Auto elettriche nelle flotte: è necessario un cambio di passo

di Alberto Cestaro

Si parla da tempo dell’inserimento di auto elettriche nei parchi auto aziendali, ma oggi è arrivato il momento di passare ai fatti: le vetture sul mercato sono sempre di più, così come cresce la rete di ricarica. Ora tocca ai fleet manager, che devono essere in grado di anticipare il cambiamento in atto.

Auto elettriche, elettrificazione del parco auto, sostenibilità e car policy green: sono queste le tematiche che ormai da qualche anno popolano i colloqui tra case costruttrici e Fleet Manager delle aziende più rappresentative del nostro Paese. Molto spesso, in passato, mi sono trovato ad affrontare questi temi con i clienti, con i fleet manager, e molte volte ho avvertito il disagio di non avere ancora il prodotto giusto da offrire, di non essere davvero al passo con le attese del mercato e dei miei interlocutori.

Agli eventi di presentazione prodotto dell’epoca, non ero tra i primi ad avere l’auto elettrica o ibrida da promuovere, ma ero pieno di programmi, creavo attesa e aspettativa. Ora mi sento di dire che il giorno della risposta concreta è arrivato, personalmente con il brand Škoda che rappresento, così come per altre case automobilistiche.

AUTO SU STRADA

I cospicui investimenti del Gruppo Volkswagen hanno iniziato a portare su strada automobili inedite, ibride e a maggior ragione elettriche, che daranno vita a gamme parallele ai modelli esistenti, con il grande vantaggio di essere sviluppate all’origine su piattaforme dedicate all’elettrico.

È il caso di Škoda Enyaq iV che debutta sul mercato in queste settimane: un modello di svolta per il Brand, un prodotto nuovo, innovativo, digitale e, soprattutto, elettrico. Spazioso, funzionale e a emissioni zero. Tre livelli di potenza, fino a 520 km di autonomia, interni sorprendenti per finitura e cura del dettaglio, ma sempre pratici: la ricetta giusta per chi vuole anticipare il futuro senza rinunciare a nulla di quanto oggi è abituato ad avere.

UN’EPOCA DI CAMBIAMENTO

Ma le aziende, gli utenti, i fleet manager sono davvero pronti a guidare queste auto? Fino a poco tempo fa se ne parlava molto e, come detto sopra, sentivo il ritardo rispetto alle aspettative, ma ora che il ritardo è stato colmato, che le colonnine di ricarica sono sempre più presenti e diffuse, cosa frena il cambiamento, cosa rallenta il passaggio alla mobilità elettrica? Forse serve solo un po’ di coraggio, la voglia di sentirsi innovatori, il prendere coscienza che stiamo vivendo, dopo anni di immobilismo, un’epoca di trasformazione della mobilità. Dobbiamo decidere se farne parte o meno. Le ansie da autonomia ci sono e ci accompagneranno ancora per un po’, ma l’azione più necessaria oggi è una sincera riflessione sul tipo di utilizzo che facciamo dell’auto.

L’auto aziendale è una commodity che accompagna la nostra libertà di movimento da un posto a un altro e, per molti, forse per la maggioranza di coloro che hanno un’auto aziendale, questo spostamento si realizza in un raggio chilometrico facilmente percorribile con appena un terzo dell’autonomia realmente disponibile. Si tratta, quindi, di ripensare a come vivere l’auto, godendosi il silenzio, gli spazi, l’ambiente, consapevoli che con una ricarica notturna all’impianto domestico il fabbisogno quotidiano di chilometri è disponibile senza patemi. E il viaggio lungo va solo affrontato lasciando che sia l’auto a guidarci verso i punti di ricarica eventualmente necessari, sicuri che ala fine il programma di viaggio non sarà stravolto.

Alberto Cestaro,
Head of Škoda Fleet & Used Car Business

INGENTI INVESTIMENTI

Su questa nuova mobilità molti stanno investendo risorse: le case auto in primis, come Škoda, che in seno al Gruppo VW sta costruendo impianti produttivi carbon neutral per rendere sostenibile l’intero ciclo produttivo e che ha sviluppato tecnologia per produrre e riciclare batterie oltre a una piattaforma su cui far nascere numerosi modelli elettrici. Investimenti sono anche quelli per le stazioni di ricarica, sempre più diffuse, in attesa di uno slancio su quelle cosiddette “fast” che ci permetteranno di limitare i tempi di sosta quando stiamo facendo una lunga trasferta.

Anche alcune aziende virtuose stanno iniziando a investire nel rinnovo della propria flotta, aprendo a questa nuova frontiera dell’elettrificazione e contribuendo al tempo stesso alla disponibilità di punti di ricarica.

ANTICIPARE IL CAMBIAMENTO

Siamo arrivati al punto in cui serve un’azione forte su più fronti: ora che il prodotto c’è, che le case auto hanno investito, che i provider di energia e quelli di mobilità stanno mettendo a disposizione ciò che serve per accedere al mondo elettrico, occorre un’azione congiunta che vinca le resistenze e ci porti a offrire l’auto giusta per la reale esigenza di utilizzo, a motivare le persone, a trovare la forma ideale di incentivo per muovere il cambiamento, incentivi che saranno fondamentali per sostenere il cambiamento all’elettrico in questa fase iniziale.

Anticipiamo per una volta il cambiamento anziché inseguirlo in affanno. Il cambiamento va accompagnato, non sofferto: non resteremo con le città spente per carenza di energia perché improvvisamente tutta la mobilità avrà bisogno di ricaricare le batterie. Le attuali motorizzazioni termiche hanno ancora un senso e per fortuna che ci sono, sempre più efficienti e sempre più rispettose dell’ambiente rispetto a qualche anno fa.

PER UNA MOBILITÀ INTELLIGENTE

Ognuno di noi ha esigenze di mobilità personali, diverse, e su questo si gioca la partita. Incoraggiare il cambiamento è invitare a riflettere sullo stile di guida, sulle esigenze di mobilità, sulla possibilità di utilizzare mezzi diversi per un unico viaggio, per la tratta lunga e per l’ultimo miglio. Il lato positivo è che oggi disponiamo di tutto questo, è solo necessario saper mettere insieme i pezzi e costruire una mobilità intelligente che utilizzi le informazioni e le tecnologie disponibili per mettere a disposizione di ognuno il mezzo giusto nel momento giusto.

Molte aziende già oggi incarnano modelli di innovazione e di business ripensati per stare al passo con le nuove esigenze e con il rispetto dell’ambiente. Quando parliamo di mobilità non sprechiamo l’occasione di applicare tutta la nostra energia per sposare le scelte più coraggiose che premieranno il cambiamento e chi avrà un’innata capacità di viverlo.  

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