche nel 2019. Sui risultati del prossimo anno potrebbero gravare però anche altri elementi ed in particolare uno scenario economico a rischio di recessione, e la dinamica dello spred. “Lo scenario dell’anno in corso  cambierebbe però radicalmente – ha affermato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – con incentivi alla rottamazione a costo zero che comporterebbe, non solo maggiori vendite di auto, ma anche un benefico impulso alla crescita delle entrate fiscali e del prodotto interno lordo oltre che benefici per l’ambiente e la sicurezza stradale”.

In Italia nel 2018 l’auto ha pesato per 195,3 miliardi

Il mercato dell’auto è fondamentale anche per l’economia italiana e, secondo i dati più recenti, è stata  dell’11,1% l’incidenza della spesa per gli autoveicoli sul prodotto interno lordo italiano. In totale, imprese e famiglie italiane hanno speso per acquisto ed esercizio dei mezzi  195,3 miliardi di euro, un valore superiore del 3,3% rispetto alla spesa corrispondente relativa al 2017 che risultò pari a 189 miliardi.

La prima voce di spesa per importanza è quella relativa all’esborso per i carburanti a cui sono stati destinati nel 2018 60,7 miliardi di euro, con un’incidenza complessiva sul totale della spesa del 31,1%. Rispetto al 2017 vi è stata una crescita notevole (+8,3%) dovuta all’aumento dei consumi, ma soprattutto ai rincari dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio. Al secondo posto nella graduatoria della spesa vi è l’acquisto di autoveicoli a cui nel 2018 sono stati destinati 50,3 miliardi, contro i 50,2 del 2017.

Aumenta il parco auto circolante

Del tutto da rivedere la campagna di demonizzazione nei confronti dell’auto e della “speranza” di un mondo senza automobili. A parte il fatto che le patenti attive continuano ad aumentare e aumenta anche la quota dei giovani patentati sotto i 20 anni, il parco auto italiano ha ricominciato ad aumentare dal 2014  e nel 2017 si è toccata quota 38,5 milioni, nel 2018 si arriverà a 39 milioni. Un aumento del parco circolante italiano che è uguale a quello della Germania ma circa la metà di quel che capita in Giappone. La crescita del parco auto italiano è legata non tanto e non solo alla passione per i veicoli a motore ma essenzialmente alle carenze del trasporto pubblico e al fatto che il Paese è caratterizzato da molti piccoli centri abitati e molte case sparse per cui la quota di persone raggiungibili con il trasporto pubblico, se anche fosse efficiente, continuerebbe ad essere bassa.