Auto estere, per i residenti immatricolazione entro 60 giorni – Gli esperti rispondono

di Carla Brighenti e Davide De Giorgi

Fisco e dintorni – Gli esperti rispondono, rubrica a cura di Carla Brighenti (dottore commercialista) e Davide De Giorgi (avvocato tributarista)

QUESITO: Circolo, da straniero, in Italia con auto immatricolata in Francia. Dal 22 febbraio 2019 sono residente in un Comune italiano. Come devo comportarmi con l’auto estera?

Il legislatore ha introdotto il nuovo articolo 93, comma 1-bis, Dlgs 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada) che prevede il divieto di circolazione con un veicolo immatricolato all’estero al soggetto che ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni. Dunque, allo spirare dei 60 giorni il veicolo deve essere immatricolato in Italia. In caso contrario, è prevista la sanzione amministrativa da euro 712,00 a euro 2.848,00, l’immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo idoneo alla custodia.

Decorsi 180 giorni dalla data della violazione, senza che il veicolo sia stato immatricolato in Italia – oppure senza che sia stato richiesto il foglio di via della relativa targa necessario al fine di condurre il veicolo oltre il confine – si applica la confisca ex articolo 213 Codice della Strada. È stata prevista una deroga ai veicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente da impresa costituita in un altro Stato UE o SEE (che non abbiano stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva). Tali veicoli devono essere dotati di un Documento – sottoscritto dall’intestatario, con data certa, e custodito a bordo – dal quale risulti il titolo e la durata della disponibilità del veicolo. In mancanza del documento, la disponibilità del veicolo si considera in capo al conducente.