Auto in settembre: la UE rallenta (-2%), l’Italia accelera (+8,1%)

Battuta d’arresto per il mercato automobilistico dell’Unione Europea. In settembre sono state immatricolate 1.427.105 autovetture con un calo del 2% sullo stesso mese del 2016. Se tuttavia si tiene conto che in settembre 2017 vi è stato un giorno lavorato in meno (che in termini di immatricolazioni vale circa il 4,5% del dato mensile), più che una frenata si è registrato un rallentamento della crescita, che si riflette anche sul consuntivo dei primi nove mesi. Da gennaio a settembre le immatricolazioni sono infatti cresciute del 3,7% mentre nel consuntivo dei primi  otto mesi si registrava un incremento del 4,5%.

In settembre sono in calo nove dei ventotto mercati dell’Unione, mentre nel consuntivo gennaio-settembre i mercati in calo sono soltanto tre. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, il mercato della UE nel 2017 chiuderà il suo bilancio con 15.180.000 immatricolazioni e quindi l’appuntamento con i livelli ante-crisi è rimandato al 2018 e sarà fortemente influenzato dalla prosecuzione della ripresa nei paesi più provati dalla crisi del 2008 ed in particolare in Italia e in Spagna.

Considerando i cinque maggiori mercati dell’area, che complessivamente assorbono il 74,7% delle vendite, spiccano proprio i risultati di Italia e Spagna. In Italia si registra una crescita dell’8,1% in settembre e del 9% nei primi nove mesi dell’anno. Come è noto, nel nostro mercato la domanda di autovetture è influenzata positivamente dall’accelerazione della ripresa dell’economia e appare ormai a portata di mano l’obiettivo di 2.000.000 di immatricolazioni nel 2017, mentre restano positive le attese per il 2018 in cui si dovrebbe registrare un ulteriore passo avanti verso il ritorno ai livelli ante-crisi. Seconda per crescita tra i grandi mercati dell’Unione è la Spagna, che mette a segno un incremento del 4,6% in settembre e del 6,7% nel gennaio-settembre. Le vicende catalane non hanno ovviamente ancora influenzato la domanda di autovetture e non è detto che la influenzeranno. Pure in Spagna, come in Italia, la domanda appare sostenuta in particolare dalla richiesta delle società, anche se il bilancio delle vendite a privati non è negativo.  

Discreto è il risultato del mercato francese. In settembre le immatricolazioni sono aumentate (+1,1%), mentre nei primi nove mesi la crescita è del 3,9%. Negativo invece in settembre è il risultato della Germania (-3,3%), che chiude comunque il consuntivo dei primi nove mesi in crescita (+2,2%). Secondo Matthias Wissmann, presidente dell’associazione dell’industria automobilistica tedesca (VDA), le prospettive per questo mercato sono comunque positive. La stessa affermazione non può essere fatta per il Regno Unito che ha chiuso settembre con un calo del 9,3% ed il consuntivo dei primi nove mesi con un calo del 3,9%. Su questi risultati negativi hanno influito, non solo il livello molto elevato raggiunto dalle immatricolazioni nel 2016, ma anche l’introduzione, a partire da aprile, di una nuova imposta su tutte le auto che emettono CO2 e, negli ultimi mesi, anche l’incertezza legata alla Brexit.